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Dal formaggio di Stato alle armi: il grande inganno del debito che pagheranno i nostri nipoti
Dalla riconversione dei birrifici nel Proibizionismo al formaggio di Stato negli USA, fino alla spesa bellica in Europa: come la politica copre le crisi industriali creando un debito che schiaccerà le future generazioni.

Ogni crisi porta con sé vincitori e vinti, ma a pagare il conto finale sono sempre i cittadini, soprattutto quando lo stato decide di produrre cose completamente inutili, se non dannose. Quando un settore economico crolla, i governi preferiscono dopare l’economia con la spesa pubblica anziché far ristrutturare il sistema.
Così l’Europa oggi rischia il baratro finanziario, coprendo la crisi dell’industria dell’auto con una gigantesca corsa alle spese militari.
I grandi investitori, quelli del cosiddetto smart money, conoscono bene queste dinamiche. Quando la crisi si avvicina, vendono i beni al picco massimo. Quando i mercati toccano il fondo, comprano a prezzi di saldo. Sanno esattamente quando la tempesta sta per arrivare e spesso la assecondano.
Per capire cosa sta succedendo oggi in Europa, bisogna fare un salto indietro nel tempo. Nel gennaio 1920, gli Stati Uniti introdussero il Proibizionismo, vietando alcol e birra. I birrai americani, però, non si arresero. Avevano impianti di refrigerazione pronti e riconvertirono la produzione verso i gelati.
La popolazione, privata dei bar tradizionali, creò un nuovo rito sociale nelle gelaterie. Il flusso di denaro si spostò dai produttori di luppolo agli allevatori che producevano latte. La svolta fu guidata anche dall’innovazione: la Anheuser-Busch creò camion refrigerati capaci di trasportare latte e gelati su lunghe distanze senza elettricità. Il problema è che si spinse al massimo l’industria casearia, anche oltre la convenienza economica. Quando il proibizionismo cessò c’era un eccesso di latte!
Dal gelato della Seconda Guerra Mondiale al formaggio di Stato
Durante la Seconda Guerra Mondiale il gelato divenne fondamentale per il morale delle truppe USA. La Marina americana spese perfino un milione di dollari dell’epoca — quando un carro armato ne costava 45 mila — per costruire una chiatta galleggiante capace di produrre tonnellate di gelato nel Pacifico.
Finito il conflitto, la bolla del latte esplose. Per evitare il crollo degli allevatori, il governo di Washington approvò l’Agricultural Act del 1949. Per decenni lo Stato ha comprato enormi quantità di formaggio, stoccandolo in magazzini sotterranei a spese dei contribuenti. Per fortuna, entro certi limiti, il formaggio migliora invecchiando…
Questa spesa pubblica improduttiva è andata avanti fino a Ronald Reagan, che regalò le scorte ai cittadini più poveri. Ancora oggi gli USA finanziano enti pubblici per spingere i fast food a mettere più formaggio nei panini. Lo Stato crea la distorsione e poi spende miliardi per nasconderla.
La crisi dell’auto europea e la scorciatoia bellica
Oggi in Europa stiamo assistendo alla stessa identica dinamica, ma con conseguenze molto più gravi e in modo più stupido e distruttivo. Alla fine il formaggio si mangia.
L’industria dell’auto europea, da sempre punto di forza della Germania e dell’Est Europa, è in profonda sofferenza. I miti di un tempo cedono il passo alla concorrenza spietata delle auto elettriche asiatiche, come BYD. Questa crisi è anche conseguenza delle politiche confuse della commissione e degli obblighi d’introduzione delle auto elettriche che hanno favorito le auto cinesi.
I costruttori tradizionali non sono stati flessibili come i birrai del 1920 e non sono riusciti a riconvertirsi in tempo. Di fronte al rischio di un collasso del Prodotto Interno Lordo, la politica europea ha trovato la solita scorciatoia: la spesa militare.
| Epoca | Settore in crisi | Soluzione temporanea | Conseguenza economica |
| 1920 – 1949 (USA) | Birra e allevamento lattiero | Riconversione in gelati e acquisti di Stato | Formaggio sotterraneo e spesa pubblica a fondo perduto |
| Oggi (UE) | Automotive tradizionale | Riarmo statale e spesa della difesa | Debito pubblico improduttivo per i decenni futuri |
La guerra in Ucraina è diventata la giustificazione perfetta per deviare miliardi di euro verso i colossi della difesa come Rheinmetall. Si parla di riarmo, di leva obbligatoria, di rafforzare il fronte orientale della NATO. I governi dicono che il PIL tiene, ma si tratta solo di drogare i conti pubblici.
Nel frattempo, sul campo si nota l’inefficienza dei soliti colossi industriali. Gli ucraini costruiscono da soli droni efficaci a costi ridottissimi, svergognando le costose forniture delle multinazionali della difesa. Quindi, peggio di quanto avvenne negli anni ‘20 del secolo scorso, la Germania, e non solo, sta spendendo in un’industria inutile e tecnologicamente superata. Almeno il gelato era buono.
Quando il conflitto finirà, l’Europa si ritroverà nella stessa situazione degli USA nel dopoguerra con il formaggio. Solo che al posto del formaggio avremo montagne di armi obsolete e un debito pubblico colossale.
A differenza delle infrastrutture o delle tecnologie civili, le armi non creano alcuna ricchezza sul lungo periodo. Alla fine i nipoti dei tedeschi attuali ripagheranno il debito inutile delle armi che non produce proprio niente, nulla, assolutamente niente.







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