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Trump frena all’ultimo minuto: attacco all’Iran annullato. Teheran ha “approvato” l’accordo, ma il blocco navale resta.
Dopo aver minacciato di bombardare l’isola di Kharg e prendere il controllo del petrolio iraniano, Donald Trump annulla l’attacco all’ultimo minuto: “Teheran ha accettato l’accordo”. Il dramma sui mercati energetici si ferma, ma il blocco navale resta.

Come nelle migliori sceneggiature, il presidente americano Donald Trump ha tenuto il mondo col fiato sospeso per poi annullare, a sorpresa, i raid aerei previsti sull’Iran. Con un messaggio sul suo social network, Truth, ha dichiarato che i vertici di Teheran e le altre parti coinvolte nei negoziati hanno finalmente “approvato concetti e dettagli finali” per mettere fine a un conflitto che si trascina ormai da più di tre mesi. Ecco il messaggio presidenziale
Successivamente si è perfino prlato di una firma dell’accordo in Europa. Il problema è sempre lo stesso delle scorse settimane: sarà vero o siamo di fronte al solito tango, o meglio al solito TACO “Trump si tira sempre indietro”? nel suo discorso alla stampa dalla Casa Bianca il Presidente ha affermato che si potrebbe firmare questo weekend e che sarà JD Vance a concludere l’accordo. Secondo lui la Guida Suprema ha accettato l’accordo.
Reporter: Has Iran's Supreme Leader approved this deal?
Trump: I understand the answer is yes. pic.twitter.com/FIERbFjIA5
— Clash Report (@clashreport) June 11, 2026
Questo prevede anche la riapertura di Hormuz, immediata, oltre che la rinuncia alle armi nucleari da parte di Teheran. Comunque non c’è una scadenza precisa per firmare l’accordo.
L’annuncio arriva a poche ore da una minaccia pesantissima. Solo giovedì mattina, infatti, Trump aveva promesso di colpire l’Iran “MOLTO DURAMENTE”, suggerendo un’azione militare senza precedenti: la conquista dell‘isola di Kharg.
Perché l’isola di Kharg è così importante?
- Cuore energetico: Da questo fazzoletto di terra transita circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane.
- Controllo del mercato: L’obiettivo dichiarato da Trump era assumere il controllo totale dell’industria petrolifera e del gas di Teheran, seguendo il “modello Venezuela”, che a detta del presidente sta funzionando “brillantemente”.
- Impatto globale: Un blocco prolungato o una distruzione delle infrastrutture di Kharg avrebbe avuto ricadute drammatiche sui prezzi mondiali dell’energia, innescando spinte inflazionistiche sui beni di prima necessità e rallentando la crescita economica generale.
Dal punto di vista strategico e militare, un’operazione del genere non sarebbe stata una passeggiata. Finora l’amministrazione Usa ha fatto affidamento quasi esclusivamente su attacchi aerei mirati, colpendo i sistemi di difesa e i radar vicino allo Stretto di Hormuz in risposta all’abbattimento di un elicottero americano lunedì scorso. Conquistare Kharg, tuttavia, avrebbe richiesto l’impiego massiccio di truppe di terra, con migliaia di Marines già in allerta sulle navi da guerra. Un rischio enorme, che forse gli americani non sono disposti ad accettare, preferendo riportare i soldati a casa.
Per ora, il compromesso sembra reggere. Ma non c’è un via libera totale: il blocco navale americano sui porti iraniani resterà in vigore fino alla firma definitiva della “transazione”, continuando a strangolare la principale fonte di entrate del governo di Teheran.
Sarà vero? Trump ha anche detto che l’accordo sarà firmato forse in Europa. L’ennesima fregatura iraniana, dopo settimane di tira e molla, o gli ultimi attacchi hanno avuto effetto? Vedremo.








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