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L’Armeria di Parigi: il “Profondo Impatto” Francese tra missili, politica e Deterrenza nucleare

La Francia sfida gli USA: 12 nuovi super-missili e il rilancio della deterrenza nucleare.
Sottotitolo: Mentre l’Europa compra armi americane, Parigi investe miliardi nell’industria nazionale. Dai droni low-cost ai missili balistici ipersonici: il piano keynesiano per dominare la difesa europea.

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Mentre buona parte del Vecchio Continente si affretta a staccare cospicui assegni all’industria bellica americana per colmare, in fretta e furia, le proprie lacune capacitive, la Francia fa, come da tradizione, la Francia. Sceglie la via dell’autonomia strategica e tecnologica. Con l’Europa che scopre bruscamente la necessità di difendersi, Parigi si distingue per un portafoglio di sviluppo che conta ben 12 programmi nazionali per sistemi d’arma a lungo raggio.

A Parigi il debito non fa paura, evidentemente: lo Stato spende in deficit, certo, ma lo fa per irrobustire il proprio tessuto industriale interno (con colossi come MBDA, ArianeGroup, Thales, Safran e perfino il coinvolgimento di Renault). Si crea così occupazione qualificata, si trattengono i capitali in patria e si genera un moltiplicatore tecnologico che, in prospettiva, potrebbe trasformare Parigi nel principale arsenale d’Europa, pronto a esportare sistemi d’arma a chi oggi dipende da Washington.

La Scommessa del “Low-Cost” e l’Artiglieria Missilistica

La recente guerra in Europa orientale ha impartito una lezione inequivocabile: la qualità è fondamentale, ma la quantità ha una qualità tutta sua. Per questo la Francia sta investendo massicciamente nella produzione di massa a basso costo.

L’obiettivo è sviluppare droni a lungo raggio e mini-missili da crociera economicamente sostenibili. Troviamo il programma One-Way Effector (OWE) di MBDA (gittata 500 km), l’effettore Crossbow e il sistema Chorus. Quest’ultimo, sviluppato da Turgis & Gaillard insieme alla casa automobilistica Renault, è un chiaro esempio di sinergia industriale civile-militare. Sfruttare le linee produttive automobilistiche per creare droni da meno di 100.000 euro l’uno significa innescare una produzione di scala impensabile per la tradizionale e “lenta” industria della difesa. Un potenziale contratto quadro da 1 miliardo di euro per il sistema Chorus si tradurrebbe in una pioggia di liquidità immediata per la filiera manifatturiera transalpina.

Missile -drone BBDA

A livello tattico, Parigi vuole emanciparsi dai famosi HIMARS americani. Il programma FLP-T mira a fornire all’artiglieria francese razzi guidati con gittate dai 150 ai 500 chilometri, mantenendo la sovranità su sistemi di puntamento e software.

Il sistema Chorus

Il grande ritorno: missili balistici e da crociera

Salendo lungo la scala dell’escalation, incontriamo i sistemi d’arma pesanti. Per i missili da crociera, il collaudato SCALP-EG viene esteso nella sua vita operativa tramite la variante Mk. 2, colmando il vuoto fino all’arrivo dei sistemi di nuova generazione: lo STRATUS LO (subsonico e a bassissima traccia radar) e lo STRATUS RS (supersonico, con velocità stimate tra Mach 3 e Mach 5).

Ma la vera novità geopolitica è il ritorno ai missili balistici convenzionali dopo una pausa di trent’anni. ArianeGroup guida il programma MBT (Missile Balistique Terrestre), finanziato con 900 milioni di euro fino al 2030. Sfruttando il know-how aerospaziale europeo, il programma prevede varianti capaci di colpire oltre i 2.000 km. Qui si innesta lo sviluppo del V-MAX, il veicolo planante ipersonico che permetterà alla Francia di avere testate in grado di manovrare a velocità estreme, eludendo i moderni scudi antimissile. Un balzo in avanti che l’industria aerospaziale francese conta di capitalizzare anche in ambito spaziale e civile.

V-Max , aliante ipersonico

Il Convitato di Pietra: La Deterrenza Nucleare

Tutti questi sviluppi convenzionali non possono essere compresi senza guardare al vero fulcro della dottrina di difesa parigina: la Force de Frappe. La Francia è l’unica potenza nucleare dell’Unione Europea e il mantenimento di questo status richiede investimenti titanici.

Molte delle tecnologie sviluppate per l’ambito convenzionale (come i motori a propellente solido di ArianeGroup o le tecnologie di volo ipersonico) sono propedeutiche o direttamente connesse all’arsenale atomico. I programmi di modernizzazione dei missili ASMPA-R, dei missili balistici lanciati da sottomarino M51.4 e, soprattutto, lo sviluppo dell’innovativo missile nucleare ipersonico aviolanciato ASN4G (destinato a equipaggiare il futuro caccia Super Rafale F5) assorbono enormi risorse tecniche e di bilancio. Questo sforzo finanziario “duale” (convenzionale e nucleare) funge da volano inarrestabile per i centri di ricerca nazionali, garantendo alla Francia un posto al tavolo delle grandi superpotenze mondiali, a prescindere dalle decisioni della NATO.

Tabella Riassuntiva dei Programmi

Di seguito, la sintesi dell’impressionante portafoglio missilistico francese:

NomeProduttoreTipoPortataCarico UtileStato
ThundartMBDA + SafranRazzo artiglieria150 km?In sviluppo (~2030)
FLP-T 150ArianeGroup + ThalesRazzo artiglieria150 km?In sviluppo (~2030)
SCALP-EG Mk. 2MBDAMissile da crociera560 km450 kgIn sviluppo
Stratus-LOMBDAMissile da crociera500-1.000 km?In sviluppo (~2032)
Stratus-RSMBDAMissile da crociera500-1.000 km?In sviluppo (~2035)
MdCTMBDAMissile crociera terr.>1.000 km?In sviluppo (~2030)
MBT (1 stadio)ArianeGroupMissile balistico>1.000 km?In sviluppo (~2032)
MBT (2 stadi)ArianeGroupMissile balistico>2.000 km?In sviluppo (~2035)
OWEMBDADrone lungo raggio500 km40 kgIn produzione (~2027)
CrossbowMBDAMini missile crociera800 km300 kgPronto per produzione
ChorusTurgis & Gaillard + RenaultMissile da crociera3.000 km500 kgIn sviluppo (~2027)
OWE 500+?Drone lungo raggio>500 km50 kgFase concettuale

Prospettive e sfide: una scommessa sostenibile?

Sulla carta, la Francia detiene il programma di riarmo più strutturato e variegato d’Europa. Tuttavia, le leggi dell’economia non fanno sconti. Il fattore limitante sarà la capacità di assorbimento finanziario e la tenuta della catena di approvvigionamento industriale. MBDA e ArianeGroup sono sotto pressione per consegnare contemporaneamente sistemi convenzionali all’avanguardia e aggiornamenti nucleari essenziali.

I rischi di ritardi sono evidenti, come dimostra lo slittamento dei test per il velivolo ipersonico V-MAX.  Eppure tutti questi programmi sono ancora attivi e in sviluppo, ma comprendiamo da un lato la pressione di Parigi per ottenere dei fondi anche dalla Germania, dall’altro non è ben chiaro se riusciranno a portare tutti a dei risultati oggettivi e utilizzabili, o avremo solo tanti prototipi, come avvenne alla vigilia della seconda guerra mondiale.

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