Seguici su

ItaliaOpinioniPolitica

ll mio intervento Assemblea Costituente di Futuro Nazionale

Dall’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale lancio la sfida all’Europa: basta promesse tradite e agende imposte dall’alto. Riprendiamoci le chiavi di casa

Pubblicato

il

E’ un onore e un privilegio partecipare oggi all’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale perché assistiamo alla nascita di un soggetto politico da un’idea di buonsenso: dare nuovamente dignità all’Italia e al popolo italiano, ponendo l’interesse nazionale al centro della propria azione politica.

Per troppo tempo abbiamo assistito allo stesso copione: grandi promesse prima delle elezioni e grandi dimenticanze subito dopo. Vogliamo evitare che si chiedano i voti con programmi di destra per poi governare seguendo l’agenda Draghi. Ci poniamo pertanto come garanti di un principio fondamentale: la parola data ai cittadini deve essere mantenuta.

Saremo la polizza assicurativa degli italiani contro le promesse tradite.

Quello che promettiamo lo manterremo. Non baratteremo la parola data per poltrone o incarichi. Avremo la coerenza di portarle fino in fondo. Porremo delle linee rosse invalicabili e non negoziabili a garanzia che non arretreremo di un solo millimetro. Combatteremo per questi valori. Combatteremo per questa Italia.

Perché chi non combatte ha già perso. E noi non abbiamo alcuna intenzione di perdere.

Apparteniamo alla grande civiltà europea che ha illuminato il mondo con la sua Storia, la sua cultura e con il suo ingegno. Ma proprio per questo non ci riconosciamo ora in questa Unione europea.

L’Unione dei trattati, concepita oltre trentacinque anni fa per un mondo che non esiste più, non ci rappresenta. Mentre le grandi potenze mondiali adeguano continuamente le proprie politiche e i propri modelli per difendere cittadini, imprese e interessi nazionali, Bruxelles continua a rispondere con nuovi vincoli, nuovi regolamenti e nuove imposizioni al solo fine di rincorrere ideologie che non condividiamo. E chi non si adegua è punito.

Da oltre quattro anni abbiamo un conflitto alle porte dell’Europa. Eppure Bruxelles sembra conoscere una sola soluzione: inviare armi. Noi pensiamo invece che la forza dell’Europa si misuri nella capacità di costruire una pace giusta e duratura.

Le armi possono far vincere una battaglia. Solo la politica può costruire la pace e abbiamo bisogno proprio della pace per consentire alle nostre aziende di lavorare con tutti e di energia a prezzi equi.

Chiediamo pertanto a gran voce che si avvii una profonda revisione dei trattati europei dove l’Italia diventi protagonista e non più vassalla. Continuare su questa strada significa consegnare ai nostri figli una Italia più povera, più debole e meno libera. E noi non lo permetteremo.

Più Europa è il problema. Più Italia è la soluzione!

Il nostro futuro non si decide nei corridoi di Bruxelles, ma nelle fabbriche, nei campi, nelle botteghe, nelle Università e nelle case degli italiani. Quell’Italia che ogni mattina si sveglia all’alba e che manda avanti con sacrifici e in silenzio questa Nazione. Perciò vogliamo uno Stato che non deve essere considerato un nemico. Deve essere il nostro migliore alleato. Dobbiamo tutelare le imprese perchè senza imprese non c’è lavoro. Senza lavoro non c’è dignità. Senza dignità non c’è libertà. Vogliamo di nuovo avere banche di interesse nazionale capaci di sostenere le nostre aziende e tutelare gli interessi strategici dell’Italia.

Si restituisca anche dignità a chi ha lavorato una vita intera, a chi ha costruito il benessere di questa Nazione. Non possiamo liquidarli con pensioni mortificanti.

C’è una grande sfida che non possiamo ignorare: i nostri giovani. Troppi nostri ragazzi sono costretti a lasciare l’Italia per costruirsi un futuro altrove. Questo non è più accettabile.

Ci ritroviamo paradossalmente in un Paese nel quale troppi giovani sono costretti a partire e troppi irregolari riescono ad entrare. Dobbiamo invertire questa follia! I nostri ragazzi non devono essere più costretti a partire. E il merito deve tornare ad essere premiato. Chi studia, chi lavora e chi si impegna possa costruirsi il proprio futuro senza cercare altrove le opportunità che merita.

