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Assegno da 5.000 dollari a ogni americano se vince il voto: Trump può far saltare il banco dei conti pubblici

Assegno da 5.000 dollari a ogni cittadino in cambio del voto: il piano di Trump scuote l’America tra carovita, allarme debito e rischio inflazione.

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Cinquemila dollari sul conto corrente di ogni cittadino adulto se il Partito Repubblicano mantiene il controllo del Congresso alle elezioni di Midterm. Donald Trump ha scelto la convention repubblicana di Dallas per lanciare una promessa che assomiglia a un terremoto finanziario.

Si tratta di una scossa calcolata per un Paese dove il costo della vita è ormai fuori controllo e colpisce una larga fascia della popolazione.

Con i prezzi dei carburanti alle stelle e la crisi in Medio Oriente che non accenna a spegnersi, le famiglie americane hanno il fiato corto. Fare il pieno all’auto o pagare la spesa settimanale è diventato un incubo quotidiano per la classe media. In questo clima di forte tensione sociale, la promessa di denaro fresco e immediato parla direttamente alla pancia di chi non arriva alla fine del mese.

La proposta prevede però una clausola ferrea: l’assegno dovrà essere speso esclusivamente all’interno dei confini statunitensi. Niente acquisti in Cina, niente viaggi all’estero, nessun deflusso di capitali oltrefrontiera. Come questo sarà realizzato per ora è un mistero: il bonus, ad esempio, potrebbe essere sotto forma di stablecoin, una forma di dollaro digitale che possa essere speso solo internamente.

L’impianto economico è evidente. Si tratta di una gigantesca iniezione di liquidità finalizzata a sostenere la domanda interna e rimettere in moto i consumi domestici. Chiudendo il circuito monetario all’interno della nazione, l’obiettivo dichiarato è far rimbalzare ogni singolo dollaro tra negozi, officine e fabbriche americane. Un modello di spesa pubblica pura, che punta sul moltiplicatore dei consumi privati per sostenere il Prodotto Interno Lordo.

I numeri dietro questa operazione sono monumentali e mostrano l’altra faccia della medaglia:

Voce di bilancioValore attuale (2026)Proiezione con la misura
Costo totale della misuraOltre 1.200 miliardi di dollari
Deficit primario federale780 miliardi di dollariCirca 2.000 miliardi di dollari
Rapporto deficit / PIL5,8%9,4% nel 2027
Debito pubblico totale USAOltre 40.000 miliardi di dollariForte accelerazione verso nuovi record

Secondo le stime del Committee for a Responsible Federal Budget, il costo supererebbe la somma di tutti e tre gli assegni straordinari distribuiti durante l’emergenza Covid. Il deficit primario raddoppierebbe in un solo colpo, portando il disavanzo complessivo alla vertiginosa cifra di 3.100 miliardi di dollari.

Qui si apre una china scivolosa, soprattutto sul piano politico. Per decenni i Repubblicani hanno fatto della disciplina di bilancio, del taglio della spesa statale e della lotta al debito la propria bandiera identitaria. Oggi, invece, il leader del partito propone una misura di pura elargizione diretta. Se passa questo principio, quale sarà il limite per le prossime campagne elettorali? Andremo avanti a colpi di bonus a fondo perduto a ogni tornata di voto, trasformando le elezioni in un’asta pubblica a spese dell’erario?

Il paradosso è evidente anche a molti conservatori al Congresso, che non sono invogliati ad appoggiare la misura:

  • David Schweikert, deputato repubblicano dell’Arizona, ha dichiarato apertamente che si opporrà con tutte le forze alla misura, definendola una spinta verso una spirale distruttiva dei tassi d’interesse.
  • Ryan Young, economista del Competitive Enterprise Institute, ha ricordato che immettere oltre un trilione di dollari sul mercato farà inevitabilmente ripartire l’inflazione, costringendo la Federal Reserve ad alzare nuovamente il costo del denaro. Una minaccia più che concreta.
  • John Thune, leader della maggioranza repubblicana al Senato, ha preso tempo, evitando impegni formali e ricordando quanto sia difficile superare lo sbarramento procedurale dei sessanta voti a Capitol Hill.

Le ricadute pratiche per i cittadini rischiano di trasformare il beneficio in una trappola.

Se la Federal Reserve reagirà all’ondata di nuova spesa alzando i tassi, i cittadini si ritroveranno con cinquemila dollari in tasca, ma con rate del mutuo più care, interessi sui prestiti auto alle stelle e prezzi al consumo di nuovo in salita. Inoltre, con il debito federale sopra i 40.000 miliardi, gli investitori internazionali pretenderanno rendimenti sempre più alti per comprare i titoli del Tesoro americano, appesantendo i conti dello Stato per generazioni.

Non mancano comunque i fedelissimi pronti a tradurre l’annuncio in legge. Il senatore Bernie Moreno ha già promesso un testo normativo subito dopo il voto di novembre.

La mossa di Trump coglie nel segno della disperazione economica di milioni di lavoratori, ma scarica sui mercati finanziari una bomba a orologeria che difficilmente resterà innescata senza provocare danni. Almeno, invece di promettere bonus fumosi e dai risultati incerti, promette una cifra di denaro secca e pulita che potrebbe rilanciare i consumi generali, al contrario dei fumosi crediti fiscali che distorcono il mercato.

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