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Scozia: eletto in Parlamento un candidato senza cittadinanza e neanche visto permanente. Aperte le porte a mezzo mondo
Scozia sotto shock: il parlamento cambia le regole e apre le porte a un candidato senza cittadinanza né visto permanente. Esplode la polemica a Holyrood sui visti studenteschi e i nuovi requisiti elettorali.

In Scozia si è appena scritta una pagina singolare della storia politica e istituzionale del Regno Unito, ma che indica come finiranno le cose in tutta Europa. Q Manivannan, immigrato indiano che si identifica come transgender e non binario, è stato eletto al parlamento scozzese nelle liste del partito indipendentista dei Verdi (Scottish Greens). La particolarità della vicenda non risiede nell’orientamento politico o personale, quanto in un dettaglio tecnico e veramente unico: il neo-deputato non è scozzese, non è britannico, non ha la cittadinanza e, al momento dell’elezione, non possiede nemmeno un permesso di soggiorno permanente nel Paese.
In sintesi, a Holyrood, sede del parlamento scozzese può entrare chiunque abbia un visto temporaneo. Un sistema elettorale che, di fatto, ha deciso di legittimare la candidatura di chi è solo di passaggio. Se non altro questa scelta mette chiarezza : la cittadinanza non è necessaria per sedere su un ricco scranno parlamentare.

Q Mannivannan
Chi è Q Manivannan
Nato nel Tamil Nadu, nel sud dell’India, Manivannan si è trasferito in Scozia nel 2021 con un visto per studenti per completare un dottorato in relazioni internazionali all’Università di St Andrews. Evidentemente si è trovato bene.
Si definisce un “immigrato queer tamil”, antropologo e poeta, portatore di una visione politica incentrata sulla “cura” e sull’inclusione di chi si sente ai margini della società. Un curriculum “Politcally correct” che ora gli permette di sedere in parlamento e fra gli indipendentisti.
Il nodo del visto e lo stipendio parlamentare
L’aspetto più curioso e dibattuto della vicenda riguarda proprio lo status migratorio.
- Per poter restare legalmente nel Regno Unito, Manivannan ha dovuto avviare una raccolta fondi interna tra i colleghi di partito per poter pagare il visto temporaneo.
- L’obiettivo era raccogliere circa 2.089 sterline per pagarsi un graduate visa, un visto temporaneo per neolaureati che gli permette di restare nel Paese e di cercare lavoro.
- Questo documento permetterà di vivere e lavorare in Gran Bretagna per altri tre anni, periodo in cui percepirà regolarmente lo stipendio da parlamentare scozzese (MSP), pari a 77.711 sterline annue pagate direttamente dai contribuenti.
- Lo scopo finale, come spiegato senza mezzi termini ai colleghi, è guadagnare tempo per mettere da parte le 5.047 sterline necessarie per richiedere in futuro il “Global Talent Visa”. Un obiettivo piuttosto semplice, visto lo stipendo, e che gli permetterà di rimanese sino a fine
Come è stata possibile la candidatura?
Fino a poco tempo fa, le norme parlavano chiaro: per candidarsi a Holyrood, i cittadini stranieri dovevano essere in possesso di un permesso di soggiorno a tempo indeterminato (indefinite leave to remain). Tuttavia, lo scorso anno, il governo a guida SNP (il partito nazionalista scozzese) ha allentato drasticamente le maglie del regolamento. Oggi è sufficiente possedere un permesso di soggiorno di qualsiasi tipo, compreso un banale visto per studi a breve termine.
Il gruppo Migration Watch ha aspramente criticato la situazione, facendo notare come la Gran Bretagna sia quasi un caso unico al mondo: concede ai cittadini dei Paesi del Commonwealth non solo il diritto di voto, ma anche quello di farsi eleggere, pur essendo entrati con un semplice visto studentesco. Praticamente mezzo mondo può scegliere i rappresentanti nei parlamenti locali. Per gentile concessione degli indipendentisti.
Le polemiche sui social media
La figura del nuovo parlamentare è stata accompagnata anche da accese polemiche per alcuni post passati sui social media. Tra questi, il vanto di aver tolto il “segui” alla pagina del museo di Auschwitz e commenti in cui difendeva l’imbrattamento dei manifesti degli ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre, definendo l’atto un esempio di “solidarietà”. I Verdi scozzesi sono dovuti intervenire in difesa del loro esponente, precisando che le parole non intendevano appoggiare il vandalismo, ma questo continuerò a creare polemiche. Comunque a questo punto la diga è rotta: chiunque può puntare a un ricco seggio parlamentare (77 mila sterline sono 90 mila euro circa) facendosi appoggiare dalle comunità etniche locali. Un colpo di genio di gli scozzesi rimanenti saranno sicuramente felici.







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