AttualitàPoliticaSvezia
Svezia: la sinistra getta la spugna, spuntano i brogli e si rischiano nuove elezioni
Svolta drammatica in Svezia: Magdalena Andersson rinuncia al governo dopo il tradimento degli alleati. Mentre il Paese rischia il ritorno al voto, la polizia indaga per brogli elettorali e compravendita di voti su 11 seggi chiave.

Stoccolma piomba all’improvviso in una paralisi istituzionale che rischia di bloccare il Paese. Magdalena Andersson si arrende: la leader dei Socialdemocratici ha annunciato di rinunciare al mandato per formare il nuovo governo, restituendo l’incarico nelle mani del presidente del Parlamento.
Una decisione clamorosa, arrivata dopo che il Partito della Sinistra ha scelto di votare insieme al centrodestra per eleggere il nuovo presidente dell’aula. Un vero e proprio sgambetto parlamentare che manda in frantumi la fragile coalizione progressista prima ancora di nascere.
Lo stallo di Stoccolma e l’ipotesi del voto bis
Le elezioni avevano consegnato al blocco di centrosinistra un vantaggio risicatissimo: 176 seggi contro i 173 del centrodestra uscente. Bastava perdere un solo deputato per finire sotto.
Con lo strappo della Sinistra, Andersson ha dovuto prendere atto della realtà: i numeri per governare non ci sono. Ora la palla passa al premier uscente Ulf Kristersson, alla guida dei Moderati, che tenterà di costruire una maggioranza alternativa pescando nell’area moderata e centrista.
Il compito di Kristersson appare però quasi impossibile:
- I centristi del Centerpartiet rifiutano categoricamente qualsiasi intesa con la destra radicale dei Democratici Svedesi.
- I Democratici Svedesi, forti dei loro voti, non accetteranno di fare da semplici comparse esterne.
- Se nessun compromesso vedrà la luce, l’unica via d’uscita rimarrà il ritorno immediato alle urne.
| Schieramento | Seggi | Nodo politico |
| Centrosinistra (Andersson) | 176 | Alleanza spaccata dal voto dei deputati di Sinistra |
| Centrodestra (Kristersson) | 173 | Veto incrociato tra i centristi e la destra dura |
Per l’economia svedese questo vuoto di potere è una pessima notizia. Senza un esecutivo con pieni poteri, la legge di bilancio rischia il congelamento proprio mentre la spesa per investimenti pubblici e sussidi avrebbe bisogno di certezze. Le imprese frenano le assunzioni in attesa di capire che politica fiscale verrà adottata, mentre la corona svedese resta esposta a oscillazioni speculative sui mercati valutari.
Se la trattativa centrista dovesse fallire nei prossimi giorni, il voto anticipato diventerebbe inevitabile, allungando i tempi della ripresa di almeno sei mesi e probabilmente restituendo la maggioranza ai centristi.
L’ombra delle schede comprate: 11 seggi in bilico
A rendere il quadro ancora più teso è arrivato il lavoro della polizia. Gli inquirenti hanno aperto indagini preliminari su cinque denunce di irregolarità elettorali nell’area di Stoccolma, tra cui il sobborgo di Järva, con ipotesi pesanti di compravendita di voti.
Il caso più critico riguarda la città di Borlänge, nel centro del Paese. Sotto la lente della procura è finita l’anomala elezione di Mohamed Abdukardir Ali, candidato del Partito della Sinistra, schizzato improvvisamente in cima alle preferenze scavalcando i colleghi di lista. Il deputato si è autosospeso in attesa che i controlli facciano chiarezza.
La Commissione di Revisione Elettorale svedese valuta ora la possibilità di ordinare la ripetizione del voto a Borlänge. In gioco ci sono ben 11 seggi parlamentari. In un parlamento diviso da appena tre voti di scarto, anche un piccolo spostamento locale potrebbe cancellare il risultato nazionale e ribaltare completamente i rapporti di forza.







You must be logged in to post a comment Login