Analisi e studiEconomiaUSA
Il ritorno de “El Niño”: la tempesta perfetta su agricoltura e inflazione (e come salvare il portafoglio)
Mentre i mercati sperano in un calo del carovita, l’imminente arrivo del fenomeno climatico “El Niño” rischia di devastare i raccolti globali, facendo schizzare i prezzi alimentari del 9%. Ecco perché l’inflazione non scenderà e come difendere i propri risparmi.

Molti investitori stavano già tirando un sospiro di sollievo. L’idea diffusa era che, una volta allentate le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e scongiurati i blocchi negli stretti nevralgici, i prezzi dell’energia sarebbero scesi, trascinando finalmente al ribasso l’inflazione globale.
È una prospettiva rassicurante, ma che rischia di scontrarsi con un avversario ben più inflessibile dei mercati: la natura. Un “super” El Niño è alle porte, pronto a prendere il testimone delle crisi internazionali nel sostenere il carovita, soprattutto sugli alimentari cogliendo di sorpresa i meno attenti negli USA.
Cos’è El Niño e come funziona?
Per chi non avesse familiarità con la meteorologia applicata all’economia, El Niño rappresenta la fase calda dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), un pattern climatico che si sviluppa nell’Oceano Pacifico tropicale.
In termini molto semplici: le acque superficiali del Pacifico si riscaldano ben oltre la media storica. Questo calore anomalo altera la pressione atmosferica e i venti, spostando i regimi delle precipitazioni su scala globale. Il risultato pratico è un’estremizzazione del clima: siccità devastanti in alcune aree cruciali del pianeta e alluvioni in altre.
La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) americana assegna oltre il 90% di probabilità al verificarsi di un El Niño quest’anno. Ancora più preoccupante: c’è una probabilità su quattro che si tratti di un evento climatico di forza estrema, simile a quello del biennio 1997-98 che causò danni massicci all’agricoltura mondiale.
Il colpo ai raccolti
Proprio quando ci si attendeva un calo della tensione inflazionistica, il clima rischia di ribaltare il tavolo. Gli analisti di Marex, società finanziaria specializzata in materie prime, avvertono che una flessione dell’offerta agricola globale tende a far rincarare i beni alimentari fino al 9%.
Esiste inoltre un insidioso effetto psicologico a catena: temendo di perdere i raccolti a causa del clima estremo, molti agricoltori riducono le semine o anticipano i raccolti. Questa scelta trasforma il calo dell’offerta in una profezia che si autoavvera.
| Settore Agricolo | Aree più Esposte | Impatto Economico |
| Grano e Riso | Australia, Est Europa, Sud-Est Asiatico | Forte rialzo per contrazione globale delle rese |
| Cotone | Americhe, Asia | Incremento dei costi base per l’industria tessile |
| Zucchero e Cacao | Fascia equatoriale e tropicale | Impennata diretta dei prezzi al dettaglio |
| Olio di Palma | Sud-Est Asiatico | Rincari trasversali su tutta l’industria alimentare |
L’illusione della disinflazione
L’inflazione, insomma, non sparirà facilmente. Come fa notare Chris Faulkner-MacDonagh, gestore di portafoglio di T. Rowe Price, l’economia americana e globale si trova posizionata in una “tempesta perfetta”. Il problema centrale, paradossalmente, non sono solo i picchi di prezzo in sé, ma la totale assenza di spinte disinflazionistiche.
La Cina, ad esempio, sta tagliando la capacità manifatturiera per sostenere i propri listini interni, esportando di fatto costi maggiori. Contemporaneamente, il massiccio boom infrastrutturale dei data center sta azzerando la tradizionale flessione dei prezzi nel settore tecnologico, almeno nel breve periodo. Se a questo aggiungiamo che i mercati dei futures indicano prezzi del petrolio strutturalmente superiori di 10-15 dollari rispetto ai livelli pre-conflitto, l’idea di un ritorno rapido all’inflazione del 2% diventa un miraggio per gli USA. Una fiammata dei prezzi verso l’8-9% nei prossimi dodici mesi potrebbe non essere una sorpresa.
La difesa? Investire nell’agrobusiness e nelle aziend collegate: se è previsto un aumento dei prezzi agricoli il modo migliore per difendersi è acquistare per tempo quel settore, prima che gli aumenti si materializzino, anche se questo significa accentuare le spinte inflazionistiche.








You must be logged in to post a comment Login