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Energia

L’Oil & Gas norvegese alza le stime d’investimento per il 2026-2027. La sicurezza energetica europea passa ancora da Oslo (e dai sussidi statali)

L’Europa trema ancora per l’energia, ma la Norvegia riapre i vecchi giacimenti e inietta miliardi nel Mare del Nord per evitare il collasso delle forniture. L’inflazione però divora i capitali e i provvidenziali sussidi statali sono agli sgoccioli. Riuscirà Oslo a reggere da sola il peso della nostra sicurezza energetica nei prossimi anni?

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I prezzi elevati di petrolio e gas stanno facendo cambiare i piandi d’investimento di molte aziende del settore energetico,k anche in Europa. In Norvegia le società del settore Oil & Gas hanno rivisto al rialzo le loro previsioni di investimento per il 2026 e il 2027 rispetto alle stime di tre mesi fa, sebbene la spesa in conto capitale complessiva sia ancora destinata a diminuire leggermente rispetto al livello record del 2025. Le società prevedono ora che gli investimenti per il 2026 si attesteranno a 266 miliardi di NOK (28,64 miliardi di dollari), in aumento rispetto ai 255 miliardi di NOK previsti a febbraio, mentre la spesa per il 2027 dovrebbe attestarsi a 207 miliardi di NOK, al di sopra della stima precedente di 201 miliardi di NOK.

Tra i principali motori della spesa in conto capitale vi è un progetto di riqualificazione da 20 miliardi di NOK guidato da ConocoPhillips  per riavviare la produzione in tre giacimenti precedentemente chiusi nell’area di Greater Ekofisk.

Area Ekofisk Mare del Nord

I lavori di perforazione riprenderanno in tre giacimenti del Mare del Nord precedentemente chiusi, ovvero Albuskjell, Vest Ekofisk e Tommeliten Gamma, con risorse previste di 90-120 milioni di barili equivalenti di petrolio (gas e condensato) e una produzione massima di 36.000 boe lordi al giorno. Il progetto prevede la perforazione di 11 nuovi pozzi distribuiti su 4 piattaforme sottomarine, con la produzione collegata all’attuale complesso di Ekofisk. Utilizzando le infrastrutture esistenti, ConocoPhillips mira a fornire risorse a basso costo che rafforzino la sicurezza energetica e l’approvvigionamento di gas in Europa.

Nonostante le revisioni ottimistiche, si prevede comunque una tendenza al ribasso degli investimenti, poiché molti dei grandi progetti approvati nell’ambito degli incentivi fiscali temporanei norvegesi del 2022 sono in fase di completamento. Inoltre, una parte significativa dell’aumento degli investimenti deriva dall’incremento dei costi piuttosto che da un maggior numero di nuovi progetti, con i costi di sviluppo in corso che aumentano gradualmente.

La Norvegia rimane fondamentale per la sicurezza energetica europea, con una produzione di oltre 4 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno, equamente ripartiti tra petrolio greggio e gas naturale. Sebbene per il 2027 si prevedano ulteriori cali di produzione con la conclusione dei progetti di sviluppo dei giacimenti più vecchi, gli esperti hanno previsto che le stime finali per il prossimo anno saliranno probabilmente man mano che nei prossimi mesi verranno approvati ufficialmente nuovi progetti. Inoltre lke nuove ntecnologie e i nuovi pozzi possono, fortunatamente, riportare alla produzione anche pozzi che si ritenevano estinti.

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