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Energia alla giapponese: Tokio vuole 14 nuovi reattori nucleari entro il 2050 per sostenere l’rconomia
Fine del “divorzio dall’atomo” post-Fukushima. Il governo Takaichi scommette sull’energia nucleare per tagliare i costi del GNL e sostenere il boom dell’intelligenza artificiale con pesanti investimenti statali.

In Italia ci vantiamo del “Decreto nucleare” che se va bene sarà pronto il prossimo anno, altrove hanno idee più fattive. Il governo giapponese sta elaborando piani a lungo termine per sostituire fino a una dozzina di reattori nucleari entro il 2050, al fine di garantire l’approvvigionamento elettrico, e da due a cinque di questi dovrebbero essere ricostruiti entro gli anni ’40, ha dichiarato oggi il ministero dell’Economia del Paese.
Si tratta dell’ultimo passo di un’inversione di rotta politica per Tokyo, che, in seguito al disastro di Fukushima del 2011, aveva chiuso tutti i suoi reattori nucleari e cercato di passare ad altre forme di produzione di energia elettrica. La crisi dello Stretto di Hormuz, così come la volatilità dei prezzi del GNL, ha recentemente spinto a riconsiderare la politica di “divorzio dal nucleare”, con un crescente sentimento a favore del nucleare nei circoli politici giapponesi.
L’ultima idea è stata esposta in una proposta del ministero, che prevede l’entrata in funzione di ben 11-14 reattori nucleari entro il 2050, ha riferito Reuters, citando l’istituzione. Se tutti e 14 venissero costruiti, ciò aggiungerebbe 16 GW alla capacità di generazione del Giappone. La pubblicazione ha osservato che attualmente il Giappone produce tra il 60% e il 70% della propria elettricità da idrocarburi, tra cui carbone, petrolio e gas naturale, che importa a causa della mancanza di risorse proprie.
Kyodo News, nel frattempo, riferisce che il governo di Takae Sanaichi prevede che il 20% dell’elettricità del Paese provenga dall’energia nucleare nell’anno fiscale 2040 per soddisfare la domanda di elettricità. Poiché la riparazione dei reattori esistenti non sarebbe sufficiente a garantire l’energia che si prevede sarà richiesta in quel momento, sarebbe necessario costruire nuova capacità. L’agenzia di stampa osserva, tuttavia, che la costruzione di centrali nucleari è diventata più costosa negli ultimi tempi, il che fa sorgere dubbi sul fatto che tutti i reattori previsti possano essere realizzati.
Secondo le stime del settore riportate da Kyodo News, nel 2040 si registrerà un potenziale deficit di offerta pari a circa 5,5 milioni di kW. Tale quantità equivale alla produzione di cinque reattori nucleari, scrive la testata. Attualmente, in Giappone sono in fase di smantellamento 24 reattori nucleari. Probabilmente una parte di questi dovrà essere ricostruita da zero, proprio per far fronte a questa domanda insoddisfatta.







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