Esteri
Un sempre più delirante Trump cerca di ridicolizzare Meloni

Ci risiamo il bullo Trump ritorna alla carica dopo il vertice G7 di Evian, e il suo obiettivo questa volta è ancora una volta Giorgia Meloni, che attacca dai microfoni de la 7, in maniera sorprendente per qualsiasi leader del mondo, ma non per lui che ormai al dialogo da bar ci ha abituato da tempo. Giorgia Meloni “probabilmente è contenta che io le abbia parlato, non ero obbligato a parlarle- ha detto il presidente americano, evidentemente ancora piccato per il reato di lesa maestà che la premier italiana avrebbe fatto criticandola. Mi ha implorato di fare una foto con lei, la voleva così tanto. Avrei anche potuto non farla, ma alla fine mi ha fatto pena“: affondo amaro per la premier da parte del presidente Usa, Donald Trump, che in una telefonata con L’Aria che tira, su La7, ha commentato il loro incontro in occasione del G7 di Evian. “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato” in Francia, “non ero obbligato a parlarle!”, ha aggiunto.
Quello che rimane di un simile linguaggio che chi conosce bene Giorgia Meloni, definisce assolutamente surreale e evidenzia l’ennesima prova di quanto il presidente americano, dietro a quei toni da spavaldo, nasconde invece una posizione di estrema debolezza, come mai forse nella storia è accaduto ad un presidente americano. Forse nemmeno a Jimmy Carter, che subì un onta incredibile a seguito della orribile gestione della crisi degli ostaggi proprio in Iran nel 1979, cosi come Trump rischia di crollare definitivamente da un accordo con il paese islamico che appare come un umiliazione storica pe la diplomazia diplomatica Usa.
Certo è che da quanto filtra da fonti interne, Palazzo Chigi non si aspettava certo simili parole, dopo i colloqui avuti con lui al G7, anche se ormai, basti pensare a quanto detto su Macron e la moglie qualche settimana fa dallo stesso Trump ( per poi ora esaltarlo come un fedele alleato), le note incontinenze verbali del presidente americano sono, secondo alcuni, il sintomo di qualche problema che va al di là del suo carattere assai suscettibile. Immediata la replica sui social della Meloni “Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita e non so perché si comporti così con i propri alleati. Non è del resto la prima volta che accade”. ha postato su Istagram la premier tra un incontro e l’altro di un teso Consiglio europeo.
Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari “i deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”.
Mentre il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti ha commentato sarcastico quella che è apparsa come il solito stucchevole ed inutile mostra di superbia di un presidente che sente evidentemente il peso di tutta la sua debolezza, di cui lui e solo lui è l’artefice, ” Con questi reiterati comportamenti, il Presidente degli USA mette a rischio lo storico rapporto tra gli Stati Uniti e l’Europa, proprio nel momento in cui l’Occidente ha più bisogno di unità, coesione e responsabilità. Colpisce il netto contrasto di un siffatto atteggiamento con il clima di rispetto, dialogo e collaborazione che ha caratterizzato, solo poche ore fa a Evian, il confronto di Trump con tutti gli altri leader del G7. Alimentare polemiche e divisioni non serve agli USA: non indebolisce l’Europa, non fa piegare la testa all’Italia di Giorgia Meloni. Se ne faccia una ragione il Presidente Trump”. ha detto Foti
Ma anche il leader di Azione, Carlo Calenda, difende la premier: “Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione”.
Mentre le opposizioni con il loro sempre ben noto grande spirito patriotica hanno approfittato dell’occasione per accusare la Meloni di irrilevanza, proprio mentre la premier è impegnata in un delicatissimo Consiglio europeo, in cui ha promosso e guidato la riunione informale dei Capi di Stato e di Governo del gruppo degli Amici della Coesione, che include 17 Paesi membri. L’incontro è stato organizzato per definire una linea comune in vista del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF 2028-2034) dell’Unione Europea. Un passaggio fondamentale visto che si decidono le sorti del prossimo bilancio europeo, che i cosiddetti frugali, Germania in testa, vorrebbero ridurre, con le immaginabili nefaste conseguenze del caso per il nostro paese.
Il presidente americano poi ha attaccato le politiche energetiche e migratorie dell’Unione, rispondendo a una domanda su cosa abbia suggerito di fare a Meloni e agli alleati europei sull’Ucraina: “Gli europei hanno sbagliato tutto sull’energia e hanno sbagliato tutto sull’immigrazione, e se non risolvono questi problemi l’Europa non sarà mai più la stessa. Probabilmente non riusciranno a risolverli. L’immigrazione è un disastro e l’energia, con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un disastro”, ha detto ancora l’inquilino della Casa Bianca.









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