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La Francia abborda la “Tagor”: quarta petroliera fantasma bloccata. Si infiamma la guerra ombra sui mari?
I commando francesi bloccano la “Tagor”, la quarta nave della flotta ombra russa intercettata nell’Atlantico. Mentre Parigi taglia i fondi di guerra, Mosca accusa l’Occidente di “pirateria”. Scopri i rischi di una pericolosa escalation navale e le mosse di Putin per salvare il suo petrolio.

Domenica mattina, a 400 miglia nautiche a ovest della punta della Bretagna, si è consumata una scena degna di un film d’azione, ma con pesanti e concrete ricadute sui mercati energetici. I francesi hanno diffuso le immagini dei loro commando navali che, coperti dal supporto di elicotteri britannici, si calavano sulla “Tagor”. Si tratta di una petroliera accusata di far parte della cosiddetta “flotta ombra” russa. La nave, partita dal porto settentrionale di Murmansk e diretta in Camerun sotto una falsa bandiera, è stata bloccata e posta sotto inchiesta.
🇫🇷France has seized another 🇷🇺Russian shadow fleet tanker.
Suspected of sailing under a false flag, MV Tagor was boarded via rapid roping from @MarineNationale NH90 helicopter in the Atlantic yesterday. pic.twitter.com/hT7p9MPDmc
— Navy Lookout (@NavyLookout) June 1, 2026
Emmanuel Macron non ha perso tempo, dichiarando quanto sia “inaccettabile aggirare le sanzioni e finanziare la guerra”, ricordando inoltre i forti rischi ambientali connessi a queste vecchie navi mal tenute. Ma le parole del presidente celano un nodo strategico e commerciale decisamente più complesso.
I precedenti: dalla tolleranza al sequestro
La Tagor non è un caso isolato. Da settembre 2025, Parigi ha progressivamente intensificato i controlli in mare, puntando il mirino sulle navi legate a Mosca. Fino a poco tempo fa, l’approccio era più morbido: il gioco si chiudeva con multe salate, il pagamento, e la nave tornava libera. Oggi, l’atteggiamento è cambiato in modo drastico.
Ecco un rapido riassunto delle intercettazioni francesi recenti:
| Nave | Data | Area | Esito Iniziale |
| Boracay | Settembre 2025 | Bretagna | Multa e condanna in contumacia del capitano |
| Grinch | Gennaio 2026 | Mediterraneo | Rilasciata dopo sanzione milionaria |
| Deyna | Marzo 2026 | Mediterraneo | Multa e ripresa della navigazione |
| Tagor | Maggio 2026 | Atlantico | Sequestro e inchiesta penale in corso |
Il trucco del cambio continuo della bandiera di registrazione per nascondere l’identità non basta più a sfuggire ai radar occidentali. E il Cremlino, come prevedibile, ha reagito con molta irritazione.
La rabbia di Mosca: dovremo attenderci una reazione militare?
Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha definito le azioni franco-britanniche al limite della “pirateria internazionale” e del terrorismo, promettendo misure per proteggere le proprie navi.
Siamo arrivati alla quarta petroliera russa fermata da Parigi. La Russia si trova sempre più limitata nell’usare i porti occidentali (Baltico e Mare di Barents), un danno gravissimo che si somma ai danni pratici causati dai droni ucraini sulle raffinerie in patria. Come potrà reagire Mosca? Vedremo una flotta russa più aggressiva?
La Russia ha l’urgenza assoluta di vendere il suo petrolio verso l’Asia o comunque i paesi . I compratori ci sono, attirati da sconti enormi sul prezzo, ma bisogna far arrivare la merce. Se l’Atlantico o il Mediterraneo diventano un percorso a ostacoli, i costi per affittare le navi e assicurare i viaggi saliranno alle stelle, mangiando tutti i guadagni russi. Di fronte a questa trappola economica, Mosca ha tre strade:
- L’opzione della scorta armata: Usare navi da guerra della Flotta del Nord per proteggere i mercantili. Un’idea che piace ai più accesi nazionalisti, ma estremamente pericolosa: porterebbe a uno scontro navale diretto con la NATO. Un rischio che Mosca, per ora, difficilmente vorrà correre per un singolo carico di petrolio.
- Difesa privata e disturbi tecnologici: Più nel suo stile, la Russia potrebbe adottare mosse indirette. Ad esempio, mettere guardie private armate a bordo delle petroliere per rendere difficili gli abbordaggi, oppure disturbare con la guerra elettronica i segnali e i radar delle navi occidentali in zone vicine alla Russia. Ricordiamo che le guardie private sono.
- La via dei ghiacci: La soluzione logistica più sicura rimane spingere le navi verso la Rotta del Mare del Nord, passando dall’Artico per arrivare in Asia. Lì non ci sono marine europee a dare fastidio, ma il ghiaccio rende questa rotta difficile e sfruttabile solo per pochi mesi all’anno.
L’operazione francese è un colpo diretto al portafoglio del Cremlino, ma è anche un atto molto ostile. Resta però un dubbio: trasformare le acque internazionali in un luogo di fermi e sequestri militari rischia di creare un precedente pericoloso. Se domani guardie armate russe rispondessero al fuoco degli incursori francesi che succederebbe? La libertà di navigazione commerciale è una regola d’oro per tutti: l’Occidente deve maneggiare questo strumento con grandissima prudenza, per evitare che domani altri Paesi usino la stessa scusa per bloccare navi europee.






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