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Terremoto sulle valute: USA e Giappone intervengono insieme per salvare lo Yen. L’Europa rischia di pagare il conto

Storico intervento coordinato tra Washington e Tokyo per fermare il crollo dello Yen ai minimi da 40 anni. La mossa spaventa i mercati: gli USA vendono Euro e spingono il Giappone verso il rialzo dei tassi per disinnescare la speculazione.

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Gli Stati Uniti e il Giappone hanno unito le forze in un’operazione finanziaria straordinaria per fermare il crollo dello yen. Una mossa congiunta che non si vedeva dal 2011 e che rischia di scuotere le fondamenta dei mercati globali, con conseguenze dirette anche per la tenuta dell’Eurozona.

Il Ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha svolto questa azione coordinata con Washington. L’obiettivo immediato è frenare la svalutazione della moneta nipponica, scivolata ai minimi da quasi quarant’anni nei confronti del dollaro.

Per sostenere lo yen, le autorità di Tokyo avrebbero già venduto circa 59 miliardi di dollari. A sorprendere gli operatori è stato l’intervento diretto del Tesoro americano, che ha persino venduto euro per acquistare la valuta giapponese.

Quindi non si è trattata di un’operazione spot solo della BoJ, ma di un grande intervento coordinato. Il problema della debolezza dello Yen è però legato alla pratica del Carry Trade, una forma speculativa finanziaria legata al differenziale di interesse applicati dalle due banche centrali.

Che cos’è il carry trade?

Il carry trade è una strategia finanziaria in cui gli investitori chiedono finanziamenti in una valuta a basso tasso d’interesse (come lo yen) per investire in mercati ad alto rendimento. Il meccanismo salta se la valuta debole si rafforza improvvisamente o se i suoi tassi salgono.

La mossa congiunta ha avuto effetto immediato e lo yen si è effettivamente rafforzato. Tuttavia, la strategia di Washington presenta evidenti limiti pratici. Gli USA non possono pensare di vendere euro a tempo indeterminato — indebolendo la nostra moneta — per proteggere lo yen e consentire il proseguimento del carry trade.

Ora la palla passa a Tokyo. La Banca del Giappone sarà probabilmente costretta a rivedere al rialzo i propri tassi d’interesse. Solo rendendo il costo del denaro meno conveniente si potrà disinnescare la speculazione in modo definitivo, ma le ricadute sui titoli di Stato giapponesi ed europei restano incerte.

Impatto economico in sintesi

Paese / AreaAzione IntrappresaImpatto Economico Pratico
GiapponeVendita di dollari e imminente rialzo tassiFrenata dell’inflazione importata, aumento rendimenti dei bond
Stati UnitiVendita di euro e acquisto di yenProtezione dei Treasury USA dal rischio di svalutazioni selvagge
Unione EuropeaSubisce la vendita di euro da parte USAPressione ribassista sull’euro e maggiore instabilità sui mercati

Per ora sembra che la mossa congiunta USA BoJ abbia avuto un certo effetto sul cambio Dollaro Yuan, dato che si è assistito a un certo rafforzamento della valuta giapponese, come da grafico sottostante:

Cambio Dollaro Yuan, da Tradingeconomics

Però la Federal Reserve, così facendo, viene però a permettere ed alimentare il carry trade, cioè il finanziamento della speculazione sulla borsa e sui titoli USa finanziato, praticamente, da banche giapponesi. Interromperlo bruscamente sarebbe un danno e un rischio per la finanza USA, ma questa situazione non può andare avanti senza limiti.

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