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Stretto di Hormuz: l’Iran bombarda alcune navi e Trump cancella il permesso di vendere petrolio, che guadagna il 5%
Nuovo shock geopolitico sul mercato energetico: l’Iran attacca tre navi nel corridoio strategico di Hormuz e l’amministrazione Trump azzera le licenze sul greggio. Prezzi del petrolio in aumento del 5% e borse in forte calo.

Il fragile accordo di facciata tra Washington e Teheran è andato in frantumi nel modo più violento. Tre navi commerciali sono state bombardate dall’Iran nello Stretto di Hormuz, l’arteria energetica più sensibile del pianeta. La risposta della Casa Bianca è stata immediata e durissima: l’amministrazione Trump ha revocato la licenza speciale che permetteva alla Repubblica Islamica di esportare il proprio greggio.
I mercati finanziari hanno reagito con un sobbalzo di puro panico. Il prezzo del petrolio è letteralmente esploso, registrando l’aumento giornaliero più pesante dallo scorso maggio. Il Brent europeo ha superato i 75 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è balzato oltre i 70 dollari, e il Brent a 76, con guadagni che superano il 5%.
Nel frattempo, le borse globali tremano. Wall Street, che già soffriva per il crollo dei titoli tecnologici legati ai microchip, ha accelerato le perdite. Il Nasdaq ha ceduto il 2%, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 hanno lasciato sul terreno lo 0,5%. Sale anche la febbre sui titoli di Stato americani, con il rendimento dei Treasury decennali tornato sopra il 4,5%.
Rischio di fallimento della tregua
L’accordo firmato a metà giugno sembrava una tregua temporanea più che una vera pace. Gli Stati Uniti avevano concesso a Teheran una licenza di 60 giorni per vendere greggio in cambio del transito sicuro delle navi. Tuttavia, l’Iran ha interpretato il patto a modo suo, pretendendo di decidere quali navi potessero passare e quali rotte seguire.
La situazione è precipitata nelle ultime ventiquattro ore. Le forze iraniane hanno colpito tre imbarcazioni che non seguivano le direttive locali. Il Dipartimento del Tesoro americano ha azzerato i permessi commerciali, escludendo banche e aziende iraniane dai mercati internazionali. Di fatto, l’Iran torna al blocco economico totale.
Inoltre gli USA hanno colpito obiettivi sulla costa meridionale iraniana, nei pressi di Sirik e Bandar Abbas, presumibilmente le postazioni che avevano aperto il fuoco.
CENTCOM says the U.S. launched major strikes on Iran after Iran attacked three commercial ships in the Strait of Hormuz.
— Clash Report (@clashreport) July 7, 2026
Dalle immagini che sono filtrate pare che l’attacco sia stato piuttosto deciso, e i danni estesi. Una reazione del genere potrebbe portare l’Iran a chiudere nuovamente lo stgretto di Hormuz.
🚨🇮🇷🇺🇸 The Bandar Abbas footage points to the heaviest U.S. strikes since the ceasefire, and Iran may be about to shut the strait completely.
-New scenes from Bandar Abbas port show what appear to be the most severe strikes on Iran since the initial ceasefire was signed… https://t.co/ITohcXAX7n pic.twitter.com/5S3yT6kmzc
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) July 7, 2026
Le conseguenze economiche e il bluff di Teheran
Dal punto di vista pratico, questa nuova escalation rischia di strozzare l’economia di Teheran, ma penalizza anche l’offerta globale di energia. L’Iran si trova ora in una posizione finanziaria difficilissima. Le autorità di Teheran stavano già faticando a piazzare sul mercato il proprio greggio a causa delle sanzioni precedenti.
Attualmente, il regime degli ayatollah ha circa 60 milioni di barili di petrolio stoccati sulle navi in mare. Si tratta di una flotta fantasma che fluttua senza compratori stabili. Con il blocco totale delle licenze statunitensi, questa enorme quantità di greggio rischia di rimanere invenduta, privando il Paese delle entrate vitali per la sua sopravvivenza economica.
L’impatto sul mercato dell’energia si misura nei numeri della tabella seguente:
| Indicatore di Mercato | Valore Precedente | Valore Post-Attacco | Variazione % |
| Petrolio Brent | < 71,50 $ | > 75,00 $ | + 5,00% |
| Petrolio WTI | < 66,50 $ | > 70,00 $ | + 5,00% |
| Rendimento Treasury USA 10A | < 4,50% | > 4,50% | In rialzo |
| Indice Nasdaq | – | – | – 2,00% |
La versione ufficiale e la diplomazia di facciata
La difesa diplomatica dell’Iran rasenta l’ironia. Il Ministero degli Esteri di Teheran ha diffuso una nota ufficiale su Telegram affermando di rispettare gli impegni. Secondo i portavoce iraniani, le navi colpite avrebbero spento i sistemi di tracciamento o navigato su rotte non coordinate, esponendosi da sole ai rischi.
Teheran ha persino definito “sconcertanti” le proteste formali del Qatar per l’attacco a una nave collegata a Doha. La narrazione iraniana convince però pochissimi osservatori. Ora bisogna vedere se le misure imposte dagli USA, con la prospettiva di un pesante danno economico per Teheran, conviceranno il regime a rispettare gli accordi e cessare gli attacchi contro le navi nello stretto di Hormuz, un modo per obbligare al pagamento delle tariffe di passaggio.








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