DifesaEconomiaEsteriSpagna
Ceuta sotto assedio: perché i confini della Spagna ormai li decide il Marocco
Blindati e cariche a pochi passi dalla frontiera: il blocco dell’assalto a Ceuta dimostra come il controllo dei confini spagnoli sia interamente nelle mani di Rabat. La Spagna è praticamente uno stato vassallo.

Centinaia di persone bloccate a pochi passi dalla frontiera, elicotteri in volo e blindati schierati nella polvere di Castillejos. A Ferragosto l’assalto all’enclave spagnola di Ceuta è fallito, ma non per merito di Madrid. A fermare l’onda umana è stata la polizia marocchina, intervenuta con una determinazione che racconta una verità cruda: la sicurezza dell’Europa dipende ormai dai capricci di un governo straniero.
Due settimane prima, il 30 luglio, lo scenario era stato opposto. Oltre settantamila persone avevano travolto i varchi via mare e via terra, con un bilancio drammatico di decine di morti per annegamento o schiacciamento. In quell’occasione le forze di sicurezza di Rabat avevano guardato altrove, lasciando che la marea travolgesse i presidi spagnoli.
La differenza tra il caos totale e la calma blindata sta in una semplice decisione politica presa a Rabat. Quando la monarchia marocchina decide di chiudere i rubinetti migratori, nessuno passa, anche perché,. forse, sono soprattutto non marocchini, ma migranti sub-sahariani. Quando decide di fare pressione diplomatica, i varchi si aprono all’improvviso.
La Spagna si ritrova così nel ruolo imbarazzante di spettatrice pagante dei propri confini. Sul lato iberico sono stati schierati carri armati e reparti dell’esercito con licenze cancellate d’urgenza. Uno sforzo logistico enorme, arrivato però dopo settimane di allarmi inascoltati lanciati dai sindacati di polizia.

Questa volta l’invasione è fallita
Il governo centrale era rimasto paralizzato da un cavillo burocratico: una sentenza che impediva i respingimenti immediati per chi arrivava a nuoto. Per rimediare a una falla normativa evidente, Madrid ha impiegato settimane prima di posizionare una barriera galleggiante in mare.
Il prezzo economico della sovranità delegata
Questa dipendenza geopolitica ha ricadute economiche dirette e pesantissime per la Spagna e per l’intera Unione Europea, che, alla fine risultano sotto ricatto della monarchia marocchina. Tra l’altro la UE ha concesso un regime commerciale di favore al Marocco, quasi unico, di cui il Paese si approfitta ampiamente, oltre a sovvenzionare i pattugliamenti e la sicurezza marocchini.
Il paradosso è evidente. Madrid finanzia e ringrazia il vicino per un servizio di vigilanza che viene attivato o disattivato a seconda delle convenienze politiche esterne. Non si tratta di una cooperazione paritaria, ma di un rapporto di dipendenza strategica. Potremmo tranquillamente affermare che, sotto molti aspetti, la Spagna sia ormai un paese vassallo del Marocco: se non obbedisce, se applica una politica non gradita, allora viene automaticamente invasa nelle proprie exclaves, oppure direttamente nel territorio nazionale. Il governo di sinistra non riesce a respingere efficacemente l’invasione: la recente sanatoria generale dei migranti ne è l’ammissione.
Finché la gestione dei confini rimarrà subappaltata a paesi terzi, ogni trattativa economica o diplomatica su energia, pesca o commercio partirà da una posizione di debolezza strutturale. La Spagna non governa la propria frontiera sud: ne compra semplicemente la calma temporanea.







You must be logged in to post a comment Login