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Crisi di Ceuta: tra gli ingressi di massa spuntano gli infiltrati radicali. «Non ce ne andremo finché non vi avremo piegati»
I servizi di sicurezza spagnoli scoprono militanti nazionalisti infiltrati negli ingressi a Ceuta: imboscate ai militari, propaganda sui social per annettere la città e polizia in stato di emergenza fino a novembre.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo ABC, dietro l’ondata di ingressi a Ceuta non ci sono soltanto persone in cerca di fortuna, ma anche agitatori e militanti nazionalisti marocchini infiltrati con un obiettivo preciso: destabilizzare l’enclave spagnola, attaccare le forze dell’ordine e incitare all’occupazione del territorio.
I servizi di informazione della Polizia Nazionale e della Guardia Civil hanno aperto indagini approfondite su diversi profili finiti sotto osservazione. I sospettati non nascondono le proprie intenzioni e utilizzano i social network per coordinare le azioni e chiamare alla rivolta.
Tra i messaggi intercettati dagli investigatori spiccano frasi inequivocabili: «Vi abbiamo colpiti e non ce ne andremo finché non avremo finito di rovinarvi. Voi ve ne andrete e noi resteremo qui». Un altro video diffuso su TikTok e Instagram mostra un tono ancora più esplicito: «Fratelli, abbiamo occupato Ceuta. Ormai Ceuta è marocchina e gli spagnoli se ne stanno andando».
Questi proclami non sono semplici spacconate virtuali, ma accompagnano una precisa strategia sul campo che preoccupa i vertici della sicurezza di Madrid:
- Regia occulta delle folle: gli agenti hanno individuato veri e propri capipopolo che guidano i gruppi, impartiscono ordini e si presentano come unici interlocutori davanti alle autorità e alle organizzazioni non governative.
- Aggressioni pianificate: la recente imboscata ai danni dei militari spagnoli, condotta da oltre trenta persone con ruoli ben distribuiti, conferma l’esistenza di una catena di comando operativa.
🔴 #URGENTE | Los inmigrantes ilegales de Ceuta han atacado esta madrugada los vehículos de los militares españoles.
Este es el estado de algunos de los coches y camiones del Ejército que les ha ayudado a instalarse en polideportivos. pic.twitter.com/KnT9RU35AM
— Vito Quiles 🇪🇸 (@vitoquiles) August 27, 2026
- Propaganda e reclutamento: i radicali cercano costantemente di radicalizzare gli altri migranti presenti nella città autonoma e di spingere migliaia di connazionali a forzare la frontiera del Tarajal.
- Mimetizzazione nelle proteste: il timore concreto della polizia è che questi soggetti si infiltrino nelle manifestazioni di piazza per provocare incidenti e far esplodere la tensione civile tra residenti e nuovi arrivati.
La situazione sul terreno è arrivata a un livello di allarme tale da costringere il Ministero dell’Interno a misure straordinarie. L’apparato di sicurezza locale è al collasso operativo e non riesce più a gestire l’identificazione e la schedatura delle persone entrate nell’ultimo mese. Addirittura i cittadini esasperati hanno dato fuoco ad un accampamento di migranti per costringerli a tornare indietro. L’inanità di Sanchez sta portando la situazione al limite della tensione.
La Direzione Generale della Polizia ha inviato una circolare urgente a tutte le questure della penisola per reclutare rinforzi immediati da inviare a Ceuta in regime di missione. La Polizia Scientifica dovrà allestire squadre di emergenza per rilevare impronte digitali e fotosegnalare migliaia di individui. Questo dispositivo speciale resterà attivo per almeno dodici settimane, coprendo l’intero autunno fino alla fine di novembre.
Presso la zona industriale di El Tarajal sono state allestite otto nuove postazioni di lavoro all’interno del Centro di Accoglienza Temporanea per Stranieri (CATE). A queste si affiancheranno gli specialisti della Protezione Internazionale per vagliare a tappe forzate le richieste di asilo ed evitare che elementi violenti o estremisti ottengano permessi di soggiorno temporanei facendo leva sulla lentezza burocratica.
L’operazione di Ceuta dimostra quanto sia fragile il confine meridionale europeo quando la pressione migratoria viene sfruttata come strumento di logoramento. La Spagna si trova ora a gestire una crisi di sovranità interna in una città cinta da mura dove gli agenti devono contemporaneamente fare da doganieri, investigatori antiterrorismo e mediatori sociali. Se non verrà ripristinato un controllo rigoroso e immediato delle frontiere, il rischio è che la convivenza a Ceuta salti definitivamente, lasciando campo libero a chi considera quel territorio come terra di conquista già acquisita.






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