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MORATORIA PER IL BAIL-IN di Paolo Savona

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Perché l’Italia non chiede la moratoria del bail-in, essendo l’Europa un’”area politica di moratorie” rese necessarie per le rigidità che introduce con le sue direttive in un mondo che chiede flessibilità nelle scelte? Ovviamente, come tutte le moratorie in corso, essa sarà temporanea, almeno finché non si trova una soluzione più adatta per proteggere i risparmiatori. E’ ciò che dicono i paesi del Nord Europa per la moratoria del Trattato di Schengen riguardante la libera circolazione delle persone ed è ciò che si pratica per gli inadempimenti del fiscal compact e, ancor più,dell’accordo sugli avanzi eccessivi delle bilance dei pagamenti. Nell’Europa delle moratorie, non si vede ragione perché non si decida che anche la direttiva sullarisoluzione delle crisi bancarie debba essere oggetto di sospensione, per frenare la crisi di fiducia che ha colpito le clientela bancaria a causa della “lezione” che a essa è stata data negando la validità delle obbligazioni subordinate ripetendo in piccolo l’errore degli Stati Uniti quando hanno lasciato andare fallita la banca Lehman. Infatti, vanno aumentando gli accumuli di contante nelle cassette di sicurezza e i trasferimenti di risparmio all’estero. Decidere la moratoria manderebbe alla clientela il contro messaggio che si sta seriamente studiando come proteggere il risparmio affidato alle banche, rispettando l’art. 47 del dettato costituzionale. Il motivo ufficiale lo offre il rifiuto della Germania di accettare un fondo unico di tutela dei depositi in Europa, almeno per le grandi banche sotto vigilanza della BCE, che era parte integrante degli accordi per approvare ladirettiva detta del bail-in, lasciando agli Stati la responsabilità di garantire i depositi delle piccole banche che ancora non sono in questa condizione. L’Italia non avrebbe alcun danno dal chiedere la moratoria, salvo che la Banca d’Italia non disponga di informazioni che alcune banche siano già in difficoltà senza che la clientela lo sappia, prendendosi per giunta l’ingiusta accusa d’essere ignorante anche da parte di illustri colleghi come il prof. Alesina, e desideri perciò mantenere a portata di mano lo strumento creato che porta a carico dei risparmiatori i fallimenti bancari. Se queste preoccupazioni non esistono, perché non chiedere la moratoria, date le implicazioni negative che comporta la legge entrata in vigore il 1° gennaio, le cui controindicazioni sono state esplicitate nel mio articolo pubblicato da MF il 5 gennaio 2016?.

Di Paolo Savona Pubblicato su MF il 8/1

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