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Il paradosso di Berlino: la Germania verso il sorpasso sulla Spagna per debito pubblico (ma c’è l’incognita su Madrid)

Economia in trasformazione: entro il 2035 il debito pubblico tedesco potrebbe superare quello spagnolo. L’impatto del piano di riarmo di Berlino e i dubbi sulla reale crescita della Spagna.

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I cicli economici, a volte, sembrano prendersi gioco della storia, ricalcando quell’eterno ritorno nietzschiano in cui i ruoli si invertono quando meno te lo aspetti. Per quasi due decenni, la Germania ha indossato i panni del severo gendarme dell’ortodossia fiscale europea, mentre la Spagna rientrava nel novero dei “sorvegliati speciali” del Sud Europa. Oggi, le prospettive si ribaltano. Secondo le recenti analisi di Allianz Global Investors, ci stiamo avvicinando a un punto di rottura storico: entro la metà degli anni 2030, il rapporto debito/PIL tedesco è destinato a superare quello spagnolo.

I modelli econometrici prevedono una convergenza intorno a un rapporto del 70% del PIL entro il 2035. La traiettoria è chiara: la Spagna si trova su una parabola (apparentemente) discendente, mentre l’ex locomotiva d’Europa ha iniziato ad accumulare passività a ritmi sostenuti.

L’incognita spagnola: una crescita su basi fragili?

Prima di celebrare o condannare questo sorpasso, è fondamentale inserire un caveat tecnico di vitale importanza. Questa previsione di Allianz resta valida esclusivamente se la Spagna riuscirà a mantenere i tassi di crescita attuali, un’ipotesi tutt’altro che certa. Il “miracolo” spagnolo, capace di erodere quasi 30 punti percentuali di debito sul PIL in un decennio, ha beneficiato di una crescita nominale robusta, spinta dall’inflazione, dal rimbalzo post-pandemico e dall’iniezione massiccia dei fondi europei. Ma le proiezioni lineari in economia sono spesso ingannevoli. Se il PIL iberico dovesse subire una frenata fisiologica, o se i tassi di interesse elevati dovessero finalmente mordere l’economia reale spagnola, il denominatore del rapporto si restringerebbe. A quel punto, il debito spagnolo tornerebbe a schizzare verso l’alto, vanificando la narrazione del “sorpasso” tedesco.

Riarmo, infrastrutture e fine dell’austerity: la nuova via di Berlino

Se la tenuta della Spagna è in dubbio, l’inversione a U della Germania è invece un dato di fatto. Berlino è intrappolata in una stagnazione economica dal 2018 e il modello basato su export e gas a basso costo è collassato. Il governo di grande coalizione guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha dovuto prendere atto che il totem del “freno al debito” (Schuldenbremse) era diventato una camicia di forza letale.

La risposta è stata un piano di stimoli colossale, stimato in circa mille miliardi di euro, strutturato su due direttrici primarie:

  • Fondo per le infrastrutture: Mezzo trilione per ammodernare un Paese che sta perdendo competitività tecnologica e logistica.
  • Spesa militare e difesa: Una spinta senza precedenti per ricostruire un apparato militare credibile, in risposta alle pressioni geopolitiche internazionali.

Allianz sottolinea che la Germania parte da una base invidiabile (un debito vicino al 60% del PIL), il che rende questa espansione fiscale digeribile per i mercati. I rendimenti dei Bund rimangono stabili. Tuttavia, la spesa a debito per coprire buchi correnti, unita a un PIL che fatica a ripartire, trasforma l’investimento in un peso strutturale.  L’equilibrio positiov attuale potrebbe essere destinato a finire ben preso.

Comparazione debito pubblico Germania – Spagna

Le ricadute sul quadro europeo

Le conseguenze di questo slittamento di paradigma saranno notevoli per l’intera Eurozona. Se la Germania, storicamente ancorata al rigore, si trasforma in un’economia a debito crescente per finanziare il riarmo e la transizione industriale, cambiano le regole del gioco a Bruxelles. Berlino perderà inesorabilmente l’autorità morale per esigere riforme lacrime e sangue dai partner mediterranei.

Internamente, Merz si trova su un campo minato: la CDU preme per tagliare il welfare (Bürgergeld) per compensare le spese militari, scontrandosi con il veto categorico della SPD. Questa conflittualità rischia di produrre riforme annacquate, generando debito senza la necessaria spinta alla competitività. In definitiva, l’Europa si prepara a fare i conti con una Germania più indebitata, meno austera e politicamente più fragile. La situazione del rapporto debito PIL tedesco potrebbe evolvere in modo più rapido e meno positivo perfino di quanto previsto da Allianz.

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