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L’Iran può iniziare a esportare petrolio subito dopo aver firmato l’accordo con gli USA. Un grosso vantaggio

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L’Iran non dovrà attendere gli ispettori, le certificazioni o una lunga serie di celebrazioni diplomatiche per ricominciare a incassare i proventi del petrolio.

In base all’accordo che dovrebbe porre formalmente fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, Teheran potrà riprendere immediatamente le vendite di petrolio e carburante, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da persone a conoscenza dell’accordo. L’alleviamento delle sanzioni entrerà in vigore non appena l’accordo sarà firmato e si estenderà oltre le esportazioni di greggio fino a includere i servizi bancari, di trasporto marittimo e assicurativi necessari per portare quei barili sul mercato.

Questo dettaglio potrebbe rivelarsi una delle parti più rilevanti dell’intero accordo ed è forse quello che ha maggiormente convinto Teheran.

Le sanzioni petrolifere sono efficaci solo se gli acquirenti non possono pagare, le petroliere non possono trasportare e gli assicuratori non vogliono coprire il carico. Revocando le restrizioni lungo l’intera catena di approvvigionamento, Washington sta di fatto concedendo all’Iran l’accesso ai mercati energetici internazionali fin dal primo giorno, anziché tra mesi.

L’Iran possiede alcune delle più grandi riserve mondiali di petrolio e gas e, prima del conflitto, produceva ben oltre 3 milioni di barili al giorno. Gran parte di quella produzione è rimasta limitata dalle sanzioni, dai vincoli infrastrutturali e dalle interruzioni dovute al conflitto. La prospettiva che i barili iraniani tornino sui mercati globali in volumi significativi potrebbe ridefinire le aspettative di offerta proprio mentre consumatori e governi rimangono concentrati sulla sicurezza energetica dopo mesi di turbolenze in Medio Oriente.

La mossa segna inoltre un cambiamento radicale nella politica statunitense. Washington ha trascorso anni a inasprire le restrizioni sul settore energetico iraniano. Ora, l’amministrazione Trump sembra disposta a utilizzare i proventi del petrolio come incentivo finanziario per garantire una fine duratura al conflitto.

Il petrolio potrebbe potenzialmente iniziare a fluire non appena l’accordo sarà firmato, senza il previsto periodo di attesa. Questo avrà delle pesanti ricadute sui mercati internazionali, perché questo petrolio non sarebbe più limitato solo a Pechino come lo è ora.

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