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Energia

Petrolio: la scarsità di petroliere dovuta agli Houthi e alle sanzioni rischia di provocare uno shock dei prezzi energetici

Gli attacchi degli Houthi obbligano le petroliere a passare il Capo di Buona Speranza, allungando i tragitti e aumentando i costi. Intanto ci sono petroliere bloccate dalle sanzioni russe. Questo può provocare uno aumento dei prezzi energetici a causa dei costi dei trasporti

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Petroliera
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La crisi dei trasporti marittimi nel Mar Rosso e le sanzioni che stanno colpendo il petrolio russo stanno creando dei grossi problemi al commercio internazionale di petrolio, per scarsità di mezzi di trasporto, a cui si aggiunge anche una produzione scarsa di navi cisterna.

Bloomberg riporta che solo due nuove superpetroliere entreranno a far parte della flotta mondiale nel 2024, il minor numero di aggiunte degli ultimi quarant’anni e circa il 90% in meno rispetto alla media annuale degli ultimi due decenni.

“L’impatto delle deviazioni è visibile ogni giorno nel trasporto marittimo in generale e, direi, in particolare nel trasporto di greggio e prodotti petroliferi”, ha dichiarato Alexander Saverys, amministratore delegato di Euronav NV, uno dei maggiori proprietari di navi cisterna al mondo, agli investitori durante una conferenza stampa all’inizio del mese.

Gli attaccchi degli Houthi alle cisterne rischiano di portare al prossimo shock inflazionistico sull’energia, causato da aumenti dei prezzi. Ad esempio, una delle principali tariffe per le navi cisterna Clean Tanker tracciate dal Baltic Exchange si è spostata ltre i 100.000 dollari al giorno a causa delle interruzioni. Inoltre i viaggi per Capo di Buona Speranza sono più lunghi, per cui le navi disponibili sono meno.

Gli attacchi aerei degli Stati Uniti e del Regno Unito contro i militanti Houthi nello Yemen sono stati uno dei principali fattori che hanno fatto impennare le tariffe delle navi cisterna nella seconda metà di gennaio. Molte di queste petroliere, che trasportano carburanti come benzina e diesel, sono state costrette a navigare in Africa.

I grafici dell’ultimo Goldman Oil Tracker (il rapporto completo è disponibile per gli abbonati pro nel solito posto) mostrano che i flussi attraverso Bab-El-Mandeb continuano a deteriorarsi e rimangono in calo di 1,8mb/d (o del 27% su base 14DMA) da quando sono iniziate le interruzioni il 18 dicembre.

Goldman mostra anche che le tariffe delle navi cisterna sono aumentate.

“La situazione è tesa nel mercato delle navi cisterna, in particolare per le petroliere”, ha dichiarato Enrico Paglia, responsabile della ricerca di Banchero Costa, una società di servizi marittimi. E ha avvertito: “In futuro sarà ancora più difficile”.

Ai problemi legati agli attacchi Houthi si sommano le sanzioni al Petrolio russo, Sokol in particolare, che ha bloccato numerose petroliere di fronte alle coste della Corea del Sud, dove fungono da deposito galleggiante per un petrolio in cerca di acquirente. Si parla di una trentina di navi, comunque sottratte alla normale offerta di mercato per i trasporti.

Bloomberg ha osservato: “La carenza di petroliere arriva mentre l’efficienza della flotta globale sta vacillando. Oltre a molte navi che navigano intorno all’Africa meridionale invece che attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez, una flotta oscura in crescita significa che molte navi sono disponibili solo per alcuni clienti”.

Nel frattempo, i dati di Banchero Costa mostrano che il portafoglio ordini di navi cisterna sarà estremamente ridotto nei prossimi due anni: Si prevede che solo cinque nuove navi cisterna entreranno a far parte della flotta mondiale nel 2025. Rispetto alle 42 navi consegnate nel 2022.


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