Vogliamo anche un’Italia nella quale chi lavora possa permettersi una casa. Perché la casa è un diritto. Non è un privilegio. È il punto di partenza di una vita dignitosa. Perché la casa non è un lusso. È sicurezza. È stabilità. È dignità.

E c’è un’altra parola che per noi ha un profondo significato: fierezza nazionale. Ma l’amore per questa Nazione non si proclama con le parole. Si dimostra con i fatti. Si dimostra tutelando e proteggendo la nostra identità, la nostra Storia, la nostra civiltà, le nostre tradizioni, la nostra cultura e le nostre radici.

Ma per poter fare questo bisogna prima ristabilire un principio fondamentale. La Costituzione italiana non può essere subordinata ai trattati e regolamenti europei.

Prima la Carta Costituzionale. Poi Bruxelles.

Perché la sovranità appartiene al popolo e non a entità sovranazionali mal guidate da burocrati non eletti.

Non pretendiamo di dare lezioni a nessuno. Ma non intendiamo neanche riceverne da nessuno.

Ed ora un altro principio per noi non negoziabile.

Come non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, non esistono territori di serie A e territori di serie B. Non esiste un Nord, un Centro o un Sud.

Esiste una sola Italia. Una. Sacra. Indivisibile.

Ogni centimetro quadrato della nostra Nazione deve essere tutelato, difeso e valorizzato.

Dal Brennero a Pantelleria, da Trieste a Cagliari non esistono periferie. Non esistono terre dimenticate. Esiste soltanto l’Italia. E noi non lasceremo indietro nessuno.

Vogliamo poi che l’Italia torni ad essere un Paese sicuro. Siamo il Paese più bello del mondo.

Adesso abbiamo il dovere di renderlo anche il più sicuro.

Garantire sicurezza, soprattutto alle donne, che devono poter vivere, lavorare e camminare libere e senza paura è un dovere dello Stato e un diritto dei cittadini. Riprendiamoci le nostre piazze e le nostre strade. Ma dobbiamo anche ridare dignità a chi quella sicurezza la garantisce ogni giorno, a chi indossa una divisa, a chi serve lo Stato, a chi ci difende. Non lasceremo mai soli chi ci protegge.

Sul tema dell’immigrazione la posizione di Futuro Nazionale è chiarissima: tolleranza zero verso l’illegalità. Chi entra legalmente e lavora, rispetta le nostre leggi, la nostra cultura, le nostre tradizioni integrandosi condividendo le regole della nostra comunità è il benvenuto.

Chi entra illegalmente, delinque, non si integra pretendendo di imporre le sue regole, deve sapere che in Italia non c’è posto e che può tornare subito da dove è venuto altrimenti verrà riaccompagnato senza esitazioni. Così si difende il Paese.

Riprendiamoci le chiavi di casa. Perché questa è casa nostra. E in casa nostra decidono gli italiani. Con rispetto verso tutti. Con sudditanza verso nessuno.

Non con le promesse al vento, ma con i fatti concreti si riscatta l’Italia.

Non chiediamo miracoli. Sappiamo che nessuno verrà a salvarci se non noi stessi. Abbiamo bisogno di chi ha il coraggio, la coerenza e la capacità di risolvere i problemi. Il futuro della Nazione non appartiene ai rassegnati. Appartiene a chi ha la forza di cambiarla. Per questo nasce Futuro Nazionale.

E’ l’impegno solenne che prendiamo oggi tutti insieme e con chi si aggiungerà a noi.

Infine coltivo un sogno. Lancio un appello a tutti coloro che si riconoscono in questi valori e in questi principi: unitevi a Futuro Nazionale affinchè si crei una grande forza politica che riesca finalmente a restituire all’Italia il posto che merita. E’ il momento di mettere da parte le divisioni e le incomprensioni: è l’ultima chiamata. Vi aspettiamo a braccia aperte. La Patria è la stessa, la sfida è la stessa. Uniti si vince!

Riprendiamoci le chiavi di casa. Viva Futuro Nazionale. Viva l’Italia! Sempre!

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento