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Analisi e studiEconomiaGiappone

Giappone nella trappola dei tassi: mutui alle stelle e famiglie sotto tiro, ma l’inflazione non si fermerà

La Banca del Giappone porta i tassi all’1,25%, il picco dal 1995. Una stretta decisa a maggioranza che colpisce l’80% dei mutui e getta in rosso i bilanci dei giovani, mentre i rincari del petrolio continuano a correre.

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Un balzo indietro di oltre trent’anni rischia di trasformarsi in una doccia fredda per milioni di famiglie. La Banca del Giappone ha alzato il tasso d’interesse di riferimento all’1,25%, toccando il livello più alto dall’aprile 1995. Una mossa decisa a soli tre mesi dalla stretta di giugno, che certifica l’addio definitivo a decenni di tassi a zero, ma che ha spaccato il direttivo: il voto si è chiuso con un teso 7 a 2, con il dissenso esplicito dei membri Toichiro Asada e Ayano Sato. Il dissenso nel board di una banca centrale è un evento non ordinario che mostra una profonda tensione.

Ecco il grafico relativo da Tradingeconomics:

Tassi d’interesse Giappone

La giustificazione ufficiale è la solita: frenare la corsa dei prezzi al consumo ora al 1,8%. C’è però un dettaglio fondamentale che a Tokyo sembrano ignorare. L’inflazione attuale non nasce da una domanda interna impazzita, ma dal rincaro del petrolio e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Alzare il costo del denaro non farà zampillare un solo barile di greggio in più. In compenso, rischia di soffocare l’economia reale e non dà garanzie di sostenere davvero lo yen.

Gli effetti pratici sulle tasche dei cittadini saranno immediati e dolorosi:

  • Mutui variabili nel mirino: circa l’80% di chi compra casa in Giappone ha scelto il tasso variabile. Le banche stanno già cancellando le offerte speciali con tassi vicini allo zero, scaricando l’aumento sui debitori.
  • Giovani in difficoltà: le stime indicano che i nuclei familiari tra i 20 e i 29 anni, carichi di rate per l’acquisto della prima casa, subiranno un saldo negativo di circa 50.000 yen all’anno. I guadagni dai depositi restano infatti briciole rispetto al peso delle rate.
  • Freno al mattone: la corsa agli appartamenti di lusso nelle grandi città rischia una brusca frenata, con il credito che diventa più caro per costruttori e acquirenti.
  • Borsa e titoli di Stato: i rendimenti dei titoli governativi salgono, attirando capitale ma appesantendo il debito pubblico, mentre le azioni vedono svanire l’effetto trainante del denaro facile.
Voce economicaSituazione precedenteNuovo scenario (Tasso 1,25%)Impatto pratico
Mutui variabiliTassi promozionali vicini allo 0%Rincari stimati fino a mezzo puntoRate mensili più pesanti per l’80% dei mutuatari
Famiglie 20-29 anniBilancio in pareggioPerdita stimata di 50.000 yen/annoMinore spesa per consumi
Costo dell’energiaRincari da importazionePressione invariataIl rialzo dei tassi non abbassa il prezzo del greggio

La ricetta ortodossa della banca centrale rischia di produrre l’ennesimo paradosso. Si colpiscono i lavoratori e chi ha un mutuo sulle spalle per curare una febbre che arriva dall’estero, comprimendo gli stipendi reali proprio mentre cominciavano timidamente a crescere.

Senza una ripresa solida della produzione e consumi vivaci, trasformare il Giappone in un paese a tassi alti non salverà la valuta, ma renderà solo più poveri i cittadini comuni, il che senza neanche migliorare la quotazione dello Yen che, invece che rafforzarsi, si è indebolito dopo l’annuncio dell’aumento dei tassi. In questo momento questo tipo di politiche rischia di essere controproducente.

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