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Perché aderisco a Futuro Nazionale

“Riprendiamoci le chiavi di casa”: le ragioni economiche e politiche dietro l’adesione a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Dalla critica ai trattati europei alla difesa dell’economia reale e della Costituzione italiana.

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In queste ore molti amici, sostenitori e lettori di Scenari Economici apprenderanno ufficialmente della mia adesione a Futuro Nazionale, il movimento guidato dal Generale Roberto Vannacci.

So bene che questa scelta susciterà reazioni diverse. Ci sarà chi la considererà naturale e pertanto la accoglierà con favore, e chi invece la criticherà, rimanendone deluso. Proprio per questo ritengo corretto spiegare personalmente le ragioni che mi hanno portato a compiere questo passo.

Chi mi ha seguito sa bene che le idee che porto avanti oggi sono le stesse che ho sempre difeso.

Da molti anni esprimo posizioni critiche sul rapporto fra governance europea e capacità degli Stati nazionali di incidere sulle scelte che riguardano i propri cittadini. In un contesto in cui le decisioni assunte a livello europeo influenzano in misura crescente le politiche economiche, industriali e sociali dei singoli Paesi, ritengo necessario interrogarsi sul corretto equilibrio tra integrazione europea, rappresentanza democratica e tutela degli interessi nazionali.

Ritengo inoltre fondamentale restituire piena centralità alla sovranità popolare sancita dalla nostra Costituzione. Ciò significa riaffermare il primato della Carta costituzionale rispetto ai trattati europei, perché la legittimazione democratica della Repubblica italiana nasce dalla volontà del popolo italiano espressa nella Costituzione e non può essere subordinata a fonti sovranazionali. È da questo principio che deve partire qualsiasi riflessione sul futuro dell’Europa e sul ruolo dell’Italia al suo interno.

Accanto agli aspetti economici e istituzionali esiste poi una questione culturale e identitaria altrettanto importante. Sempre più italiani percepiscono un progressivo indebolimento del legame con la propria storia, con le proprie tradizioni e con quegli elementi che hanno contribuito a costruire l’identità della Nazione. Nessun Paese può affrontare con fiducia le sfide del futuro se smarrisce la consapevolezza delle proprie radici.

Ho sempre difeso queste posizioni da persona libera, guidata esclusivamente dalle proprie convinzioni e dall’interesse della Nazione. Non aderisco a Futuro Nazionale perché ho cambiato idea; aderisco a Futuro Nazionale perché trovo oggi una realtà politica nella quale continuare a riconoscermi.

Le idee che difendevo ieri sono le stesse che continuo a difendere oggi e che difenderò domani. Idee che da anni sintetizzo in uno slogan che molti conoscono: “Riprendiamoci le chiavi di casa”.

Nel frattempo, però, il quadro politico è cambiato.

Molte forze politiche che avevano costruito una parte importante del proprio consenso su questi temi hanno progressivamente modificato priorità, linguaggio e obiettivi. È una scelta legittima. Così come è legittimo che chi ha dedicato anni a determinate idee finisca per non riconoscersi più in quei percorsi.

Ho sempre pensato che fra ciò che si promette agli elettori e ciò che si fa una volta ottenuto il consenso debba esistere una continuità. Quando questa continuità si affievolisce, inevitabilmente si crea una distanza tra una parte dell’elettorato e chi dovrebbe rappresentarla.

Non sorprende quindi che una quota significativa di cittadini non si senta più rappresentata su questioni che considera fondamentali: la tutela dell’economia produttiva e del lavoro, la salvaguardia degli interessi nazionali, la sovranità democratica, la propria identità e il ruolo che l’Italia dovrebbe tornare ad avere nei processi decisionali europei.

È dentro questo vuoto di rappresentanza che va letto il successo crescente di Futuro Nazionale. Ridurre questo fenomeno a una semplice forma di protesta significherebbe non comprenderne la natura. Il consenso non nasce all’improvviso: matura lentamente e poi emerge quando una parte della società smette di riconoscersi nelle posizioni che le sono state offerte fino ad oggi.

Negli ultimi mesi ho maturato la convinzione che fosse arrivato il momento di tradurre questa continuità di idee in una scelta politica altrettanto coerente. Nasce da qui la mia adesione a Futuro Nazionale.

In questa scelta ha avuto un ruolo importante anche la figura di Roberto Vannacci. Lo conosco da tempo e ne ho sempre apprezzato una qualità che considero rara e preziosa: la coerenza. Una virtù che, a mio avviso, nasce anche dall’amore autentico per la propria Patria e dal senso di responsabilità verso la comunità nazionale.

Condivido pertanto gli stessi valori che ispirano Futuro Nazionale e per questa ragione ritengo che esso rappresenti un punto di riferimento per quell’elettorato che chiede una rappresentanza più coerente rispetto ai temi che considera prioritari.

In altre parole, finalmente una forza politica capace di custodire e difendere quei valori e quei principi che costituiscono la nostra identità e i nostri interessi nazionali, ponendosi al tempo stesso come garante della loro tutela e della loro rappresentanza politica. Principi che considero irrinunciabili e non oggetto di negoziazione politica.

La scelta compiuta oggi non rappresenta una rottura con il mio passato, ma la naturale prosecuzione di un percorso politico e culturale che non ho mai rinnegato.

Desidero infine ringraziare il presidente Roberto Vannacci e il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni per la calorosa accoglienza e la fiducia che mi hanno riservato.

W l’Italia. Sempre! 🇮🇹

Antonio Maria Rinaldi
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