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Spagna: la corruzione non sposta i voti, ma il muro di Sánchez inizia a cedere
Sánchez resiste agli scandali: il 34% degli spagnoli lo voterà comunque, ma il Paese è spaccato. Il premier spagnolo è assediato dai casi di corruzione, ma mantiene uno zoccolo duro di 5,8 milioni di elettori. Per la maggioranza dei cittadini il futuro resta legato ai tribunali.

Donald Trump lo diceva già nel 2016: “Potrei sparare a qualcuno sulla Quinta Strada e non perderei voti”. Quella che sembrava una provocazione è oggi la realtà della politica spagnola. La fedeltà a un leader politico supera ormai ogni logica, persino quella dei tribunali.
Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, si trova circondato da scandali che colpiscono il suo nucleo più vicino. Si parla di casi legati a ministri, collaboratori e persino alla sua famiglia. Eppure, una fetta enorme di elettori dichiara che continuerà a sostenerlo in ogni caso.
Un recente studio basato sull’analisi dei dati digitali di quasi 17 milioni di cittadini mostra una situazione incredibile. Il 34,5% degli spagnoli sostiene il governo attuale a prescindere dalle indagini. Si tratta di una base fissa di circa 5,8 milioni di persone che non cambia idea nemmeno davanti alle accuse più gravi.
Questa base elettorale permette a Sánchez di mantenere una forte resistenza interna. Molti elettori filtrano le notizie in modo da difendere la propria parte politica, rifiutando le critiche che arrivano dagli avversari. Per loro, il leader va difeso a tutti i costi.
Tuttavia, i dati mostrano che la maggioranza assoluta del Paese ha un’opinione molto diversa. Il 70% degli intervistati è convinto che Sánchez fosse a conoscenza dei fatti o che stia usando i poteri dello Stato per proteggere i soggetti coinvolti.
Il 34% di fedelissimi è una cifra alta, ma non sarà sufficiente per garantire la sopravvivenza a lungo termine del governo. La sfiducia cresce tra i moderati e i costi economici di una continua instabilità politica iniziano a farsi sentire sui mercati e sulla fiducia delle imprese.
L’opinione pubblica è convinta che la vicenda non si chiuderà presto. Molti cittadini pensano che il premier finirà sotto indagine, se non adesso, subito dopo aver lasciato la guida del Paese.
La spaccatura sociale ha ormai superato il dibattito politico per entrare nella vita di tutti i giorni. Quasi il 90% degli spagnoli ritiene che il Paese sia diviso. Molti ammettono di aver smesso di parlare di politica con amici e parenti per evitare litigi furiosi. Siamo solo all’inizio di una crisi che potrebbe cambiare il futuro economico e politico della Spagna.
Quello che è incredibile è il numero di spagnoli che comunque potrebbe giungere a negare l’evidenza, per partito politico preso.








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