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La trappola di Hormuz e il grande affare del Golfo: l’Iraq è costretto a svendere il greggio con sconti fino a 27 dollari

Baghdad rischia il blocco delle esportazioni a causa della crisi a Hormuz e cede milioni di barili con ribassi fino a 27 dollari: Abu Dhabi ne approfitta, raffina il petrolio scontato e vende il proprio a prezzo pieno.

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La crisi di Hormuz sta creando dei rapporti commerciali curiosi, legati alla capacità di esportare, o meno, dall’area il petrolio. ADNOC sta acquistando decine di milioni di barili di greggio iracheno a prezzi fortemente scontati, ne raffina gran parte sul proprio territorio e libera così una quantità maggiore dei propri barili per l’esportazione attraverso una rotta che evita lo Stretto di Hormuz.

Il produttore degli Emirati Arabi Uniti ha concordato di acquistare 32 milioni di barili di petrolio greggio iracheno per il mese di agosto con sconti compresi tra 24,90 e 27 dollari al barile e altri 40 milioni di barili per settembre, secondo fonti citate da Reuters. Gli acquisti di settembre includevano 10 milioni di barili con uno sconto di 18 dollari e altri 30 milioni di barili con uno sconto di 25 dollari.

I prelievi effettivi sono stati inferiori perché l’Iraq sta ancora faticando a far uscire il greggio. All’ADNOC sono stati assegnati 32 milioni di barili per agosto, ma ne ha prelevati circa 20 milioni dopo che i vincoli alle esportazioni ne hanno limitato la disponibilità, ha affermato una fonte. Finora, nel mese di settembre, ne ha prelevati altri 14 milioni.

Secondo Kpler, l’Iraq ha esportato solo 1,374 milioni di barili al giorno a luglio, per poi risalire a 2,354 milioni di barili al giorno ad agosto. Le esportazioni di settembre si attestano intorno ai 2 milioni di barili al giorno. Molto lontani ancora dalle esportazioni ante crisi di Hormuz, ma comunque in crescita.

Il mese scorso l’Iran ha concesso ad alcune petroliere irachene il permesso di attraversare lo Stretto di Hormuz a seguito delle richieste provenienti da Baghdad. L’Iraq dispone di scarsa capacità di trasporto via mare propria e storicamente ha trasportato la maggior parte del proprio greggio attraverso il Golfo Persico, lasciando i propri barili particolarmente esposti alle interruzioni. Tali limitazioni stanno generando sconti straordinari.

L’ADNOC dispone di una logistica notevolmente migliore. Gli Emirati Arabi Uniti possono trasportare il proprio greggio attraverso l’oleodotto fino a Fujairah, dove le petroliere vengono caricate al di fuori dello Stretto di Hormuz. Le esportazioni di greggio degli Emirati Arabi Uniti sono aumentate da 2,871 milioni di barili al giorno a luglio a 3,236 milioni di barili al giorno finora a settembre. Ci stiamo avvicinando, lentamente, ai quantitativi ante crisi, e attività sono in corso per riuscire a ristabilire completamente la capacità di trasporto.

Secondo una fonte di Reuters, l’ADNOC prevede di far passare gran parte del greggio iracheno attraverso la propria raffineria di Ruwais per ottenere prodotti raffinati,  e di vendere una maggiore quantità di greggio degli Emirati Arabi Uniti sul mercato internazionale.

Anche altri acquirenti hanno colto l’occasione. PetroChina, Zhenhua Oil, TotalEnergies, Vitol, Trafigura, Mercuria e Cathay Petroleum hanno a loro volta acquistato barili iracheni offerti con forti sconti. Ovviamente lo sconto serve a ripagare i maggiori costi di trasporto all’esterno del Golfo Persico,

L’Iraq intende aumentare la produzione da circa 4 milioni di barili al giorno prima della guerra a una cifra compresa tra 8 milioni e 10 milioni di barili al giorno entro sei anni.

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