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Gas. Rinaldi (FN): meno flussi russi hanno spinto al rialzo i prezzi. Lo documenta l’UE

«Il venir meno di una quota rilevante delle forniture russe ha ristretto l’offerta europea e contribuito all’aumento dei prezzi del gas. Non è un’opinione di Antonio Maria Rinaldi, responsabile nazionale della Direzione economica di Futuro Nazionale, ma lo affermano documenti ufficiali delle istituzioni europee».
«La Commissione europea, nella relazione COM(2024) 136 final, “Relazione su prezzi e costi dell’energia in Europa”, collega l’interruzione senza precedenti dell’approvvigionamento europeo di gas naturale ai livelli eccezionalmente elevati raggiunti dai prezzi del gas e dell’elettricità. Nel Rapporto trimestrale sul mercato europeo del gas relativo al terzo trimestre 2022, pubblicato dalla Direzione generale Energia il 13 gennaio 2023, la Commissione afferma inoltre che la progressiva riduzione dei flussi attraverso Nord Stream 1 spinse i prezzi all’ingrosso oltre 300 euro per megawattora alla fine di agosto».
«La Corte dei conti europea è ancora più esplicita. Nella Relazione speciale 09/2024, “Sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’UE”, scrive che il rapido abbandono delle importazioni russe, che nel 2021 rappresentavano il 45% delle importazioni di gas dell’Unione, creò una crisi dell’offerta che innescò, a sua volta, una crisi di accessibilità economica. Nell’agosto 2022 il prezzo all’ingrosso raggiunse 339 euro per megawattora, contro i 51 euro dell’agosto precedente. La Corte ricorda anche che già nel 2014 la Commissione aveva previsto che la necessità di sostituire i volumi russi sarebbe stata accompagnata da aumenti dei prezzi».
«Il TTF poi non determina un prezzo calato dall’alto: è il principale hub virtuale e parametro di riferimento del mercato europeo del gas, nel quale il prezzo si forma anche in funzione dei volumi disponibili. Pensare che la legge universale della domanda e dell’offerta non valga sul TTF significa non comprendere come si forma un prezzo di mercato».
«La forte riduzione delle forniture russe è stata fronteggiata aumentando le importazioni di GNL, ricorrendo ad altri fornitori e riducendo i consumi. Queste misure hanno consentito all’Europa di preservare la sicurezza degli approvvigionamenti, ma non hanno impedito l’impennata dei prezzi, che nell’agosto 2022 raggiunsero un picco di 339 euro per megawattora. Nessuno sostiene che il gas russo fosse regalato: il punto è che sostituire rapidamente una quota così rilevante dell’offerta, in un mercato già teso, ha avuto un costo. A parità delle altre condizioni, una maggiore disponibilità di gas avrebbe reso il mercato meno teso e il prezzo verosimilmente più contenuto».
Antonio Maria Rinaldi







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