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La Spagna chiede fondi a Bruxelles per affrontare la crisi migratoria. CI saranno anche soldi italiani
Spagna con l’acqua alla gola a Ceuta: presentata la richiesta di fondi straordinari a Bruxelles. Ecco dove andranno le risorse e perché l’impatto economico ricadrà sui bilanci comunitari.

La Commissione europea ha confermato lunedì di aver ricevuto una richiesta formale dal governo spagnolo per attivare i fondi di assistenza di emergenza per far fronte alla crisi migratoria a Ceuta, 25 giorni dopo l’ingresso nella città autonoma di oltre 80.000 persone provenienti dal Marocco.
La notizia è stata confermata a Europa Press da un portavoce della Commissione europea, il quale ha spiegato che, dopo aver mantenuto “stretti contatti” con la Spagna per accelerare la sua richiesta, ora collaboreranno a stretto contatto con le autorità spagnole per effettuare una valutazione della situazione e determinare quanti fondi il nostro Paese potrà ricevere.
«La Commissione ha ricevuto una richiesta formale dalle autorità spagnole di finanziamento nell’ambito del Meccanismo di assistenza d’emergenza (EMAS) per affrontare la situazione migratoria a Ceuta. La Commissione era in stretto contatto con la Spagna prima di ricevere tale richiesta formale. Ora ci impegneremo per giungere a una rapida valutazione e a una decisione», ha dichiarato il portavoce.
La richiesta comprende, in particolare, misure per rafforzare la protezione delle frontiere e le infrastrutture connesse alla sicurezza , nonché per istituire un’adeguata capacità di accoglienza, anche per i minori non accompagnati.
Dopo aver ricevuto tale richiesta, la Commissione europea ha dichiarato di essere pronta a “continuare a sostenere la Spagna nella gestione della situazione a Ceuta”, sia finanziariamente, operativamente che politicamente, come ha fatto “fin dal primo giorno”.
All’inizio della crisi migratoria, la Commissione ha offerto alla Spagna fondi del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF) – che comprende gli aiuti EMAS – per finanziare l’accoglienza e l’assistenza ai migranti rimasti a Ceuta, sebbene fosse necessaria una richiesta formale da parte del governo per l’erogazione degli aiuti.
Il 18 agosto, la ministra spagnola per le migrazioni, Elma Saiz, ha spiegato di aver già richiesto questi fondi, sebbene Bruxelles abbia chiarito all’epoca che si trattava solo di “contatti informali” e che, non appena fosse pervenuta una “richiesta formale”, la priorità sarebbe stata data alla valutazione delle esigenze finanziarie di Ceuta “per essere molto rapidi” e fornire alla Spagna il denaro il prima possibile.
Oltre ai finanziamenti, la Commissione ha ripetutamente offerto al governo spagnolo rinforzi di risorse da parte delle agenzie europee Frontex, Europol e dell’Agenzia europea per l’asilo (EUAA) “nella massima misura possibile”, sebbene sarebbe necessaria anche una richiesta formale da parte del governo di Pedro Sánchez.
Questa richiesta evidenzia come il problema della gestione dei migranti a Ceuta sia ben lontano dall’essere risolto, anzi sia ben vivo e vegeto e richieda importanti fondi. Soldi che, fra l’altro, saranno anche nostri, dato che l’Italia è sovvenzionatore netto della UE.







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