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Trump, gli UFO e l’Arte della distrazione: presto la desecretazione dei documenti
Trump e i file segreti sugli UFO: rivelazione storica o perfetta arma di distrazione? | Il Presidente annuncia l’imminente desecretazione dei documenti sugli UAP. Ma tra lo scetticismo degli esperti e le teorie del Vicepresidente Vance sui “demoni”, l’operazione sa molto di strategia politica.

In un momento politico e istituzionale in cui le gatte da pelare terrene non mancano, l’amministrazione Trump decide di alzare lo sguardo verso la volta celeste. O, per i più cinici, di usare il cielo per far distogliere lo sguardo dalla terra. Durante un recente evento del Turning Point Action a Phoenix, in Arizona, il Presidente Donald Trump ha annunciato che il governo inizierà a pubblicare “molto, molto presto” una serie di documenti riservati riguardanti gli UFO, o come vengono definiti oggi nel più asettico gergo militare, i Fenomeni Aerei Non Identificati (UAP).
Un annuncio che, se da un lato stuzzica la fantasia di milioni di appassionati, dall’altro si configura come una magistrale, seppur classica, mossa di distrazione di massa. Quando il dibattito interno si fa teso, aprire i cassetti dei segreti governativi su tematiche di enorme impatto popolare garantisce prime pagine sicure e un momentaneo alleggerimento della pressione mediatica.
L’Operazione Trasparenza (e i suoi limiti)
Tutto nasce da una direttiva presidenziale lanciata lo scorso febbraio, in cui Trump ha ordinato alle agenzie governative, e in particolare al Segretario alla Guerra (o Difesa, nella dicitura standard) Pete Hegseth, di iniziare a rivedere e desecretare i file relativi alla vita extraterrestre. “Il processo è ben avviato e abbiamo trovato documenti molto interessanti”, ha assicurato il Presidente alla platea.
Il Pentagono, attraverso il suo ufficio preposto (AARO – All-domain Anomaly Resolution Office), ha confermato di essere in stretto coordinamento con la Casa Bianca per trasferire questi archivi ai National Archives, in conformità con la legge federale. Parliamo di un patrimonio documentale vastissimo, che affonda le radici nei decenni passati e include gli oltre 12.600 rapporti del celebre Project Blue Book (1947-1969).
Tuttavia, tra l’entusiasmo politico e la realtà fattuale, c’è di mezzo lo scetticismo di chi questi fenomeni li studia da una vita.
Scartoffie vs. Hardware: La Frustrazione degli Esperti
Se la politica esulta, la comunità dei ricercatori indipendenti storce il naso. Donald Schmitt, veterano dell’investigazione ufologica ed ex direttore delle indagini speciali per il Center for UFO Studies, ha liquidato l’annuncio con un pragmatismo lapidario: “Sono solo documenti. Non provano nulla”.
L’argomentazione di Schmitt, autore di best-seller sull’incidente di Roswell del 1947, è il fulcro del problema della disclosure governativa. Dopo decenni di promesse e rivelazioni parziali, i ricercatori sono stanchi dei giochi di prestigio burocratici.
- La richiesta di prove fisiche: “Smettiamola di girare intorno all’idea di voler vedere dei file”, ha dichiarato Schmitt. “Voglio tenere in mano un pezzo di hardware. Voglio vedere un campione di tessuto corporeo. Portatemi dove conservate i corpi”. Insomma molti non si accontenteranno di leggere dei rapporti.
- L’ostruzionismo storico: Durante le indagini su Roswell, i ricercatori raccolsero 150 testimoni oculari e 30 confessioni in punto di morte, che il governo ha sistematicamente ignorato. Perché dovrebbe essre successo diversamente nei casi degli ultimi 50 anni?
Per chi cerca la verità materiale, l’ennesima tornata di file censurati (“redacted”) rischia di essere, per usare le parole di Schmitt, solo “un teatrino”.
Tra Sicurezza Nazionale e “Demoni”
La questione UAP, tuttavia, non appassiona solo i cacciatori di alieni, ma anche chi si occupa di sicurezza nazionale. Al Congresso, figure come la deputata repubblicana Anna Paulina Luna e il collega Tim Burchett stanno premendo per ottenere risposte, arrivando a minacciare mandati di comparizione. La loro preoccupazione è terrena: la presenza di veicoli non identificati negli spazi aerei sensibili delle installazioni militari americane rappresenta una minaccia concreta alla sicurezza.
Ma in questo calderone di politica, pragmatismo militare e mistero, non mancano le derive teologiche. Il Vicepresidente JD Vance, ammettendo una sua passata “ossessione” per i file UFO, ha recentemente offerto una prospettiva che sposta il dibattito dalla biologia alla metafisica: “Non credo siano alieni. Penso che siano demoni, comunque, ma è una lunga discussione”. Una dichiarazione che aggiunge una patina surreale a un tema già di per sé ai limiti del credibile.
L’imminente desecretazione promessa da Trump si preannuncia come un evento mediatico di prim’ordine. Resta da vedere se dai cassetti del Pentagono usciranno risposte concrete o, come sospettano i più smaliziati, solo una cortina fumogena di carte vecchie di decenni, perfetta per occupare i telegiornali mentre la politica reale, quella fatta di tasse, dazi e nomine, prosegue indisturbata dietro le quinte.







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