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Shock carburante sui cieli: il cherosene vola del 39% e per le compagnie aeree torna l’incubo della bancarotta
Il prezzo del cherosene sale del 39% e i passeggeri calano: Wall Street taglia le stime sui vettori aerei e lancia l’allarme fallimento per JetBlue.

Siamo talmente ipnotizzati dal prezzo del gasolio che ci dimentichiamno come la crisi di Hormuz, unita al crollo della capacità di raffinazione, stia colpendo anche altri settori del trasporto. Il prezzo del carburante per aerei è esploso del 39% in poche settimane e per il trasporto aereo si prepara una tempesta perfetta. Proprio mentre le famiglie iniziano a tirare il freno sulle spese di viaggio, l’impennata dei prodotti raffinati brucia i margini di guadagno dei vettori e rimette in bilico i conti dei giganti più indebitati.
La doccia fredda arriva dall’ufficio studi di Raymond James: l’analista Savanthi Syth ha tagliato le stime di profitto sull’intero comparto aereo.
Il problema non è estrarre barili di petrolio, ma raffinarli. Mentre il Brent e il WTI sono saliti tra il 21% e il 26%, il differenziale di raffinazione (crack spread) del diesel ha superato quota 94-100 dollari al barile, trascinando con sé il carburante per aviogetti.
I costi operativi per le compagnie stanno esplodendo su tutti i fronti:
- Cherosene alle stelle: previsioni di spesa per il carburante riviste al rialzo del 18% per la seconda metà dell’anno.
- Costi del lavoro in aumento: rinnovi contrattuali e carenza di personale spingono in alto le retribuzioni. Questo soprattutto negli USA, dove i redditi sono
- Flotte bloccate: ritardi nelle consegne di nuovi aerei e manutenzioni complesse limitano la flessibilità. In questo caso il problema deriva da Boeing, ancora bloccato con i 777X e in ridarto con i 737 MAX
La forbice tra utili e perdite
Le nuove previsioni di Raymond James per il 2026 delineano un quadro spaccato in due tra i giganti storici e i vettori a medio raggio:
| Compagnia Aerea | Previsione Utile/Perdita per Azione 2026 | Situazione Operativa |
| Delta Air Lines | Utile di +5,75 $ | Tiene botta, ma sotto le stime di Wall Street |
| American Airlines | Perdita di -0,51 $ | Margini azzerati dal caro-carburante |
| JetBlue Airways | Perdita pesante di -2,43 $ | Rischio insolvenza e debiti insostenibili |
| Allegiant (ALGT) | Promossa a Strong Buy | Modello flessibile e integrazione Sun Country |
L’anello debole della catena è senza dubbio JetBlue. Con un carico di debiti ereditato dagli anni passati, la compagnia rischia di non reggere l’urto dei costi vivi. Per gli analisti, un ricorso alla procedura di fallimento controllato (Chapter 11) potrebbe diventare l’unica strada ragionevole per ristrutturare il passivo ed evitare il tracollo totale.
I passeggeri iniziano a rinunciare ai voli
Fino a ieri le compagnie hanno scaricato i rincari sui prezzi dei biglietti. La domanda era forte, i biglietti si vendevano bene, nonostante i prezzi. Ora quel meccanismo si è inceppato. I dati della TSA (la sicurezza aeroportuale statunitense) mostrano un calo del 2,6% dei passaggi ai varchi rispetto allo scorso anno, a fronte di un taglio dei posti offerti limitato all’1,1%. Significa che gli aerei partono con più sedili vuoti.

Transito ai checkpoint TSA – Fonte Tradingeconomics
Quando i redditi reali non crescono e il costo della vita morde, la domanda aggregata cede. Se le compagnie alzano ancora le tariffe per compensare il cherosene, i viaggiatori semplicemente restano a casa. Questo farà saltare anche i conti di molte compagnie aeree, con ricadute molto pesanti. Il problema non è solo dal Diesel.








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