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Bertolaso, indagato come Berlusconi nel 2011, è stato assolto “perchè il fatto NON sussiste” (come lui molti altri): la magistratura italiana fu coinvolta nel golpe del 2011?

Dico quello che molti pensano ma che magari non hanno il coraggio di dire. Andrò direttamente ai fatti, limitando i commenti, citando articoli terzi di giornale. Vedrete una sfilza di indagini iniziate a cavallo o appena dopo il golpe del 2011 andare nella direzione di dimostrare una connivenza di una certa parte politica in malaffari vari. Purtroppo a distanza di anni scopriamo che molti di questi casi di “sospetto” malaffare in realtà non hanno portato incriminazioni, in molti casi addirittura “il fatto non sussiste” come nel caso del più eclatante, quello di Bertolaso.

Permane il danno fatto all’Italia e agli italiani da una certa magistratura, che – caso unico nel mondo occidentale – non paga per i propri errori nemmeno in caso di dolo e colpa grave. Purtroppo facendo danni enormi al paese (si, avete capito: in alcuni casi anche con disoccupazione risultante per gli italiani). Continuo a ripeterlo, e lo capirete alla fine della carrellata: assieme alle tasse troppo alte, la prima causa del declino italico è la magistratura, di cui personalmente – viste le rilevanze qui riportate – pochissimi hanno fiducia,  nè in Italia nè all’estero, ecco perchè gli stranieri fanno fatica ad investire in Italia.

Procediamo:

I corrotti nella PPAA:

Tutti assolti (o quasi) dalle inchieste mediatiche del 2011: i giudici fecero politica per cambiare il governo? Fu un golpe?

Gli attacchi ad ENI, Saipem e Finmeccanica, finiti in una bolla di sapone, pur con danni enormi non solo alle aziende ma anche ai cittadini lavoratori, in parte anche licenziati come conseguenza della perdita di appalti, prima le indagini poi l’epilogo:

L’intermedio:

Secondo il Messaggero vacilla l’accusa di corruzione per tangenti in Algeria di Saipem. Se così sarà, chi pagherà per le conseguenze?

E l’epilogo:

Finmeccanica assolta dalle accuse di fatture false. Sempre la solita procura che sbaglia e non paga per i danni, sempre i soliti PM: : Chi lo spiega alle maestranze licenziate? E’ ora di cambiare.

Concludiamo con il casus belli più eclatante, quello che portò la vendita di Montedison ai francesi di EDF, per il tramite del fallimento (NON DOVUTO) del più grande gruppo privato italiano, appunto Montedison, grazie ad una tangente pagata non si sa da che mandante al giudice Diego Curtò e a sua moglie Antonia Di Pietro per far fallire detta azienda. Si noti che Diego Curtò non ha dovuto rispondere in sede civile per i danni (enormi) causati con la sentenza “pagata” del fallimento Montedison, sebbene ci fosse chiaramente dolo (in Italia funziona così, solo i giudici non pagano…). [pensate che a Diego Curtò furono interdetti i pubblici uffici non a vita, ma solo per 5 anni…].

Fa poi pensare che, fatto totalmente casuale ben s’intende, 15 anni dopo a capo della della Procura di Milano e a capo dei legali dell’azienda di EDF comprata con Montedison, ci fossero due persone con lo stesso cognome, parenti (…). Può essere utile consultare online su Wikipedia i CV dei vari procuratori capo di Milano degli scorsi 15 anni, penso sia molto istruttivo.

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E se qualcuno avesse da obiettare su quanto sopra posso solo proporre la registrazione delle parole del procuratore capo di Roma, Pignatone, a Dogliani qualche anno fa (durante l’intervista a Carlo Debenedetti), quando diceva che certi magistrati se non possono condannare qualcuno, gli buttano fango mediatico addosso (magari con indagini, ?), per sputtanarlo e toglierlo dalla scena (vedasi LINK). Detto da un alto magistrato, tutto questo fa davvero paura, soprattutto vedendo quanto accaduto a Bertolaso. L’intervista su Radio24 è assolutamente da ascoltare, tutta (il minuto 22:42 ; imperdibile anche la parte in cui Carlo De Benedetti afferma che Obama nell’ultima telefonata a Putin prima del suo addio, diede al Presidente Russo il suo conto bancario in Svizzera per i versamenti, parola di Debenedetti, ascoltatela QUI)

Il procuratore capo di Roma pubblicamente affermò che le intercettazioni se non riescono ad incriminare troppo spesso servono anche solo per danneggiare: dunque, perchè non si vuole la riforma delle intercettazioni?

Ossia le parole di Pignatone sarebbero potenzialmente in grado di dimostrare la teoria di cui al titolo: tradotto, è probabile che ci sia stato un colpo di Stato in Italia nel 2011 e può darsi che una certa magistratura ne sia stata in qualche modo partecipe. O meglio, le risultanze attuali, con una sfilza incredibile di assoluzioni nelle innumerevoli indagini mediatiche iniziate ai tempi, potrebbe fare propendere anche per tale terribile conclusione. Non mi illudo che si indaghi su questo, l’Italia è già dentro una deriva di fatto dittatoriale che porterà alla sua implosione, temo anche con la fine dell’Unità dello Stato. Vedremo, quando ciò succederà, se ci saranno le condizioni per perseguire servitori dello Stato per alto tradimento. Questione di tempo, per saperlo.

Varrebbe la pena sapere se, per evitare di essere reperiti da polizia e magistratura italiana nelle lista della massoneria nazionale, alti notabili soprattutto meneghini si siano iscritti a massonerie straniere. Ad esempio al Grande Oriente di Francia.

Jetlag


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