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La Cina punta al solare nello spazio: la nuova frontiera per fuggire dalla crisi di sovrapproduzione
Pechino lancia la Space Energy Development Alliance per portare i pannelli fotovoltaici in orbita. Una mossa tecnologica spettacolare, spinta però dalla grave crisi di sovrapproduzione interna e dalla corsa contro gli USA. Scopri i veri motivi economici dietro il solare spaziale cinese.

Pechino ha deciso di anticipare lo sviluppo del solare extra-terrestre. Martedì l’industria cinese della produzione di energia solare ha lanciato la cosiddetta “Space Energy Development Alliance”, mentre il settore solare cinese punta a conquistare nuove frontiere a fronte dell’eccesso di offerta sul mercato interno.
In occasione della conferenza SNEC PV+ di quest’anno a Shanghai, uno dei più grandi raduni del settore solare al mondo, i produttori cinesi hanno presentato la piattaforma, ma si sono mostrati avari di dettagli sui progetti o sulle missioni nella corsa allo sfruttamento dell’energia solare nello spazio.
GCL Technology Holdings Ltd, Trina Solar Co e Shi Zhengrong, fondatore di Suntech Power Holdings Co, fanno parte dell’alleanza che comprende più di una dozzina di membri fondatori e produttori. La loro finalità dovrebbe essere lo sviluppo del fotovoltaico raccolto in robita quindi senza occupazione del suolo.
All’inizio di quest’anno, l’Associazione cinese dell’industria fotovoltaica ha smorzato l’eccessivo entusiasmo per l’energia solare spaziale, con il segretario generale esecutivo Liu Yiyang che ha dichiarato ai media locali che “L’entusiasmo per le nuove tecnologie rimane attualmente per lo più confinato ai rapporti di ricerca e alle attività del mercato dei capitali”.
La Cina è in competizione con gli Stati Uniti per le innovazioni nel campo dell’energia solare nello spazio, ma le sue aziende produttrici di pannelli solari stanno anche cercando di attingere a un potenziale nuovo mercato vastissimo a seguito di anni di sovraccapacità e eccesso di offerta sul mercato interno che hanno depresso i margini di profitto.
Le esportazioni cinesi di energia solare sono aumentate vertiginosamente da quando la guerra in Medio Oriente ha paralizzato l’approvvigionamento di petrolio e gas e ha spinto i governi e gli sviluppatori ad accelerare – ove possibile – l’implementazione di nuovi impianti solari ed eolici.
Allo stesso tempo, il mese scorso gli scienziati cinesi hanno vantato una svolta nella trasmissione wireless di energia dallo spazio. I ricercatori del “Sun Chasing Project” hanno testato con successo un sistema a terra in grado di trasmettere energia in modalità wireless a più bersagli in movimento contemporaneamente, il che potrebbe far progredire lo sviluppo dell’energia solare dallo spazio, che potrebbe essere utilizzato per fornire, ad esempio, mezzi in movimento con una ricarica dallo spazio.
La Cina prevede di effettuare test di verifica della tecnologia in orbita terrestre bassa entro il 2030, secondo quanto riportato dai media cinesi. Un test in orbita su scala megawatt potrebbe essere effettuato intorno al 2030. L’obiettivo finale sarebbe quello di costruire entro il 2050 una centrale solare spaziale commerciale su scala gigawatt per trasmettere energia pulita direttamente sulla Terra.







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