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Germania al bivio: Friedrich Merz a rischio crollo in 12 ore. Il cancelliere intrappolato tra benzina alle stelle e ribellione interna
Due elezioni regionali decisive possono affondare Friedrich Merz: con la benzina alle stelle, la CDU al minimo storico e la popolarità al 10%, la Germania rischia una nuova crisi di governo.

Il conto alla rovescia è iniziato e la politica tedesca rischia di franare all’improvviso. Per Friedrich Merz non si tratta di una normale tornata elettorale: le urne aperte a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore possono trasformarsi nel capolinea del suo governo prima ancora che sia riuscito a mettere radici.
Il quadro per la CDU è allarmante. Nel Nord-Est rurale il partito del cancelliere rischia di scivolare sotto la soglia di sbarramento del 5%, un’umiliazione storica che cancellerebbe i popolari da un parlamento regionale per la prima volta nella storia federale. A Berlino, intanto, la sinistra radicale di Die Linke insidia il primato della coalizione cittadina. Comunque vada, la CDU rischia di enssere ininfluente.
Il panico da distributore e i conti che non tornano
A condannare la cancelleria non sono state le sottigliezze diplomatiche, ma i prezzi esposti alle pompe di benzina. Con il diesel schizzato a oltre 2,45 euro al litro e la verde sopra i 2,30 euro a causa dei conflitti in Medio Oriente, la Germania profonda ha presentato il conto. Ci sono pompe in cui il prezzo del gasolio ha superato i tre euro al litro.
La reazione di Merz ha avuto il sapore dell’improvvisazione elettorale. Dopo mesi passati a predicare rigore sui conti pubblici, il cancelliere ha annunciato in fretta e furia un taglio fiscale sui carburanti da 17 centesimi e un futuro tetto ai prezzi. Una misura da circa 2,5 miliardi di euro, pagata a metà dai singoli Länder, che sa di mossa disperata per comprare voti all’ultimo minuto.
Quando i costi di trasporto e riscaldamento divorano i salari, la promessa di stringere la cinghia non fa presa. I cittadini chiedono liquidità e protezione del reddito, non prediche sui sacrifici.
Cinque strade per un solo labirinto
La partita che si apre nelle stanze del potere tedesco presenta cinque sbocchi principali:
- Sopravvivenza sotto tutela: La CDU supera il 5% a Schwerin e regge a Berlino. Merz evita le dimissioni, ma la governatrice socialista Manuela Schwesig diventa l’arbitro del governo, imponendo lo stop ai tagli alle pensioni e un’inversione ai pochi tagli effettuati. Con appena 12 voti di maggioranza al Bundestag, Merz rischierebbe la crisi a ogni voto parlamentare. Sopravviverebbe, ma politicamente sarebbe già finito.
- La scossa di coalizione: Spaventati dall’avanzata di Alternative für Deutschland (AfD) e dalle minacce estere, CDU e SPD congelano i litigi e varano aiuti a famiglie e imprese contro il carovita. Una soluzione simile alla precedente, con un grosso allargamento dei cordoni della borsa, ma concordato. La CDU galleggia, ma si contraddice con la propria natura e, soprattutto, il deficit vola ben oltre il 3%.
- La rivolta interna: Se la CDU esce dal parlamento del Meclemburgo, la base si ribella. Dopo il recente siluramento dell’ex capogruppo Jens Spahn, il partito ha dimostrato di non avere più pazienza e potrebbe scaricare il suo leader senza complimenti. Si va alla crisi politica per mano della CDU, almeno sino al cambio del Leader.
- Il sacrificio a metà: Per salvare la carica di capo del governo, Merz potrebbe lasciare la presidenza del partito al governatore del Nord Reno-Vestfalia Hendrik Wüst, rimanendo cancelliere. Una soluzione che allungherebbe l’agonia ma certificherebbe la sua debolezza.
- L’asse Wüst-Söder per la Cancelleria: I due pesi massimi regionali trovano un accordo per guidare il Paese. La SPD accetterebbe un cambio di premier per scongiurare nuove elezioni anticipate, che sarebbero disastrose, aprendo la strada al bavarese Markus Söder o allo stesso Wüst, più probabile. Avremmo un tentativo di dare una raddrizzata al governo. Wurst è giovane, fortemente anti AfD, Söder più nazional popolare, ma, alla fine, a parte lo stile, non potrebbero fare molto di diverso.
Un pugile suonato al centro del ring
Non è un caso che Merz abbia già cancellato il viaggio previsto per l’Assemblea Generale dell’ONU a New York: la casa brucia e allontanarsi equivarrebbe a trovare la serratura cambiata al ritorno.
Fra meno di 12 ore sapremo se il cancelliere avrà ancora una maggioranza e una carriera politica. In ogni caso, la Germania e l’intera economia europea si trovano davanti a un problema enorme: Friedrich Merz gode oggi di un’approvazione popolare ferma a un misero 10%, senza reali possibilità di risalita. Con un leader così debole al timone, il motore economico tedesco resta privo di guida. Il problema è che, con questa CDU e con l’allenza con la SPD, non ci sono reali possibilità di cambiamento della politica tedesca: chiunque erediterà lo scettro è destinato a fallire, anche se in modo diverso e, magari, meno spettacolare.







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