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O SI ESCE DALL’EURO O TORNA MONTI, TERTIUM NON DATUR

 

 

Cari amici

proprio oggi è uscito un interessante articolo su Wall Street Italia dal titolo piuttosto significativo

L’articolo è centrato essenzialmente sulle questioni previdenziali e  su come le promesse di questo periodo pre-elettorale, come è accaduto in Francia e come accade da sempre da che esiste la politica, saranno carta straccia, o peggio , post elezioni. Un giusto memento della falsità delle affermazioni politiche, come se ne avessimo bisogno dopo 3 anni di governo Renzi ed uno di governo Gentiloni..

Vi assicuro che ne sentiremo delle belle a Settembre, a partire dall’economia, con annunci di crescita, di occupazione, con promesse di maggiore gentilezza sulle pensioni, etc, con solo il “Gufo” Padoan, che probabilmente è l termine della sua avventura politica, a ricordare che c’è da fare una manovra da oltre 20 miliardi di euro, per cui non c’è trippa per gatti.

In questo articolo non voglio però occuparmi delle questioni di bilancio, ma proprio dell’eventuale successo delle politiche dell’attuale governo e di quello che accadrebbe se, rebus sic stantibus,  l’economia crescesse ?

Il flebile afflato di vita economica attuale , una crescita prevista, in modo ottimistico, a 1,4% viene a darcene un’idea. A giugno la bilancia commerciale , dati ISTAT, presenta un aumento delle esportazioni del 8,2% e delle importazioni del 9,9% . Abbiamo quindi che il saldo positivo  di bilancia commerciale si è quasi dimezzato rispetto al 2016, riducendosi da 7795 a 4582 miliardi.

Questo è accaduto con una crescita asfittica del PIL, solo 1,2 % rispetto al giugno 2016, ed è dovuto essenzialmente alla riduzione dei saldi attivi verso gli altri paesi dell’unione, verso i quali il saldo positivo si è ridotto a 1,2 miliardi di euro. Il problema è semplice: senza flessibilità dei cambi versi i paesi dell’unioni ogni aumento della ricchezza nazionale porta ad una riduzione del saldo positivo di bilancia commerciale e quindi anche delle partite correnti.

Dato che il saldo positivo delle partite correnti è essenziale per riuscire a mantenere un equilibro, ancorchè minimo, con il nostro debito pubblico, anch’esso non svalutabile, abbiamo due alternative :

  • cresciamo, ma andiamo in deficit di bilancia commerciale;
  • decresciamo, con più povertà, ma bilancia commerciale in ordine.

Tertium non datur e dato che in questo  tipo di politica repressiva Mario Monti è stato un vero esperto, non crediate che la sua figura sia stata messa completamente da parte.

L’alternativa esiste ? Certo, uscire dall’euro, svalutare, e quindi permettersi una crescita con saldi di bilancia commerciale positivi.

Quindi o svalutare o Monti, e morire economicamente. A voi la scelta

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