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Hormuz e il fallimento della pace: il FMI taglia la crescita di Francia e Germania. L’Italia resiste, vola la Spagna, ma a debito

Il FMI taglia le stime di crescita per Francia e Germania a causa dello shock energetico e delle tensioni geopolitiche. L’Italia resiste allo 0,5%, mentre la Spagna vola grazie alla spesa pubblica. Tutti i dati del nuovo World Economic Outlook.

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La tensione in Medio Oriente morde il cuore dell’Europa. Il blocco dello Stretto di Hormuz e l’annuncio di Donald Trump sul fallimento dell’accordo di pace con l’Iran scuotono i mercati energetici. In questo scenario di crisi, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha pubblicato la revisione estiva del suo World Economic Outlook. Il verdetto per l’asse franco-tedesco è pesante. Le stime sul Prodotto Interno Lordo (PIL) subiscono un taglio netto rispetto ad aprile, mentre la periferia europea mostra una sorprendente capacità di resistenza.

Il crollo di Parigi e i nodi strutturali di Berlino

La Francia subisce la correzione più dura tra le grandi economie dell’eurozona. Il FMI ha ridotto le stime di crescita per quest’anno di tre decimi di punto, portando il PIL a un debole +0,6%. Nel 2027 la crescita si fermerà allo 0,9%. Lo shock energetico colpisce un Paese privo di margini di manovra sia sul piano fiscale che su quello politico.

I conti pubblici francesi sono ormai considerati “allarmanti” dalla stessa Corte dei Conti transalpina. Il deficit nel 2025 ha toccato il 5,1% del PIL e il debito ha raggiunto la cifra di 3.460 miliardi di euro (115,7% del PIL). L’OCSE lancia un allarme estremo: senza riforme, il debito di Parigi rischia di toccare il 200% del PIL entro il 2050, peccato che le riforme consigliate probabilmente peggiroerebbero la situazione sarebbero un assist alla Le Pen.

Anche la Germania fatica a trovare la via della ripresa. Nonostante un buon avvio nel primo trimestre (+1,4%), l’aumento dei costi energetici ha spinto il FMI a tagliare le stime del PIL per quest’anno allo 0,7%. Nel 2027 la crescita tedesca si attesterà all’1%. Berlino ha varato un piano di stimoli storici da 500 miliardi per le infrastrutture e 200 miliardi per la difesa, ma l’impatto di questi investimenti strutturali si vedrà solo nel lungo periodo.

L’Italia tiene il passo e la Spagna corre con la spesa pubblica

In questo quadro di forte rallentamento, l’Italia mostra una stabilità rassicurante. Il FMI ha confermato per il nostro Paese una crescita del PIL pari allo 0,5% sia per l’anno in corso che per il 2027. Pur non parlando di numeri eccezionali, l’economia italiana dimostra di saper assorbire gli shock esterni meglio dei partner d’Oltralpe, mantenendo la rotta senza subire i tagli inflitti a Parigi e Berlino.

La Spagna si conferma invece la locomotiva dell’eurozona. Madrid registrerà una crescita del 2,1% quest’anno e dell’1,8% nel prossimo. Tuttavia, questa performance eccezionale non è un miracolo spontaneo. La crescita iberica è fortemente sostenuta dalla spesa pubblica e dai sussidi fiscali, una strategia che il FMI consiglia di limitare per evitare squilibri futuri. Grazie alla spinta spagnola, il calo complessivo dell’eurozona è limitato a due decimi, fermandosi allo 0,9% complessivo.

I numeri del nuovo World Economic Outlook

Ecco lo specchietto riassuntivo delle nuove stime di crescita del PIL per i principali Paesi dell’eurozona:

PaesePIL 2026 (Nuova stima)Variazione su AprilePIL 2027 (Previsione)
Spagna+2,1%Invariata+1,8%
Germania+0,7%-0,1%+1,0%
Francia+0,6%-0,3%+0,9%
Italia+0,5%Invariata+0,5%
Eurozona+0,9%-0,2%+1,2%

Il FMI avverte che queste stime potrebbero peggiorare in caso di nuova escalation in Medio Oriente, esattamente come sta preparandosi proprio ora. Se i prezzi energetici saliranno ancora, il rischio è che le banche centrali agiscano il modo prociclico, cioè aumentando i tassi per contenere l’inflazione importata. provocando un peggioramento economico sensibile e la stagflazione.

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