Economia
Urso accelera sul nucleare di quarta generazione ” non è più rimandabile”

“Stiamo valutando la realizzazione nel nostro Paese di small reactor di nuova generazione, cioè reattori nucleari di piccole dimensioni, puliti e sicuri, che possono essere trasportati all’interno di un container e installati laddove le imprese, i distretti industriali e le economie locali intendano farlo: in Italia, in Europa, nel Mediterraneo e ovunque nel mondo.” ha detto il ministro Adolfo Urso a margine del convegno “Nucleare: la sfida energetica per la crescita del paese” che so è temuto oggi a palazzo Wedekind a Roma.
“Siamo pienamente consapevoli che la scienza, la tecnologia e l’impresa italiana siano in grado di affrontare questa sfida tecnologica, che garantirà un futuro più libero ai nostri figli e alle nostre imprese. Il nucleare, infatti, è un’invenzione italiana della scuola di Fermi, ed è stato sviluppato nel nostro Paese che, fino al referendum, era la terza potenza nucleare civile al mondo, dopo l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti: c’era anche la piccola Italia.
Oggi abbiamo ancora più urgenza di farlo, perché il recente conflitto nel Golfo Persico e il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz ci mostrano quanto le linee di approvvigionamento energetico possano essere interrotte, con gravi conseguenze sul costo dell’energia e quindi sull’economia.
L’Italia, a differenza di Spagna, Francia e altri Paesi europei, non dispone di produzione nucleare sul proprio territorio e dipende sempre più dagli approvvigionamenti esteri. Ma il paradigma dell’epoca in cui viviamo è il conflitto, l’imprevedibilità, l’instabilità che circonda l’Europa.
Per questo dobbiamo garantire alle nostre famiglie, alle nostre imprese e ai nostri figli un’energia prodotta sul nostro territorio, così da liberarli dalla dipendenza dall’estero e dalle conseguenze di ciò che può accadere intorno a noi.”
Il ministro è poi tornato sulla annosa questione degli Ets “Abbiamo gia’ chiesto all’Europa di darci la possibilita’ di intervenire su quello che e’ il fronte dell’emergenza, cioe’ dell’energia e quindi della sicurezza economica del nostro Paese. Siamo convinti che si raggiungeranno quelle misure di flessibilita’ che possano consentire a noi e ad altri di agire con tempestivita’ per fronteggiare ogni emergenza”.
Il Governo stringe i tempi sui dossier energetici considerati vitali per la competitività del sistema produttivo nazionale. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si sono riuniti a Palazzo Piacentini per definire una strategia d’azione coordinata. Al centro del confronto, le necessità urgenti del comparto industriale, l’accelerazione delle fonti rinnovabili e la gestione delle materie prime critiche.
La notizia, confermata dal Ministro Pichetto Fratin durante l’evento organizzato da Agenda Italia, “La sfida energetica per la crescita del Paese”, delinea un percorso volto a snellire la burocrazia e a garantire stabilità ai prezzi energetici, messi sotto pressione dalle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz.
L’obiettivo dichiarato è incentivare gli investimenti privati alleggerendo il peso della macchina burocratica. In questo contesto, è stata ribadita la centralità delle sette proposte progettuali italiane inviate alla Commissione Europea nell’ambito del Critical Raw Materials Act. Queste iniziative, già approvate dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE), sostengono la candidatura dell’Italia come sede di siti pilota per lo stoccaggio strategico di minerali e metalli essenziali per la manifattura tecnologica.
Un passaggio fondamentale dell’agenda energetica riguarda il futuro dell’atomo sostenibile. Il Ministro Pichetto Fratin ha categoricamente smentito le indiscrezioni riguardanti un possibile rinvio del disegno di legge delega sul nucleare. “Questa mattina ho letto la rassegna stampa e ho letto di slittamenti: qualcuno di voi vada sul sito e tiri giù, ci sono 150 pagine di emendamenti”, ha precisato il titolare del Mase. Pichetto ha confermato di aver avuto un colloquio con il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per valutare il pacchetto di circa 500 emendamenti depositati. Molte di queste proposte, pur essendo valide nel merito, sono state giudicate troppo specifiche per una legge delega o non ancora mature rispetto all’evoluzione tecnologica dei prossimi cinque anni.
L’Italia insomma ritiene non piu rimandabile l’opzione del nucleare di quarta generazione, e intende procedere in questa direzione in maniera spedita, soprattutto alla luce delle tensioni che si sono create in medio oriente. Il nucleare fornisce una produzione stabile e prevedibile di energia elettrica, ideale per compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili, che da sole non vastano a coprire il fabbisogno energetico di un paese come il nostro. Avere centrali nucleari sul territorio permetterebbe di ridurre i costi di bilanciamento e aumentando la resilienza del sistema elettrico nazionale.
L’Italia importa gran parte del gas e del petrolio che alimentano la generazione flessibile a combustibili fossili. Il nucleare elimina questa dipendenza, contribuendo alla sicurezza energetica e alla stabilità dei prezzi dell’elettricità, un vantaggio competitivo per famiglie e imprese che si somma all’inevitabile fatto che un giorno queste fonti finiranno.
Investire nel nucleare di quarta generazione offre poi all’Italia la possibilità di acquisire un ruolo tecnologico di rilievo a livello mondiale. Queste tecnologie, più sicure ed efficienti, sono al centro di strategie globali per l’energia pulita e permettono di esportare know-how e soluzioni innovative, generando valore economico e occupazionale.
Nonostante l’Italia non abbia centrali operative sul proprio territorio, il Paese possiede competenze e aziende di livello internazionale. Nuclitalia (joint venture tra Ansaldo, ENEL e Leonardo), insieme a realtà innovative come Newcleo, mostra come il nostro tessuto industriale sia già pronto a sviluppare e realizzare progetti nucleari avanzati. A ciò si aggiungono le competenze scientifiche dell’ENEA, che vanta conoscenze dieccellenza nella sicurezza nucleare, nei materiali avanzati e nella progettazione di reattori. Questo patrimonio permette all’Italia di partecipare alla catena del valore globale senza partire da zero.
Nel PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, ci sono ipotesi che prevedono di avere tra gli 8 e i 16 GW di capacità nucleare installata entro il 2050 per una copertura tra 11% e 22% della domanda elettrica nazionale.









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