Economia
UnoAerre investe ad Arezzo: il nuovo stabilimento simbolo della resilienza del Made in Italy

Urso inaugura il sito produttivo di San Zeno: «Impresa, lavoro, tecnologia, cultura e territorio si rafforzano a vicenda». In arrivo al Mimit un tavolo tecnico dedicato al comparto orafo
In una fase internazionale segnata da tensioni commerciali, rallentamento dei consumi e crescente concorrenza globale, l’inaugurazione del nuovo stabilimento UnoAerre a San Zeno, in provincia di Arezzo, assume un significato che va ben oltre il singolo investimento industriale. Rappresenta la capacità del comparto orafo e dell’intera filiera italiana della moda di reagire alle difficoltà, innovare e continuare a scommettere sulla produzione nazionale.
A inaugurare il nuovo sito è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha ricordato come UnoAerre rappresenti da cento anni «la forza di un Made in Italy profondamente radicato nel territorio».
La storica azienda aretina, rilanciata dalla famiglia Squarcialupi, ha scelto di investire in un nuovo stabilimento e, quindi, nel proprio futuro. Una decisione che conferma quanto il legame tra industria, competenze artigianali e comunità locali continui a costituire uno dei principali punti di forza del sistema produttivo italiano.
«È questa la forza del Made in Italy: non soltanto un luogo di produzione, ma un marchio di eccellenza e qualità riconosciuto in tutto il mondo», ha sottolineato Urso. Un modello nel quale, ha aggiunto il ministro, «impresa, lavoro, tecnologia, cultura e territorio si incontrano e si rafforzano a vicenda».
Il nuovo stabilimento diventa così il simbolo di una resilienza concreta, fondata non sulla semplice conservazione del passato, ma sulla capacità di trasformare una tradizione centenaria in una leva per competere nei mercati contemporanei. L’oreficeria italiana, come la moda, deve infatti confrontarsi con l’aumento dei costi, la competizione dei produttori stranieri e uno scenario geopolitico sempre più incerto. La risposta non può che passare attraverso nuovi investimenti, innovazione tecnologica, formazione professionale e valorizzazione della qualità.
Il percorso industriale di UnoAerre ha ottenuto anche importanti riconoscimenti istituzionali: dall’iscrizione nel Registro dei marchi storici al francobollo dedicato al centenario dell’azienda. Segnali del valore non soltanto economico, ma anche culturale e identitario di un’impresa che ha contribuito a rendere Arezzo uno dei poli di riferimento dell’oreficeria italiana.
Secondo i dati richiamati dal ministro, nel 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 3,3%, con un aumento del 7,2% negli Stati Uniti. Nei primi sei mesi del 2026 l’export avrebbe registrato un ulteriore incremento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che, per Urso, smentiscono «i profeti di sventura» e dimostrano la capacità delle imprese italiane di diversificare i mercati e reagire a un contesto internazionale complesso.
La sfida, tuttavia, resta aperta. Il comparto orafo costituisce una componente strategica della filiera della moda e necessita di politiche industriali capaci di accompagnarne la crescita. Per questo il ministro ha annunciato che, nell’ambito del Tavolo della moda, sarà istituito un tavolo tecnico specificamente dedicato all’oreficeria, con l’obiettivo di coordinare gli strumenti già attivati dal governo e sostenere investimenti, innovazione e competitività internazionale.
L’inaugurazione di San Zeno racconta dunque un Made in Italy che non si limita a difendere la propria storia, ma costruisce nuove fabbriche e guarda ai mercati del futuro. UnoAerre dimostra che anche nelle fasi più difficili la manifattura italiana può crescere, purché continui a puntare sulle proprie caratteristiche distintive: qualità, creatività, tecnologia e radicamento territoriale. È proprio questa combinazione a rendere il sistema italiano difficilmente replicabile e a trasformare ogni investimento produttivo in un segnale di fiducia per l’intero Paese.
La strategia del governo per sostenere il Made in Italy
L’investimento di UnoAerre si inserisce in una strategia più ampia avviata dal governo per riportare la politica industriale e la tutela delle filiere al centro dell’agenda economica. Il principale riferimento è la legge quadro sul Made in Italy, la legge numero 206 del 2023, che ha introdotto strumenti per valorizzare, promuovere e proteggere le produzioni nazionali.
La legge prevede misure contro la contraffazione, interventi per salvaguardare i marchi storici e iniziative finalizzate alla trasmissione dei mestieri e delle competenze artigianali. Ha inoltre istituito la Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata ogni 15 aprile, per avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla storia industriale e produttiva del Paese.
Uno dei problemi più avvertiti dalle imprese riguarda infatti la difficoltà di reperire tecnici, artigiani e lavoratori specializzati. Per ridurre la distanza tra scuola e mondo produttivo è stata avviata la Fondazione “Imprese e Competenze per il Made in Italy”, chiamata a rafforzare la collaborazione tra istituti scolastici, territori e aziende e ad affiancare il nuovo Liceo del Made in Italy. L’obiettivo è evitare la dispersione di professionalità indispensabili e favorire il ricambio generazionale nelle filiere di eccellenza.
Un altro pilastro della strategia è il Fondo nazionale del Made in Italy, entrato nella fase operativa nel luglio 2026 con una dotazione complessiva di 900 milioni di euro. Lo strumento è stato concepito per sostenere la crescita delle imprese appartenenti alle filiere strategiche, favorire nuovi investimenti e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento delle materie prime critiche.
Il Fondo punta anche a mobilitare capitali privati e a rafforzare le aziende italiane sotto il profilo dimensionale, tecnologico e internazionale. Non si tratta, dunque, soltanto di contributi temporanei, ma del tentativo di costruire una politica industriale capace di accompagnare l’innovazione e consolidare la sovranità produttiva nazionale.
In questo quadro si colloca anche la maggiore attenzione riservata ai marchi storici, soprattutto quando aziende simbolo del patrimonio industriale italiano attraversano difficoltà o rischiano di essere delocalizzate. L’iscrizione di UnoAerre nel relativo Registro assume così un valore preciso: riconoscere che determinati marchi non sono semplicemente beni commerciali, ma parti della storia economica, culturale e sociale del Paese.
Le misure adottate indicano una direzione, anche se la vera prova sarà la loro capacità di tradursi in investimenti, maggiore produttività e nuova occupazione. Perché celebrare il Made in Italy non basta: occorre intervenire anche sul costo dell’energia, sull’accesso al credito, sulla burocrazia, sulle infrastrutture e sulla concorrenza internazionale. La difesa delle eccellenze italiane non può essere una semplice politica di conservazione, ma deve aiutare le imprese a innovare, crescere ed esportare, mantenendo in Italia produzione, lavoro e competenze.









You must be logged in to post a comment Login