Economia
Da ultima e reietta, ora l’Italia viene promossa in Europa, e registra un nuovo record di occupati e un Pil che cresce piu del previsto

Si sa come si dice spesso, le previsioni sono fatte per essere smentite, ma quando queste riguardano i dati economici e vengono poi strumentalizzate a livello politico la questione cambia aspetto e merita di essere approfondita e forse chiarita. Nelle ultime settimane alcuni organi di stampa, purtroppo spiace sottolineare che si tratta sempre dei soliti noti che sono chiaramente orientati politicamente, spargono a man basse notizie sulle previsioni pessime per il nostro paese, che sarebbe ultimo in Europa sulla crescita, con la solita produttività al palo e con pure i conti pubblici ( vero fiore all’occhiello del governo Meloni, che dopo anni di sprechi assurdi ha meritoriamente messo mano una volta per tutte alla questione del controllo del deficit per contenere costi e sprechi della cosa pubblica) che iniziano a schricchiolare.
Ebbene in soli tre giorni sono arrivate una raffica di dati e notizie che hanno smentito in maniera categorica e pure clamorosa quelle che ormai appaiono da 4 anni a questa parte più speranze velleitarie da parte di chi, a sinistra, fatica a tirare fuori uno straccio di proposta in campo economico ( se non la solita trita e ritrita proposta del salario minimo, che molti economisti hanno già bocciato come potenziale zavorra per i contratti lavorativi). la prima sorpresa, per le sinistre e di alcuni media a loro attigui, è arrivati dalla commissione europea, che ad un evento a Milano sul Pnrr italiano ha promosso a pieni voti il piano italiano, definendolo virtuoso e primo in Europa per attuazione.
Nel corso dell’evento milanese “Una sfida che si racconta”, dedicato alla fase conclusiva del Pnrr, è arrivata infatti una promozione che ha sorpreso molti osservatori. Declan Costello, vicedirettore generale di Ecfin della Commissione europea e figura chiave nella verifica delle tranche di pagamento, ha definito l’Italia «il Paese più avanti nell’attuazione del Piano». Un riconoscimento che pesa soprattutto perché arriva da Bruxelles e da uno dei tecnici considerati più severi nei controlli sulle milestone e sui target concordati con l’Unione europea.
Dopo poche ore ecco arrivare una nuova promozione da parte della Commissione Ue, nella sua Analisi sugli squilibri macroeconomici, su fisco, banche ed occupazione: ‘Italia ha continuato ad attuare misure che migliorano la qualità delle finanze pubbliche, riducono l’evasione fiscale e sostengono la sostenibilità di bilancio”. Secondo la Commissione, “il settore bancario ha continuato a rafforzarsi” e le banche italiane presentano “forte redditività, capitalizzazione e liquidità”. Nel rapporto si rileva inoltre che “le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate” e, appunto, che i tassi di partecipazione hanno raggiunto “livelli record”. L’esecutivo comunitario osserva inoltre che le riforme e gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza nelle politiche attive del lavoro, nella formazione professionale e nell’apprendimento permanente “hanno gradualmente iniziato a dare frutti”.
La Commissione sottolinea inoltre che “nell’ultimo anno l’Italia ha compiuto progressi nell’attuazione di riforme favorevoli alla crescita”. Tra gli esempi citati figurano il Libro Bianco ‘Made in Italy 2030’, definito “un primo passo verso una strategia industriale nazionale coerente”, e il Codice degli incentivi. Nel complesso, Bruxelles rileva che “diverse misure sono già state attuate” e che gli impegni assunti dall’Italia “sembrano mirare a creare le condizioni per una crescita più rapida della produttività”. Insomma un quadro che cozza clamorosamente con le previsioni di prossime sciagure economiche preconizzate da sinistre e media d’area.
Ma ieri anche l’Istat dopo avere certificato l’ennesimo record di occupazione, con +123.000 occupati ad Aprile, con una crescita sensibile di lavori stabili ( alla faccia della narrazione anche qui di chi racconta che cresce solo il lavoro povero e precario) con la disoccupazione al 5,1%, minimo dal 2004, anno della prima rilevazione di questo tipo. Il tasso di disoccupazione giovanile scende al 16,9% I disoccupati sono 1 milione 310mila, in calo di 18mila unità su marzo e di 260mila su aprile 2026.
Sempre poi l’Istat ha corretto anche le foschissime previsioni sul Pil italiano, l’economia italiana, infatti, secondo l’istituto di ricerca italiano, apre il 2026 con un risultato migliore delle attese. Nel primo trimestre dell’anno il Prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,8% su base annua. La nuova valutazione migliora di un decimale sia la crescita congiunturale sia quella tendenziale, portando anche la variazione acquisita per l’intero 2026 allo 0,6%. Un segnale che conferma una tenuta dell’attività economica superiore alle indicazioni iniziali.
A sostenere il Pil sono state soprattutto le principali componenti della domanda interna. I consumi finali nazionali hanno registrato un incremento dello 0,4%, mentre gli investimenti fissi lordi sono saliti dello 0,7%. Positivo anche il contributo del commercio con l’estero: le esportazioni sono aumentate del 2,2%, mentre le importazioni hanno segnato una diminuzione dello 0,7%. Senza contare per continuare a smentire le Cassandre, che anche i consumi, che molti definivano al palo, sono cresciuti di uno 0,5%, piu degli Stati Uniti( fermi allo 0,3%) Germania al palo e Francia, dove addirittura sono diminuiti di uno 0.1%. Per non parlare poi del Pil pro capite che in Italia è salito negli ultimi cinque anni del 18% piu di Francia, Germania e Spagna.
Insomma se si analizzano questi dati, si capisce bene quale grado di credibilità possono avere certe previsioni fosche di chi evidentemente per mero interesse di parte, non considera che sta procurando solo nocumento al proprio paese, senza bisogno di scomodare il senso patriotico cosi caro alla premier Giorgia Meloni









You must be logged in to post a comment Login