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Secondo il Messaggero vacilla l’accusa di corruzione per tangenti in Algeria di Saipem. Se così sarà, chi pagherà per le conseguenze?

ingiustizia

 

Strano articolo de Il Messaggero lo scorso primo maggio. Strano per due motivi. Il primo oggettivo, il Messaggero anticipa quali potranno essere le decisioni del GUP in vista della decisione del prossimo 13 Maggio, decisioni che potrebbero archiviare il procedimento per le indagini sulle tangenti in Algeria di Saipem in quanto sembra non si trovino tracce di pagamenti da parte del colosso italiano delle esplorazioni al ministro algerino Khalil, con le eventuali conseguenze che introdurremo dopo.

 

Il secondo è che questo articolo è comparso solo sulle edizioni cartacee, ossia non ce n’è traccia in rete (e poi ci si chiede perchè l’Italia langue in fondo alla classifica per la libertà di stampa tra i paesi europei, con una posizione prossima a quella di Paesi come l’Ungheria, la Serbia ecc….). L’autrice dell’articolo, Silvia Barocci, ex Ansa nella giudiziaria, ex portavoce del Ministro Severino durante il Governo Monti fa affermazioni veramente interessanti [notasi che l’ex Ministro Severino, anche dopo aver emanato la legge che ha bloccato il Cavaliere in politica, è diventata probabilmente il legale di alto rango più importante d’Italia, con clienti che spaziano da Caltagirone a vari gruppi nazionali (de Benedetti), Confindustria per i reati ambientali, ENI, Goodyear (difende l’azienda americana nel processo per l’amianto a Casale Monferrato, nella città piemontese mi sembra di ricordare lo Stato fosse parte civile in altri processi sull’amianto che ha ucciso e continua ad uccidere centinaia di persone) etc. etc.]. Insomma, uno degli avvocati più influenti d’Italia difende l’ENI [per la difesa Descalzi in Nigeria] e sul Messaggero a firma di un suo ex portavoce durante il governo Monti compare un articolo che non esitiamo a definire tanto fantasma quanto controcorrente nel quale si evince che, dopo aver fatto quasi crollare il titolo Saipem in borsa e – anche grazie a questo evento – aver permesso ad un fondo americano di entrare nell’azionariato con addirittura il 12% circa a prezzi di realizzo (ndr), le accuse stanno vacillando in quanto non si trovano riscontri…. Se fosse vero ci sarebbe davvero da meditare. In ogni caso, permettetemi, strano paese l’Italia…

 

Detto questo, attendiamo con ansia il 13 Maggio. Se l’anticipazione della Barocci sarà corretta – come è probabile – dovremo prepararci a trarre tutte le conclusioni del caso, le inchieste della magistratura sia che vadano in porto che nel caso contrario devono essere valutate nelle loro conseguenze (…). E nell’interesse del Paese. Va da se che se dopo il can can giudizial-mediatico su Saipem in Algeria – inchiesta che come tempistiche si intrersecava con la fase finale della “caduta” di Berlusconi come figura politica* -, inchiesta che stava per affossare un’impresa nazionale che impiega, crea valore e paga le tasse in Italia (caso raro negli ultimi anni, memento Fiat, Ferrari, Gtech con le sedi in Olanda/UK) scoprissimo che un procedimento giudiziario che la stava quasi per mandare gambe all’aria/essere ceduta a prezzi di realizzo allo straniero di turno finisce archiviato…. Ma non anticipiamo gli eventi, lasciamo lavorare chi di dovere.

 

A latere, va rammentato che secondo Dagospia dallo scorso settembre in processi per corruzione internazionale di ENI [in Nigeria] ai PM Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro si era aggiunto Eugenio Fusco, il PM dei casi Finmeccanica ed Antonveneta (oltre che dei casi Emilio Fede, Lele Mora). Lo stesso Fusco che si è – sembra – candidato come commissario Consob nella lista presentata a Palazzo Chigi il 19 marzo scorso, secondo il Fatto Quotidiano (…). Le dinamiche del potere piano piano vengono fuori, ci vuole solo molta attenzione. E tanta pazienza.

 

Fantomas per Mitt Dolcino

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Note:

– “Inchiesta tangenti in Algeria, vacilla l’accusa di corruzione”, p/17, Silvia Barocci, 01.05.2015, Il Messaggero

* “Scandalo Saipem in Algeria, cadono i vertici”, Sara Monaci, 06.12.2012,Il Sole 24 Ore

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