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Flop tedesco sui cieli: salta l’affare del super-drone Ghost Bat. Perché Pistorius resta a terra fino agli anni Trenta
Addio all’acquisto lampo da 800 milioni di euro: il piano di Boris Pistorius per dotare la Bundeswehr del caccia senza pilota MQ-28 Ghost Bat naufraga tra carenze tecniche, veti sul software e guerre tra colossi della difesa.

Dopo il fallimento dei mega progetti europei del FCAS e del MGCS un altro flop colpisce i progetti di riarmo teutonici. L’accordo da oltre 800 milioni di euro con cui il ministro della Difesa Boris Pistorius voleva dotare la Luftwaffe del drone d’attacco stealth MQ-28 “Ghost Bat” entro il 2029 è ufficialmente saltato. La Germania resterà priva di questa capacità strategica in profondità almeno fino al decennio successivo.
L’MQ-28 Ghost Bat, sviluppato da Boeing in Australia, è un vero e proprio caccia a reazione senza pilota, progettato per operare ad alte velocità subsoniche e sfuggire ai radar.
Nel gergo militare viene definito Loyal Wingman, ovvero “gregario fedele”. Il suo compito operativo è scortare i caccia con pilota umano (come gli Eurofighter Typhoon o i futuri F-35), volare in avanscoperta e penetrare lo spazio aereo più conteso del nemico, compiendo anche attività d’attacco in aree contese.
Dotato di sofisticati sensori e carichi bellici interni, il velivolo deve localizzare e distruggere batterie missilistiche e centri di comando a terra. In sostanza, un bersaglio avanzato pronto a sacrificarsi per non far abbattere velivoli con equipaggio umano.

MQ 28 Ghost Bat in volo
La NATO richiede agli alleati di disporre di tali capacità entro il 2035. Davanti alle crescenti tensioni a est, Pistorius aveva deciso di bruciare le tappe di sei anni: comprare subito almeno dodici macchine già collaudate e formare i piloti tedeschi a partire dal 2029.
L’operazione governativa è naufragata a luglio, durante un vertice riservato tra i vertici della Luftwaffe e il BAAINBw, il temuto ufficio federale per gli armamenti. L’opzione di un acquisto diretto da stato a stato con Canberra è stata formalmente cancellata.
Il primo intoppo è di natura tecnica: il Ghost Bat non fa ancora quello che serve alla Germania. Le analisi hanno evidenziato che nessun sistema oggi pronto sul mercato soddisfa i requisiti della Luftwaffe per l’attacco di precisione contro obiettivi terrestri fortificati.
Per integrare i carichi d’attacco richiesti servirebbero modifiche strutturali complesse, incompatibili con la scadenza del 2029. Comprare in fretta un jet senza pilota per poi lasciarlo fermo negli hangar in attesa di aggiornamenti sarebbe stato un azzardo indifendibile persino per gli standard berlinesi.
A pesare in modo determinante è stata anche la politica industriale. Gli 800 milioni stanziati avrebbero arricchito l’industri austrialiana e americana, senza ricadute
A questo si somma il nodo critico della sovranità digitale. Il ministero della Difesa esige il controllo esclusivo del codice sorgente e del software di missione: impensabile affidare l’intelligenza artificiale di un caccia da guerra ad algoritmi esteri di cui non si possiedono le chiavi d’accesso.
| Parametro | Piano originario Pistorius | Nuova procedura ministeriale |
| Metodo di acquisto | Accordo diretto intergovernativo con l’Australia | Gara pubblica comparativa aperta dal 2027 |
| Piattaforma designata | Boeing MQ-28 Ghost Bat | Confronto aperto (Airbus, Helsing, Boeing-Rheinmetall) |
| Tempistiche operative | Consegna ed entrata in servizio nel 2029 | Rinvio ai primi anni Trenta (2031-2035) |
| Spesa stimata | Oltre 800 milioni di euro | Da rideterminare in sede di gara |
| Controllo tecnologico | Software proprietario extra-europeo | Controllo nazionale su avionica e dati tattici |
La brusca frenata rimette in gioco l’industria continentale. Airbus ha colto la palla al balzo testando in Europa il dimostratore Valkyrie con Kratos, mentre la tedesca Helsing spinge per integrare i propri sistemi di intelligenza artificiale militare.
Persino la cordata formata da Boeing e Rheinmetall, che sperava di salvare l’operazione assemblando componentistica tedesca sulla cellula australiana, dovrà ora rimettersi in fila e competere a partire dal 2027.
La tanto sbandierata “svolta epocale” (Zeitenwende) delle forze armate tedesche incassa così un altro colpo. La Germania forse tutelerà meglio la propria filiera produttiva, ma nel frattempo il vuoto tattico resta scoperto e la modernizzazione della Bundeswehr si perde nella consueta palude burocratica. Tutto procede con incredibile lentezza, mente l’Italia ha ben tre diversi progetti per l’uso di Loyal wingman.







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