EconomiaEuroFinanzaSvizzeraUSA
Tempesta sull’euro: crollo contro dollaro e franco svizzero mentre l’Europa resta prigioniera dell’energia
L’euro crolla sotto 1,13 dollari e tocca i minimi storici contro il franco svizzero: lo shock energetico e la cautela della BCE lasciano la moneta unica senza difese.

L’euro sta cedendo bruscamente sotto i colpi di una crisi che Francoforte fatica a decifrare. La moneta unica è scivolata sotto la soglia di 1,13 sul dollaro, toccando i minimi da maggio 2025 dopo aver bruciato oltre il 2% solo a settembre: il peggior tonfo mensile degli ultimi quattordici mesi. Nelle stesse ore, il cambio contro il franco svizzero ha registrato un vero e proprio strappo al ribasso, franando da quota 0,947 fin sotto 0,932.
Ecco i grafici delle due valute. Prima di tutto il cambio Euro/Usd:
Ecco invece il cambio Euro/Franco Svizzero
Non si tratta di una normale oscillazione tecnica, ma di una fuga coordinata dalla valuta comunitaria.
I mercati stanno scontando una realtà scomoda: l’Eurozona è rimasta schiacciata in un angolo economico da cui non riesce a uscire. Da una parte c’è l’inflazione che rialza la testa nei principali Paesi del continente, trainata dai costi energetici; dall’altra c’è una crescita economica anemica che paralizza qualsiasi reazione decisa della Banca Centrale Europea.
La forbice con il dollaro: chi ha l’energia vince
Il deprezzamento rispetto al biglietto verde ha cause molto pratiche:
- Il divario sui tassi: la Federal Reserve mantiene i tassi statunitensi vicino al 4%, mentre la BCE si trova con il tasso sui depositi fermo al 2,50% (2,65% sul rifinanziamento principale). Gli investitori spostano i capitali dove il rendimento reale è più solido.
- La bilancia energetica: con il conflitto tra Stati Uniti e Iran giunto all’ottavo mese, petrolio e gas continuano a correre. Gli Stati Uniti sono esportatori netti di energia e traggono vantaggio da questa situazione; l’Europa importa idrocarburi pagandoli in dollari, subendo un doppio salasso che affossa la bilancia commerciale.
- La paralisi di Francoforte: persino l’ala più rigorista della BCE, rappresentata da Isabel Schnabel, ha dovuto frenare, ammettendo che serviranno mesi per misurare la portata dello shock prima di toccare ancora i tassi. Un atteggiamento attendista che lascia la valuta priva di difesa.
Il tracollo contro il franco svizzero: fuga verso la sicurezza
Se il confronto con gli USA riflette il divario energetico e monetario, la caduta verticale contro il franco svizzero evidenzia il timore sistemico degli investitori.
| Valuta di confronto | Andamento recente | Causa principale |
| Dollaro USA (USD) | Discesa sotto 1,13 (-2% a settembre) | Differenziale tassi e costi energetici in dollari |
| Franco Svizzero (CHF) | Crollo rapido da 0,947 a ~0,931 | Corsa ai beni rifugio ed esclusione dai rischi UE |
La Svizzera non risente delle lacerazioni istituzionali dell’Unione Europea né delle sue regole contabili soffocanti. Quando i mercati fiutano un rallentamento europeo combinato con prezzi energetici fuori controllo, scaricano euro e acquistano franchi senza esitazione.
Il dogma dei tagli mentre l’economia affonda
A peggiorare il quadro c’è la gestione dei bilanci nazionali. In Francia, il governo ha presentato un piano per ridurre il disavanzo, ma lo stesso comitato indipendente sui conti pubblici ha etichettato le stime di crescita come eccessivamente ottimistiche.
Tagliare la spesa pubblica e ritirare risorse dall’economia proprio mentre i consumi frenano e le bollette salgono significa deprimere la domanda interna. La Germania stagna, Parigi prepara la stretta e l’euro sconta l’assenza di un motore industriale capace di ripartire. Un euro svalutato rende le forniture di carburante e gas ancora più onerose, trasformandosi in una tassa occulta sui costi vivi di produzione e sui bilanci delle famiglie.









You must be logged in to post a comment Login