Seguici su

EconomiaEnergiaUSA

Trump blocca l’eolico: la “sicurezza nazionale” ferma 165 progetti. Ma chi sazierà la fame d’energia dell’IA?

Trump blocca 30 GW di energia eolica citando la sicurezza nazionale. Ma con i data center dell’IA affamati di elettricità, il mercato si prepara a riversare i capitali sul mini-nucleare (SMR) e sul gas naturale. Attenzione ai rincari in bolletta.

Pubblicato

il

La crociata dell’amministrazione Trump contro l’energia eolica ha trovato un nuovo, formidabile strumento burocratico: la “sicurezza nazionale”. Con una mossa che sta spiazzando gli investitori, il Dipartimento della Difesa (DoD) ha di fatto paralizzato lo sviluppo dell’eolico onshore negli Stati Uniti, smettendo di processare le autorizzazioni per circa 165 progetti su terreni privati, come riporta il Financial Times.

Il cortocircuito dei radar

Normalmente, il rapporto tra sviluppatori eolici e Pentagono è una prassi tecnica: si valuta se le turbine interferiscono con i radar militari e, in caso affermativo, l’azienda costruttrice finanzia l’aggiornamento dei sistemi di filtraggio. Un iter che richiede, di solito, pochi giorni.

Da qualche mese, invece, la macchina si è fermata. Riunioni annullate e comunicazioni interrotte tengono in ostaggio una potenza potenziale di 30 gigawatt, sufficiente per alimentare 15 milioni di abitazioni, sempre nel caso di vento sufficiente. Ricordiamo che la capacità delle turbine eoliche è sempre indicata come potenziale e raramente raggiunge la cifra indicata.

Un fatto particolare è che questo non colpisce solo i nuovi impianti, ma anche quelli che in passato sarebbero stati considerati del tutto innocui per le rotte di volo militari o per le capacità dei radar. Evidentemente questa scusa è utilizzata per bloccare i progetti eolici sgraditi.

La fame dell’Intelligenza Artificiale e il dirottamento dei capitali

L’aspetto più critico di questa vicenda non è la scaramuccia politica, ma la pura e semplice dinamica industriale. Gli Stati Uniti stanno affrontando un’esplosione senza precedenti della domanda elettrica, trainata dai colossali data center necessari per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. L’IA ha una fame d’energia inestinguibile e i server non funzionano a colpi di decreti.

Se si cancellano 30 GW di capacità eolica dal mercato, la domanda non svanisce: i capitali di Wall Street e della Silicon Valley andranno semplicemente a cercare altrove l’elettricità necessaria per alimentare la rivoluzione digitale. Questo stallo autoritativo farà da volano a investimenti alternativi, concentrandosi su tre direttrici:

  • Nucleare di piccola taglia (SMR): Gli Small Modular Reactors stanno attirando enormi capitali dai giganti del tech (da Microsoft a Google) perché garantiscono un carico di base costante e indipendente dalle condizioni meteorologiche. Il blocco dell’eolico accelererà fatalmente la transizione di fondi verso questa tecnologia.

  • Geotermico di nuova generazione: Un’altra fonte continua e affidabile che vedrà moltiplicare i finanziamenti per superare gli attuali limiti tecnici ed espandere le aree di trivellazione. Ad esempio XGS e Baker Hughes stanno cooperando per fornire energia con queste modalità, stabili e rinnovabili.

  • Gas Naturale: È la soluzione “ponte” più ovvia e immediata. Costruire o potenziare centrali a ciclo combinato è rapido e garantisce stabilità alla rete. Tuttavia, la ricaduta economica è certa: riversare l’enorme domanda energetica dell’IA sul gas naturale farà inevitabilmente lievitare i prezzi della materia prima, aumentando i costi di produzione per l’industria manifatturiera e gonfiando le bollette.

Pragmatismo o autogol?

Ostacolare l’eolico mentre l’industria tecnologica richiede terawattora per far girare i propri algoritmi non fermerà la transizione energetica dei grandi colossi privati; li costringerà semplicemente a ripiegare su un mix di nucleare per il futuro e gas molto più costoso per il presente. Tra l’altro questo gas è molto prezioso in questo momento in cui i grandi giacimenti del Qatar sono bloccati e le forniture sono scarse. L’energia eolica è disprezzata da Trump, soprattutto per la propria instabilità, e questo blocco delle autorizzazioni non deve stupire, ma , comunque, mette sotto pressione gli investimenti in intelligenza artificiale, incredibilmente energivori.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento