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Terremoto politico in Francia: confermata la condanna di Marine Le Pen, ma la corsa all’Eliseo nel 2027 è salva

Marine Le Pen condannata in appello a 3 anni per i fondi UE, ma i giudici le salvano l’eleggibilità per le presidenziali 2027. Annunciato il ricorso in Cassazione per evitare il braccialetto elettronico: scatta la sfida totale per l’Eliseo.

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La Corte d’Appello di Parigi ha pronunciato una sentenza storica che scuote le fondamenta della politica europea. Marine Le Pen è stata condannata a tre anni di carcere per il caso dei fondi UE destinati agli assistenti parlamentari. Ma il vero colpo di scena è politico: i magistrati le hanno ridotto la pena di ineleggibilità, restituendole di fatto la libertà di correre per l’Eliseo. La strada verso le presidenziali del 2027 si riapre di colpo con un brivido per gli avversari, anche se con alcune limitazioni.

La leader del Rassemblement National ha atteso la prima serata per rompere il silenzio. Dai microfoni del telegiornale di TF1 ha annunciato ufficialmente la sua quarta candidatura presidenziale. Una mossa immediata per blindare il partito ed evitare che la leadership scivolasse verso altri lidi.

Il verdetto e la strategia della Cassazione

In primo grado, lo spettro dell’esclusione politica sembrava definitivo. Stavolta, la Corte d’Appello ha inflitto 45 mesi di ineleggibilità, di cui ben 30 coperti da sospensione condizionale. I restanti 15 mesi risultano già scontati a seguito dell’esecuzione provvisoria precedente. Una decisione quasi acrobatica da parte dei giudici francesi.

I magistrati hanno esplicitamente motivato la scelta richiamando il principio della “libertà di scelta dell’elettore” dando un valore politico alla sentenza. Privare milioni di francesi del proprio candidato di riferimento avrebbe creato una faglia democratica istituzionale senza precedenti.

Resta però lo scoglio dei tre anni di reclusione, di cui uno strutturato come anno di carcere fermo. Una pena che la deputata dovrebbe teoricamente scontare indossando un braccialetto elettronico per la detenzione domiciliare.

“Non farò mai campagna elettorale con un braccialetto elettronico alla caviglia”, aveva giurato Le Pen.

La contromossa legale è arrivata puntuale con l’annuncio del ricorso in Cassazione. In base al codice di procedura penale transalpino, l’impugnazione davanti alla suprema corte ha un effetto totalmente sospensivo. Significa che l’esecuzione della pena detentiva e del braccialetto viene congelata fino al verdetto definitivo.

I tempi tecnici della Cassazione giocano a favore della leader della destra. Secondo i costituzionalisti, una decisione non arriverà prima dell’inizio del 2027. Se il ricorso venisse respinto a ridosso del voto, si aprirebbe uno scontro istituzionale inedito tra potere giudiziario e corpo elettorale.

Lo schema delle sanzioni applicate

La sentenza non ha colpito solo la figura di vertice, ma ha toccato l’intera struttura del movimento politico, imponendo anche pesanti sanzioni pecuniarie.

Soggetto coinvoltoTipologia di sanzione applicataStato dell’efficacia politica
Marine Le Pen3 anni (2 con sursis, 1 fermo), 100.000€ ammendaEleggibile (grazie al computo del già scontato)
Rassemblement National2 milioni di euro di sanzione (1 milione con sursis) 
Louis Aliot & altri quadriPene detentive variabili interamente con sursisMantengono le cariche locali correnti

Il fattore Bardella: la coppia torna sul pas de tir

Per mesi, il giovane e popolarissimo Jordan Bardella si è preparato dietro le quinte. Il “Piano B” del partito era pronto a trasformarsi in una candidatura presidenziale fresca e priva di carichi pendenti. I sondaggi lo davano persino in vantaggio di qualche punto rispetto alla sua mentore.

Ora la situazione interna si congela nuovamente. Marine Le Pen ha confermato che lo schema della leadership prevede un “ticket blindato”. Lei correrà per la presidenza, mentre a Bardella è stato promesso l’incarico di Primo Ministro in caso di vittoria.

Per il giovane leader si tratta di un parziale passo indietro. Frenare una traiettoria politica in piena ascesa non è mai semplice. Tuttavia, l’accordo interno sembra tenere per evitare frammentazioni che favorirebbero lo schieramento macroniano o la sinistra.

Si chiarisce lo scontro.

A questo punto almeno inizia a chiarirsi la corsa per le elezioni presidenziali del 2027. Sicuramente ci sarà la Le Pen, Sicuramente l’estrema sinistra presenterà Melénchon. Ora bisogna chiarire quanti saranno i candidati centristi, dell’area macroniana e ex gollista, che saranno due o tre, e chi presenterà i socialisti. Allo stato attuale sembra che la Le Pen supererà di slancio il primo turno, per poi scontrarsi con quello che vincerà fra i centristi e i socialisti. Questa volta però non ci sarà la solita formazione del “Blocco Repubblicano” che ha permesso la vittoria di Macron. Le cose sono profondamente cambiate.

La Francia si avvia a vivere mesi di campagna elettorale permanente sotto la scure della magistratura. Un pasticcio, data l’instabilità internazionale e un’economia sempre più problematica. Il presidente che emergerà dalla contesa dovrà affrontare una sfida molto pesante: cercare di cambiare il corso della Francia.

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