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Cieli contesi a 200 chilometri di distanza: la Francia corre ai ripari con il missile COMET per salvare il Rafale

Dopo gli scontri aerei a lunghissimo raggio tra India e Pakistan e l’avanzata dei missili cinesi PL-15, la Francia accelera sullo sviluppo del missile COMET da 300 km per difendere la superiorità e le commesse del caccia Rafale.

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Nei cieli moderni non ci si guarda più negli occhi prima di sparare. Lo scontro aereo tra India e Pakistan ha mostrato una realtà brutale: i caccia moderni si colpiscono a distanze comprese tra 180 e 200 chilometri, senza nemmeno incrociare le proprie scie. Ormai il dogfighting sembra il ricordo di un passato lontano. Per l’industria militare francese ed europea è stato un campanello d’allarme immediato.

I missili cinesi PL-15 forniti a Islamabad hanno imposto un cambio di passo urgente. Parigi ha compreso che il pur ottimo Meteor rischia di essere superato prima del previsto. Per evitare che il fiore all’occhiello dell’export transalpino, il caccia Rafale, finisca sotto scacco, la Direzione Generale degli Armamenti (DGA) ha lanciato a tempo di record il programma per un nuovo vettore a lunghissimo raggio: il COMET.

Il trauma tattico dello scontro indo-pakistano

Durante l’Operazione Sindoor, i caccia indiani hanno condotto attacchi di precisione a distanza di sicurezza per non entrare nello spazio aereo avversario. La risposta pakistana non si è fatta attendere: caccia J-10CE e JF-17 armati con i missili cinesi PL-15E hanno ingaggiato battaglia da distanze siderali.

Missile PL.-15 E caduto in India

Il bilancio finale è rimasto avvolto dalla nebbia della propaganda militare di entrambi i fronti, tra abbattimenti rivendicati e smentite. Il dato tecnico oggettivo, però, ha gelato gli stati maggiori occidentali: il combattimento aereo oltre il raggio visivo (BVR) non è più una teoria da manuale, ma il terreno su cui si decide la sopravvivenza dei piloti.

Fino a ieri, il missile europeo Meteor — dotato di un sofisticato motore a statoreattore capace di mantenere velocità ed energia elevate lungo tutta la traiettoria — garantiva la supremazia al Rafale. Ma l’evoluzione delle armi di Pechino, con l’introduzione del PL-15 e soprattutto del mostruoso PL-17 accreditato di 400 chilometri di gittata, ha azzerato il margine di sicurezza occidentale.

Il missile MBDA Meteor

La nascita di COMET: un missile pragmatico per il 2030

Patrick Pailloux, a capo della DGA francese, ha annunciato davanti all’Assemblea Nazionale una svolta radicale nei metodi di sviluppo militare. La Francia punta a mettere in linea il missile COMET già entro il 2030.

Il requisito tecnico richiesto ai progettisti di MBDA è essenziale: il missile deve essere pronto in fretta, funzionare senza intoppi e colpire molto lontano, con una gittata stimata fino a 300 chilometri. Per rispettare una scadenza così stretta, Parigi ha scelto una via diversa da quella utilizzata solitamente per lo sviluppo per le armi occidentali:

  • Non verrà usato il complesso statoreattore del Meteor, costoso e lungo da affinare;
  • Si impiegherà più probabilmente un motore a razzo a solido a doppia accensione (dual-pulse), più economico e rapido da produrre.

    Dual Pulse rocket engine

  • L’arma fungerà da soluzione ponte per armare i Rafale standard F4 e F5, in attesa di sviluppare una piattaforma di nuova generazione insieme al Regno Unito.

Il collo di bottiglia del radar e la guerra dei dati

Lanciare un missile a 300 chilometri crea però una complicazione tecnica notevole: l’aereo deve essere in grado di vedere il bersaglio prima di aprire il fuoco. Il muso del Rafale monta un radar AESA performante, ma con un’antenna fisicamente contenuta, incapace di rilevare autonomamente bersagli a bassissima traccia radar a distanze così estreme.

Il COMET non sarà quindi un’arma isolata. Dovrà operare all’interno di una rete integrata, sfruttando i dati inviati da velivoli radar AWACS (come i futuri GlobalEye), droni spia avanzati o caccia alleati posti più avanti nella linea di contatto. Non sarà l’aereo lanciatore a vedere l’aereo, ma una rete di sensori o di altri aerei, o addirittura di droni.

La corsa globale ai missili a lungo raggio

MissileNazione di origineGittata stimataTipo di bersaglio primario
MeteorEuropa (MBDA)~200 kmCaccia da superiorità aerea
COMETFrancia~300 kmCaccia avanzati e nodi di supporto
PL-15 / PL-17Cina200 – 400 kmCaccia, cisterne e aerei radar (AWACS)
AIM-174B / AIM-424Stati Uniti280 – 460 kmVelivoli strategici e interdizione a lungo raggio
R-37MRussia300 – 400 kmAerei radar, aerocisterne e bombardieri

La dottrina militare asiatica e russa punta esplicitamente ad “accecare” il nemico, abbattendo i suoi aerei AEW, in modo da non permettergli di controllare lo spazio aereo. Colpire da 300 o 400 chilometri gli aerei cisterna e le piattaforme radar significa costringere i caccia nemici a volare senza carburante e senza occhi, rendendoli del tutto inoffensivi.

La posta in gioco economica per la Francia

Dietro l’urgenza di sviluppare il COMET non ci sono solo dottrine di difesa aerea, ma pesanti interessi industriali e commerciali. Il caccia Rafale rappresenta il principale motore delle esportazioni dell’industria bellica francese. Gare multimiliardarie, come la commessa per 114 caccia avanzati richiesta dall’aeronautica militare indiana, dipendono direttamente dal pacchetto di armamenti che Parigi può offrire sul piatto.

Se il Rafale rischiasse di trovarsi a corto di gittata rispetto ai velivoli cinesi o russi schierati dai vicini regionali, i clienti internazionali guarderebbero altrove. Investire subito nella filiera missilistica di MBDA e Dassault non è solo una spesa militare: è una manovra di politica industriale strategica per proteggere commesse da decine di miliardi di euro, garantendo commesse stabili, occupazione qualificata e indipendenza tecnologica all’Europa.

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