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Fuga da Seul: la borsa vola, ma gli stranieri scappano. Il rischio bolla che spaventa il governo coreano

Il Won crolla e il governo monitora la crisi su WhatsApp. Mentre i piccoli risparmiatori comprano azioni, i grandi capitali abbandonano il Paese. Siamo alla vigilia di un disastro finanziario asiatico?

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Il miracolo economico sudcoreano, ben evidente dall’indice KOSPI azionario, ha un problema, e non è di poco conto. Se guardiamo solo la superficie dei mercati finanziari, la borsa di Seul sembra vivere una sorta di età dell’oro. Trainata dall’entusiasmo globale per l’intelligenza artificiale e dai colossi dei semiconduttori come SK Hynix e Samsung – che da soli pesano per oltre il 40% del listino azionario KOSPI – la borsa coreana vola. Ma, come spesso accade nell’economia reale, grattando sotto la vernice dorata emerge una situazione molto diversa. E decisamente più allarmante.

Indice Kospi – Tradingeconomics

L’illusione ottica: chi compra e chi scappa

Il boom azionario a cui stiamo assistendo in Corea del Sud non è sostenuto dai grandi capitali internazionali. Al contrario, i grafici delle principali banche d’affari, come Goldman Sachs, parlano chiaro: gli investitori stranieri stanno fuggendo in massa da quel mercato.

Flussi sul mercato azionario coreano

Ma allora, chi fa salire i prezzi? A comprare a mani basse, spingendo in alto le valutazioni, sono rimasti quasi esclusivamente i piccoli risparmiatori locali. Quando i cittadini comuni investono pesantemente in borsa mentre i grandi fondi esteri ritirano i loro soldi, chi osserva l’economia sa che c’è da preoccuparsi. È il classico campanello d’allarme di una potenziale bolla finanziaria: l’euforia dei piccoli maschera una pericolosa uscita di capitali.

Il crollo del Won e la crisi del debito

Questa emorragia di denaro verso l’estero ha innescato due effetti collaterali pesantissimi per il Paese:

  • Il crollo della valuta locale: Il Won sudcoreano è precipitato ai livelli minimi dal 2009 rispetto al dollaro americano. Una caduta aggravata anche dalle tensioni sui mercati asiatici causate dal prolungarsi del conflitto in Iran e dal conseguente caro energia.

    Cambio Dollaro US e Won (Tradingeconomics)

  • Rednimenti dei titoli decennali sud coreani

    L’impennata dei tassi: I rendimenti (cioè gli interessi) sui titoli di Stato sudcoreani sono schizzati ai massimi da quasi tre anni. Quando gli investitori vendono i titoli pubblici di un Paese, il loro prezzo scende e lo Stato è costretto a pagare interessi più alti per trovare nuovi compratori.

Di norma, una valuta debole aiuta le esportazioni di colossi come Samsung. Ma in un mondo in cui il petrolio costa carissimo, avere una moneta debole significa importare inflazione, distruggendo il potere d’acquisto dei cittadini.

Il governo corre ai ripari (con le chat su KakaoTalk)

Di fronte a questa tempesta, il governo di Seul non sta a guardare. Tuttavia, i metodi scelti fanno sorridere e, allo stesso tempo, riflettere sulla tensione palpabile. Le autorità hanno intensificato il controllo sul mercato dei titoli di Stato in modo quasi “artigianale”.

Il Ministero delle Finanze ha iniziato a fare chiamate mattutine ai gestori dei fondi e ha persino creato un gruppo privato su KakaoTalk (l’equivalente coreano di WhatsApp). In questa chat, che include il Ministro delle Finanze Koo Yun-cheol e altri alti funzionari, ci si scambiano opinioni quotidiane per “tastare il polso” alla situazione. Il vice ministro Hwang Soon Kwan ha spiegato che lo scopo non è forzare i tassi al ribasso, ma far capire che il governo è vigile e pronto a colpire le mosse speculative.

Nel frattempo, per allentare la pressione sui mercati e frenare la salita dei tassi, lo Stato ha deciso di ridurre l’emissione di nuovi titoli di debito di ben il 21% a giugno. Un intervento statale diretto, che cerca di limitare i danni riducendo l’offerta di titoli.

Siamo di fronte a una maxi-bolla?

Arriviamo alla domanda cruciale: la Corea del Sud rischia una fortissima bolla finanziaria? La risposta, stando ai dati, tende al sì.

La dinamica attuale presenta tutti gli ingredienti di un sistema fragile:

  • Una concentrazione enorme degli investimenti su un solo tema (l’Intelligenza Artificiale).

  • La fuga dei capitali esteri, che lasciano il mercato in mano ai piccoli risparmiatori ignari dei rischi.

  • Una valuta sotto attacco e costi energetici fuori controllo.

Le autorità promettono “massima vigilanza” contro il panico, ma come ha fatto notare So Jaeyong, capo economista di Shinhan Bank, i problemi del Won sono legati a fattori internazionali. E le crisi globali non si possono arginare con un gruppo chat.

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