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Lo Yen crolla nuovamente verso quota 160: il maxi-intervento Usa-Giappone fallisce e ora si rischia l’effetto domino
Il maxi-intervento Usa-Giappone rischia il fallimento: lo yen torna a scivolare verso quota 160 e Washington ricorre a vendite ombra di Euro per evitare il collasso dei tassi americani.

L’effetto dello storico intervento congiunto tra Washington e Tokyo è durato meno di due settimane. Lo yen giapponese è tornato a scivolare pericolosamente verso la soglia psicologica di 160 sul dollaro, cancellando oltre metà dei guadagni e minacciando la stabilità finanziaria globale. Una caduta libera che mette a nudo i limiti delle banche centrali di fronte alla dura realtà dei mercati.
Il tentativo straordinario di fermare la speculazione ha funzionato solo per pochi giorni, portando momentaneamente il cambio da 163 a 155. Ma la legge fondamentale della finanza non Perdona: finché i soldi rendono molto di più in America che a Tokyo, i capitali continueranno a fuggire dal Giappone verso gli Stati Uniti alla ricerca del massimo rendimento.
Ecco il cambio USD – Yen, da Tradingeconomics, da cui vediamo come ormai siamo tornati al 160 Yen per Dollaro:
Il nodo dei tassi e la trappola di Tokyo
La radice del problema risiede nel netto divario tra i tassi d’interesse. I titoli di Stato americani a 10 anni offrono circa il 4,68%, contro il 2,84% dei titoli giapponesi. Questa differenza enorme spinge gli investitori a indebitarsi a basso costo in yen per comprare asset americani più redditizi (il cosiddetto carry trade).
La Banca del Giappone si trova incastrata in una trappola senza via d’uscita. Aumentare con decisione i tassi per difendere la moneta farebbe esplodere i costi del suo mastodontico debito pubblico. Lasciare i tassi bassi, invece, continua a svalutare la valuta e a importare un’inflazione devastante sui beni energetici.
Confronto sintetico tra le due economie
| Parametro economico | Stati Uniti | Giappone |
| Rendimento Titoli 10 anni | 4,68% | 2,84% |
| Strategia d’intervento | Vendita riserve / Linea FIMA Repo | Acquisto diretto di Yen |
| Vulnerabilità chiave | Rischio rialzo rendimenti Treasury | Alto debito pubblico e dipendenza da energia |
Cosa aspettarsi ora: intervento Fed e manovre ombra sull’Euro. Assisteremo a un nuovo intervento della Fed a favore dello yen?
Se la soglia psicologica di 160 sul dollaro dovesse crollare di nuovo, un nuovo intervento coordinato diventerà quasi inevitabile. Tuttavia, la Federal Reserve finora ha agito solo come tramite tecnico per il Tesoro americano. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha promesso di fare “tutto il necessario”, ma le riserve del Tesoro USA sono limitate. Un intervento diretto e illimitato con il bilancio della Fed segnerebbe un precedente rischioso, capace di destabilizzare il mercato dei BTP americani (i Treasury) e alimentare l’inflazione interna.
Vedremo ancora vendere euro, senza dire nulla alla BCE, per comprare Yen?
Questo rischio è una realtà già in atto nelle retrovie dei mercati. Per evitare di svendere i propri Titoli di Stato (cosa che farebbe schizzare in alto i tassi americani), il Tesoro USA ha preferito attingere alle proprie riserve in Euro per acquistare Yen. Gli Stati Uniti continuano così a scaricare sui mercati europei le tensioni valutarie, usando la moneta unica come “cuscinetto di ammortamento” a totale insaputa e fuori dal controllo di Francoforte.
Senza un vero aumento dei tassi da parte di Tokyo o un taglio dei tassi a Washington, questi interventi serviranno solo a comprare tempo. E sul mercato delle valute, il tempo si paga a caro prezzo: decine di miliardi di dollari a settimana.








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