Economia
Nuova crescita di occupati, per il sud Italia è record storico dal 2004, effetto Zes unica?

Nel primo trimestre il numero di occupati in Italia si attesta a 24 milioni e 207mila unita’, in aumento di 67mila unita’ e dello 0,3% rispetto al quarto trimestre 2025. Lo comunica Istat. I dipendenti a tempo determinato sono aumentati di 9mila unita’ (+0,3%) mentre gli indipendenti di 72mila unita’ (+1,4%). In calo di 13mila unita’ i dipendenti a tempo indeterminato (-0,1%). Si riduce il numero di disoccupati (-110 mila, -7,6% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+44 mila, +0,4%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,2 punti in tre mesi), quello di disoccupazione cala al 5,3% (-0,4 punti) e il tasso di inattivita’ sale al 33,7% (+0,1 punti).
Nel primo trimestre 2026, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del primo trimestre 2025. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Queste sono alcune delle rilevazione dell’ultimo bolletino dell’Ista, istituto di ricerca nazionale.
Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 207 mila, aumenta su base congiunturale (+67 mila, +0,3% sul quarto trimestre 2025), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo determinato (+9 mila, +0,3%) e, soprattutto, degli indipendenti (+72 mila, +1,4%) più sostenuta del lieve calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-13 mila, -0,1%); si riduce il numero di disoccupati (-110 mila, -7,6% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+44 mila, +0,4%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,2 punti in tre mesi), quello di disoccupazione cala al 5,3% (-0,4 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti). Nei dati provvisori di aprile 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,5%) e del relativo tasso (+0,3 punti) si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (-0,1 punti) e di inattività 15-64 anni (-0,3 punti).
Particolarmente significativi i dati sull’occupazione che si segnalano al Sud, che mostrano con tutta evidenza come le politiche di sussidi e bonus, come il reddito di cittadinanza, erano dei freni all’occupazione e la decisione del governo Meloni di puntare invece a vere politiche attive e a misure di maggiore semplificazione e di incentivazione per le imprese, come quella della Zes unica si sono rivelate assolutamente vincenti. Il tasso di occupazione al sud Italia si mantiene sopra il 50%, ad un livello mai cosi alto dal 2004.
Il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha commentato i dati Istat, sottolineando che «confermano il consolidamento di una fase molto favorevole per l’occupazione nel Mezzogiorno. Nel primo trimestre del 2026 il tasso di occupazione si attesta al 50%, mantenendosi sui livelli dei massimi storici e in aumento di 0,3 punti rispetto al primo trimestre 2025. Particolarmente significativa la dinamica relativa all’occupazione femminile, che registra un incremento di 0,9 punti, superiore a quello registrato altre aree del Paese. Bene anche il calore della disoccupazione: nell’ultimo anno si registra una riduzione di 4 punti percentuale che contribuisce a colmare divari decennali».
Sbarra ha anche spiegato che «Lavoro e occupazione sono al centro dell’agenda politica del governo Meloni per il Mezzogiorno e i dati diffusi oggi dimostrano che gli strumenti messi in campo per favorire la crescita del Sud stanno dando risultati concreti. Per consolidare ulteriormente questi progressi, il recente Decreto Lavoro mette a disposizione oltre 900 milioni di euro per incentivare l’occupazione stabile e di qualità. Per la prima volta, gli incentivi sono riservati esclusivamente alle imprese che applicano il salario giusto, nel pieno rispetto dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi comparativamente più nel Decreto viene riservato un sostegno ancora più significativo alle regioni della Zes Unica: gli sgravi vengono incrementati da 500 a 650 euro per l’assunzione di giovani e da 650 a 800 euro per l’assunzione di donne; è inoltre previsto un bonus dedicato agli over 35 esclusivamente nelle regioni Zes . divari territoriali e sostenere la crescita del Mezzogiorno».









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