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Terrore sul volo Dubai-Tel Aviv: rissa tra piloti e picchiata di quattromila metri prima dell’atterraggio a Tabuk
Follia in quota sul volo flydubai: scontro fisico tra pilota russo e copilota ucraino con coltello a bordo, il Boeing precipita per oltre 4.000 metri in mezzo minuto prima dell’atterraggio forzato in Arabia Saudita.

Ventinove secondi di caduta libera, una cabina di pilotaggio trasformata in un ring insanguinato e l’allarme dirottamento attivato mentre l’aereo precipitava nel vuoto. Il volo della compagnia Flydubai partito dagli Emirati Arabi Uniti e diretto a Tel Aviv ha rischiato di trasformarsi in una tragedia senza precedenti sui cieli della penisola araba, concludendosi con un atterraggio di emergenza sulla pista militare di Tabuk, in Arabia Saudita.
A bordo del Boeing 737 c’erano 174 passeggeri, inclusi 27 bambini. Quello che doveva essere un ordinario collegamento commerciale aperto dalla normalizzazione diplomatica si è trasformato in un incubo quando tra i due membri dell’equipaggio è esploso uno scontro fisico violentissimo. La notizia è ampiamente circolata sui social media.
🚨🇮🇱🇷🇺🇺🇦 The flydubai scare may have been far worse than a cockpit fight, with authorities looking into whether one of the pilots deliberately tried to CRASH the plane.
One pilot reportedly sharply pointed the plane downward, and the other fought him off and pulled it out of the… https://t.co/ZcUnhBo9Yr pic.twitter.com/7qS7YULl2c
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) September 30, 2026
Secondo le prime ricostruzioni dei media israeliani, ai comandi sedevano un comandante russo e un primo ufficiale ucraino. Durante il litigio è spuntato persino un coltellino a serramanico: uno dei piloti avrebbe spinto la barra verso il basso nel tentativo deliberato di schiantare il velivolo, prima di essere placcato dal collega e da alcuni passeggeri intervenuti a sostegno dopo le urla provenienti dal cockpit. A bordo, secondo alcune fonti, c’era per fortuna anche un pilota in addestramento fra i passeggeri che, per fortuna, avrebbe stabilizzato l’aereo.
I dati registrati dal transponder fotografano una manovra al limite del cedimento strutturale:
| Parametro di volo | Valore registrato |
| Quota di crociera iniziale | 30.875 piedi (circa 9.400 metri) |
| Quota minima raggiunta | 16.750 piedi (circa 5.100 metri) |
| Discesa complessiva | 14.125 piedi persi (circa 4.300 metri) |
| Tempo di picchiata | 29 secondi |
| Codici transponder inviati | 7700 (emergenza) e 7500 (dirottamento) |
La perdita improvvisa di quota ha scatenato il panico tra le file dei sedili, mentre la porta blindata della cabina veniva forzata mostrando tracce di sangue. La prontezza dell’altro pilota ha permesso di riprendere il controllo a cinquemila metri dal suolo, evitando il disastro e dirigendo l’aereo sul più vicino scalo saudita.
BREAKING: Aflydubai flight that activated an emergency code used to signal unlawful interference with the flight. pic.twitter.com/v1cLfo9xhw
— Amit Segal (@AmitSegal) September 30, 2026
Al di là dell’inchiesta penale, l’episodio apre una voragine operativa ed economica per il settore aeronautico del Golfo. Il modello delle compagnie low-cost a rapida espansione fa massiccio affidamento su piloti internazionali a contratto, spesso gestiti tramite agenzie terze e con controlli psicologici ridotti al minimo per comprimere le spese di formazione.
Inoltre, la rotta tra Israele e gli Emirati rappresenta il simbolo commerciale degli Accordi di Abramo. Se l’incidente dovesse essere confermato come uno scontro a sfondo geopolitico portato dentro la cabina, i premi assicurativi sui voli verso Tel Aviv subiranno un’impennata immediata. Le compagnie saranno costrette a rivedere i turni di servizio e le regole di convivenza del personale, introducendo costi di conformità e sicurezza che graveranno, come sempre, sul prezzo finale dei biglietti.







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