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Un aereo militare USA atterra a Mosca: cosa nasconde la missione segreta del C-17 e quali sono i rischi geopolitici

Un aereo da trasporto militare della US Air Force è atterrato all’aeroporto Vnukovo di Mosca dopo essere partito dalla base presidenziale di Andrews. Dietro il volo misterioso ci sono trattative segrete o uno scambio di prigionieri.

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Un colosso dei cieli dell’aeronautica militare statunitense è atterrato nel cuore della Russia. In un momento di scontro totale tra Washington e il Cremlino, un Boeing C-17 Globemaster III con i contrassegni della US Air Force ha toccato la pista dell’aeroporto internazionale Vnukovo di Mosca. Non si tratta di un velivolo civile, ma del principale aereo da trasporto strategico del Pentagono, decollato direttamente dalla base che gestisce i viaggi della Casa Bianca.

I tracciati radar di Flightradar24 hanno confermato la rotta insolita. L’aereo è partito dalla Joint Base Andrews, in Maryland, ha fatto scalo tecnico a Charleston e poi a Riga, in Lettonia, prima di puntare dritto verso la capitale russa. La notizia, rilanciata immediatamente dai media di stato russi come TASS e dal quotidiano economico RBC, ha aperto una serie di interrogativi su cosa stia davvero accadendo dietro le quinte della diplomazia internazionale.

La rotta del volo e le conferme ufficiali

I dati di volo mostrano un percorso meticoloso. La base di partenza, Joint Base Andrews, è il centro nevralgico della mobilità presidenziale e delle missioni governative americane di alto livello. Da lì, il C-17 è volato verso il confine orientale della NATO, atterrando a Riga domenica scorsa.

Fonti del controllo del traffico aereo europeo hanno confermato all’agenzia TASS che il quadrimotore ha lasciato lo spazio aereo lettone per dirigersi oltre il confine russo. Dal Dipartimento della Difesa statunitense non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale, alimentando così l’inquietudine sui motivi reali di un simile movimento operativo in pieno territorio avversario. Ovviamente un volo del genere, attraverso il confine NATO in questo momento, deve essere stato den organizzato e concordato fra le parti.

Le tre ipotesi sul tavolo

Un aereo da trasporto militare pesante non atterra a Mosca per caso, anche perché i voli commerciali fra le due parti sono ora cancellati, dopo il conflitto in Ucraina. Gli analisti identificano tre scenari principali dietro questa missione riservata:

  • Scambio di prigionieri ad alto profilo: Le operazioni di scambio tra agenti dei servizi o cittadini detenuti richiedono aerei governativi protetti e corridoi aerei garantiti da entrambe le parti. Molto probabile.
  • Canale diplomatico segreto: L’invio di una delegazione governativa di altissimo rango per negoziare dossier urgenti lontano dai riflettori della stampa. Sarebbe la notizia in generale più positiva, mediamente probabile.
  • Logistica diplomatica o sicurezza d’ambasciata: Il trasporto di materiale diplomatico classificato o l’avvicendamento di personale di sicurezza dell’ambasciata USA a Mosca.

Che cosa succederà?

Le relazioni internazionali non vivono nel vuoto. Ogni volta che si apre un canale di contatto diretto tra due superpotenze nucleari, i mercati finanziari e le materie prime reagiscono con estrema sensibilità. Ovviamente non si sa nulla, o quasi, a parte l’aereo.  Se il volo dovesse rappresentare l’apertura di un tavolo negoziale riservato, le ricadute economiche sarebbero importanti, a partire dai mercati energetici. Bisogna dire che non è facile immaginare una trattativa mentre volano ancora i missili.

Anche uno scambio di prigioneri riservato sarebbe molto importante: indirettamente segnalerebbe che, comunque, ci sono canali aperti fra le due parti, magari non sufficienti ancora per portare avanti trattative, ma che comunque esistono. Ovviamente sarebbe deludente e banale l’eventuale invio di una valigia diplomatico o l’avvicendamento del personale dell’ambasciata che, comunque, avrebbe potuto utilizzare anche altri strumenti di viaggio meno evidenti: infatti, se i voli diretti sono interrotti, non lo sono quelli indiretti, per cui sarebbe stata sufficiente una triangolazione con un volo commerciale da un paese terzo, ad esempio la Turchia.

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