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Spagna: il boomerang della maxi-sanatoria. Un milione di regolarizzati e lo spettro della disoccupazione (che guarda all’Europa)

La Spagna vara una maxi-sanatoria per quasi un milione di migranti. L’effetto boomerang? Un’impennata della disoccupazione ufficiale e un rischio contagio per il mercato del lavoro dell’intera Eurozona.

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La politica economica, a volte, sembra credere che la burocrazia possieda poteri magici. L’ultima dimostrazione arriva da Madrid, dove la regolarizzazione di oltre mezzo milione di immigrati – che secondo alcuni economisti potrebbe facilmente toccare il milione di unità – si appresta a plasmare, e forse a sconvolgere, il mercato del lavoro spagnolo da qui alla fine del 2026.

Il Governo spagnolo (spinto dalla necessità di compiacere l’ala più radicale della sua maggioranza) e i principali centri di ricerca ostentano ottimismo: l’emersione dal lavoro nero porterà nuova linfa alle casse della previdenza sociale. Tuttavia, l’economia reale risponde a leggi diverse da quelle dei decreti legislativi. La transizione dall’economia informale al mercato del lavoro ufficiale rischia di trasformarsi in un formidabile shock statistico e sociale, traducendosi, nel breve periodo, in un drastico aumento della disoccupazione.

L’illusione dell’emersione indolore

Attualmente, si stima che circa 550.000 stranieri (per lo più donne sudamericane e centramericane) operino nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e dei servizi domestici. Parliamo della spina dorsale dell’economia sommersa spagnola. Il problema sorge nel momento in cui si tenta di istituzionalizzare questa forza lavoro.

Come ci insegna la teoria macroeconomica, il salario ha una sua rigidità. I datori di lavoro che oggi impiegano irregolarmente queste persone difficilmente saranno disposti, o in grado, di assorbire l’aumento dei costi derivante dal rispetto del salario minimo, dai contratti collettivi e dai contributi previdenziali. Il risultato più probabile? Il licenziamento dal mercato “nero” e la conseguente iscrizione massiccia al SEPE (il Servizio pubblico per l’impiego spagnolo).

A differenza della sanatoria del 2005, infatti, la nuova normativa slega il permesso di soggiorno dall’avere un contratto di lavoro effettivo.

ParametroSanatoria Spagna 2005Sanatoria Spagna 2026Impatto Economico Stimato
Requisito primarioContratto di lavoro vincolanteSemplice presenza/ResidenzaMinore tutela occupazionale
Effetto previdenzialeIscrizione immediata garantitaIscrizione incerta (ricerca lavoro)Rischio ammanco contributivo
Impatto disoccupazioneNeutro / Lieve calo inizialeRischio impennata iscritti SEPEAumento spesa per formazione

 

Le conseguenze macroeconomiche e il rischio contagio

Florentino Felgueroso (Fedea) e María Jesús Montero (Funcas) avvertono giustamente sulle strozzature del sistema. Pur non avendo diritto immediato alla disoccupazione, la massa di nuovi regolarizzati affollerà i corsi di formazione statali. Inoltre, i bonus assunzioni per le aziende (incentivi per chi assume dal SEPE) finiranno per drogarne le assunzioni, creando un effetto spiazzamento: i lavoratori spagnoli a bassa qualifica si troveranno a competere al ribasso con un milione di nuovi soggetti formalmente disoccupati e incentivati.

C’è poi un fattore che la Spagna omette di considerare, ma che interessa da vicino l’Italia e l’intera Eurozona.  Immettere improvvisamente centinaia di migliaia di lavoratori in un mercato del lavoro che sta già affrontando un rallentamento economico europeo deprime i salari reali e non crea domanda aggregata sufficiente a sostenere l’offerta. Questo effetto rischia poi di riversarsi anche negli altri paesi.

Infatti,  una volta ottenuto il documento, queste persone godranno della libertà di movimento all’interno dell’Area Schengen. Se l’economia spagnola non riuscirà ad assorbirli – come i dati suggeriscono – la pressione migratoria e lavorativa si diffonderà rapidamente verso il resto d’Europa, esportando un problema creato per ragioni puramente politiche ed elettorali interne.

 

L’autore Fabio Lugano è laureato con il massimo dei voti alla Bocconi , è un esperto di mercati, criptovalute e intelligenza artificiale. In passato è stato consulente al Parlamento Europeo e al Ministero per gli Affari Europei. Oggi aiuta le aziende a creare piani di sviluppo per l’innovazione tecnologica e per l’energia. Linkedin a questo link

 

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