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Golfo Persico sotto tiro: gli Stati Uniti colpiscono le petroliere iraniane dopo il lancio di missili. Rotte energetiche a rischio blocco
Rappresaglia USA nel Golfo Persico: colpite tre petroliere iraniane dopo il lancio di missili contro navi militari. Salgono i timori per il prezzo del petrolio e scattano gli allarmi di sicurezza per i cittadini occidentali.

Dopo un lancio di missili contro due navi da guerra americane, le forze armate statunitensi hanno risposto colpendo al cuore l’economia iraniana: tre superpetroliere sono state messe fuori in poche ore.
Lo scontro a fuoco aperto minaccia di paralizzare le rotte marittime globali, con conseguenze immediate sul costo del greggio e sulla sicurezza dell’intera regione mediorientale.
La rappresaglia di Washington nel Golfo
Il comando centrale americano (CENTCOM) ha reso noto che i Pasdaran hanno preso di mira una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili in pattugliamento. Le unità navali statunitensi sono riuscite a evitare i colpi senza subire danni o registrare feriti tra l’equipaggio.
“Let the message to the IRGC be clear: If you shoot at two of our ships, we will impose an even higher economic cost —taking out three of yours. We will not hesitate to defend American forces, and if necessary, destroy Iran’s limited and exposed oil fleet.” — Adm. Brad Cooper,… pic.twitter.com/UGGcSGsUtd
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 5, 2026
La reazione del Pentagono è stata rapida e chirurgica e gli equipaggi sono stati preavvertiti con qualche minuto di margine. Tre navi cisterna appartenenti alla flotta mercantile controllata dai Guardiani della Rivoluzione sono state neutralizzate in punti strategici:
- M/T Downy: resa inservibile al largo dell’isola di Kharg, il terminal da cui passa quasi tutto il petrolio iraniano;
- M/T Stark 1: bloccata in modo permanente vicino alla costa di Jask;
- M/T Kylo (o Noxen): colpita ripetutamente nel Golfo di Oman e distrutta dopo aver ordinato all’equipaggio di abbandonare il bordo.
L’ammiraglio Brad Cooper ha spiegato la logica della manovra: se Teheran spara contro due navi militari, la risposta distrugge tre petroliere. L’obiettivo dichiarato è colpire le risorse finanziarie che alimentano le milizie regionali della Repubblica Islamica.
CENTCOM confirms that US forces destroyed three Iranian crude oil tankers:
– M/T DOWNY (IMO 9218480)
– M/T STARK 1 (IMO 9171450)
– M/T KYLO (IMO 9189146)This in response to IRGC forces launching ballistic missiles yesterday towards two US Navy warships patrolling the region. https://t.co/XY2bYRWS78 pic.twitter.com/79zXKc46RY
— Open Source Intel (@Osint613) September 5, 2026
Il danno strutturale per Teheran
La perdita di queste navi rappresenta un danno difficilmente riparabile nel breve periodo. Come confermato da fonti della difesa americana, l’Iran non dispone dei cantieri navali o dei componenti necessari per costruire rapidamente nuove petroliere di questa stazza.
La cosiddetta “flotta ombra”, impiegata per aggirare l’embargo e vendere greggio a clienti asiatici, perde così pezzi fondamentali della propria logistica marittima.
| Nave colpita | Area dell’attacco | Stato finale | Ruolo logistico |
| M/T Downy | Isola di Kharg | Disabilitata permanentemente | Export greggio da terminal principale |
| M/T Stark 1 | Vicino a Jask | Disabilitata permanentemente | Rifornimento rotte orientali |
| M/T Kylo | Golfo di Oman | Distrutta / Affondata | Trasporto greggio (senza carico) |
L’isola di Kharg gestiva oltre il 90% delle vendite all’estero di greggio iraniano prima della guerra. Con lo Stretto di Hormuz di fatto bloccato dalle ostilità e il blocco navale americano attivo, i flussi commerciali sono ridotti al minimo.
Guerra economica e sanzioni bancarie
L’offensiva sul campo corre di pari passo con quella finanziaria. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito nella lista nera una banca d’investimento turca, la Golden Global Yatirim Bankasi, insieme a due sue filiali.
Secondo Washington, questo istituto serviva a trasferire i ricavi petroliferi iraniani provenienti dalla Cina verso la Turchia. Lì il denaro veniva convertito in contanti e oro a favore delle reti finanziarie legate ai vertici iraniani.
Questa mossa rientra nell’operazione denominata “Economic Outcast”, pensata per soffocare i canali bancari paralleli usati per finanziare le attività militari.
Allarme sicurezza: evacuazioni e avvisi ai viaggiatori
La tensione non accenna a diminuire e contagia rapidamente le cancellerie diplomatiche. L’ambasciata americana in Bahrein ha diramato un’allerta urgente, consigliando ai propri cittadini sul posto di mettersi subito al riparo in luoghi protetti.
Parallelamente, il Dipartimento di Stato ha inasprito i bollettini di viaggio per tutto il quadrante, sconsigliando in maniera categorica qualsiasi spostamento in Libia a causa del quadro di sicurezza fortemente deteriorato.







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