EconomiaFinanzaUSA
Wall Street stacca un assegno da 500 milioni per 20 banchieri: ma se arrivano le perdite, chi paga il conto?
Venti dirigenti di Goldman Sachs si dividono un maxi-premio da mezzo miliardo di dollari, con oltre 100 milioni al solo Ceo Solomon: una pioggia di ricchezza blindata che nessuno restituirà in caso di crisi.

Come sempre c’è chi tira la cinghia e chi gode: circa venti dirigenti di Goldman Sachs stanno per incassare un premio speciale in azioni da oltre mezzo miliardo di dollari. Una cifra monumentale, concentrata nelle mani di un ristretto comitato di vertice.
Il meccanismo è semplice: premiare i capi della banca per i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni. Il titolo ha corso, battendo quasi tutti i concorrenti, e ora è arrivato il momento di passare alla cassa.
A chi vanno davvero questi 500 milioni?
La fetta più grossa finisce sulla scrivania del capo assoluto. L’amministratore delegato David Solomon si prepara a intascare da solo una quota superiore ai 100 milioni di dollari.
Accanto a lui ci sono il suo braccio destro e designato successore, John Waldron, e una ristretta cerchia di capi divisione.
| Dirigente | Ruolo in Goldman Sachs | Quota stimata del premio |
| David Solomon | Amministratore Delegato (CEO) | Oltre 100 milioni di dollari |
| John Waldron | Presidente e Direttore Operativo (COO) | Quota multimilionaria di vertice |
| Ashok Varadhan, Dan Dees, Marc Nachmann | Capi delle principali divisioni di business | Quota ripartita del montepremi |
| Circa 15 membri del comitato di vertice | Dirigenti apicali del Management Committee | Quota restante dei 500 milioni |
Questo piano straordinario era nato nell’autunno del 2021, in piena sbornia da mercati euforici. All’epoca serviva ufficialmente a “trattenere i talenti”, ma all’inizio era stato disegnato su misura solo per i primi due capi.
Di fronte alle lamentele degli azionisti e della base aziendale, il consiglio ha pensato bene di allargare la torta ad altri diciotto fedelissimi del comitato di gestione.
Li ridaranno mai indietro se le cose andranno male?
Ecco il vero nodo, quello che fa infuriare chi lavora nell’economia di tutti i giorni. Se nei prossimi anni le scelte di questi manager dovessero causare perdite pesanti, restituiranno un solo dollaro?
La risposta è secca: no.
Le regole bancarie prevedono clausole di restituzione (clawback) quasi esclusivamente per frodi accertate o scandali giudiziari clamorosi. Non certo per una normale recessione, per investimenti sbagliati o per un crollo di mercato successivo.
Una volta che queste azioni saranno assegnate a fine mese, il denaro apparterrà loro per sempre. Il rischio economico, al contrario, resta interamente in capo agli azionisti, ai dipendenti comuni e, nei casi più estremi, al sistema economico generale. Come sempre nel settore delle banche e della finanzia, gli utili e i profitti sono merito dei vertici dirigenziali, mentre le perdite sono tutte colpa della base che non ha lavorato bene.







You must be logged in to post a comment Login